Angelo: Entità invisibile

Angelo: Entità invisibile

In ANGELI STORIE E TESTIMONIANZE ANGELICHE by Daniela RaguelLeave a Comment

“Ogni individuo, credente o ateo, buono o cattivo, ha accanto un entità invisibile, di natura spirituale, un Angelo dotato di eccezionale intelligenza e di straordinari poteri, perché porta in sé una parte dell’energia divina che anima la creazione e che viene messa a disposizione del suo protetto. L’incontro con l’angelo è un’esperienza autentica, comune a un altissimo numero di persone e registrata da uno stuolo di seri ricercatori.”

PRIMA TESTIMONIANZA:
Teresa, una giovane casalinga, da poco tempo era diventata madre di una bambina che stava cominciando ad acquistare familiarità con una serie di situazioni nuove, quali per esempio andare a fare la spesa con la carrozzina. “Ero fuori con un’amica” racconta “e mi fermai a guardare la vetrina di un negozio, abbandonando per un istante la carrozzina carica della spesa e della bambina che dormiva. Potete immaginare il mio orrore quando, voltandomi, scossi la carrozzina che era giunta a pochi centimetri dalla cordonatura del marciapiede, in procinto di rotolare in mezzo a una strada piena di traffico. Non vi era alcun passante in vista e Teresa tentò disperatamente di inseguire la carrozza; rimase sconcertata nel vedere un uomo alto, con un cappotto marrone, apparire improvvisamente proprio davanti alla carrozzina e bloccarne la discesa. Le prime parole sulle labbra di Teresa furono “Dio sia lodato!” L’uomo replicò dolcemente “Sì, davvero!”. Teresa aggiunge: “ricordo che mi aspettavo un aspro rimprovero per la mia negligenza, ma ciò non accadde. Mi girai verso la mia amica per un momento, tremando di sollievo e di gioia. Quando mi voltai, l’uomo non c’era più. Mi guardai attorno, ma era scomparso”.
SECONDA TESTIMONIANZA:
Moltissimi interventi angelici hanno come beneficiari degli automobilisti e come palcoscenico la strada. Non c’è da stupirsene giacché, con l’enorme diffusione del traffico, proprio qui si presentano le maggiori occasioni di pericolo. Tina, una giovane madre e infermiera part-time, stava guidando verso la sua abitazione ed era sola in macchina. Mentre guidava, improvvisamente udì una voce che diceva: “STOP!” Il suo stupore fu tale che istintivamente frenò e quasi nello stesso momento una macchina sbucò contromano dall’angolo successivo. Fu solo perché si era fermata a causa dell’avvertimento che lo scontro poté essere evitato. Il guidatore riuscì a riacquistare il controllo dell’auto e a tornare sulla sua corsia prima di raggiungere la macchina di Tina.
TERZA TESTIMONIANZA:
Due casi simili hanno come protagonisti automobilisti che, guidando da soli a tarda notte, a causa della stanchezza, stavano cominciando ad addormentarsi. In entrambe le situazioni furono svegliati improvvisamente da una voce altissima, proveniente dall’interno della macchina, che parlava con chiarezza. In uno dei due casi la voce disse: “SVEGLIATI!” e nell’altro “ATTENZIONE!”. In ambedue le occasioni l’avvertimento servì a impedire un incidente.
QUARTA TESTIMONIANZA:
Una madre stava passeggiando con la sua bambina, quando questa si bloccò a pochi passi da un muro. La donna cercò di farla riprendere a camminare, ma la piccola fu irremovibile. Improvvisamente si sentì un rumore assordante: il muro era crollato! Se fossero andate avanti, sarebbero rimaste schiacciate. Pallida di paura, la donna chiese alla figlia perché fosse bloccata proprio in quel preciso momento. “Mamma, non hai visto quel bellissimo signore vestito di bianco? Si è messo davanti a me e non mi ha lasciato passare”.
QUINTA TESTIMONIANZA:
Corry Boom ama raccontare un fatto verificatosi durante una rivolta nello Zaire, quando i ribelli avanzarono verso una scuola in cui si trovavano numerosi figli di missionari. “Erano decisi ad uccidere sia i bambini che gli insegnanti, scrisse Corry in uno dei suoi libri. All’interno della scuola sapevano del pericolo che li minacciava e si misero a pregare. Quando i ribelli erano ormai vicinissimi, accadde improvvisamente qualcosa: gli uomini fecero marcia indietro e scapparono di corsa. La stessa cosa si verificò per altri due giorni consecutivi. Uno dei ribelli, ferito, venne ricoverato nell’ospedale della missione. Il medico, intento a mendicare le ferite, gli chiese: “Perché non avete fatto irruzione nella scuola come avevate deciso?” “Non abbiamo potuto,” fu l’incredibile risposta. “Abbiamo visto centinaia di soldati in uniforme bianca e ci siamo spaventati”
SESTA TESTIMONIANZA:
Sheila aveva 12 anni al momento dei fatti e viveva nello stato di Washington. Era con dei coetanei a fare il bagno in riva a un fiume quando decise di tuffarsi. Il punto scelto era calmo in superficie, ma profondo 6 m e soprattutto mosso da fortissimi vortici. Racconta: “Sono stata immediatamente aspirata verso il fondo, e poi spinta subito in superficie. Vedevo delle persone sconvolte che gridavano e cercavano di tendermi un ramo da riva, ma il vortice mi ha risucchiato ancora. Quando sono risalita per la terza volta, sempre più debole per lo sforzo, ho sentito che venivo ancora attratta dal gorgo, ma quella volta sono stata come immobilizzata in alto, sopra il fiume e ho visto, a qualche metro da me, una luce rettangolare, che era al tempo stesso brillante e dolce. Per un attimo ho dimenticato tutto il resto del mondo e ho provato solamente un incredibile sensazione di euforia. Ricordo di aver tentato di raggiungere quella luce, ma sono stata spinta verso la riva prima di poterla toccare. So con certezza che non sono sfuggita al gorgo nuotando: è stata la luce a prendermi con sé e a condurmi fino a riva”.
SETTIMA TESTIMONIANZA:
Giovanna si recò per un fine settimana con alcune amiche vicino a un lago. Le amiche non sapevano nuotare e si stesero ad abbronzarsi. Giovanna invece si gettò in acqua. Bracciata dopo bracciata si allontanò parecchio dalla riva. Improvvisamente sentì che le mancava il fiato e comprese di non avere abbastanza forza per tornare a riva. Fu presa dal panico. La riva appariva lontanissima e nonostante i gesti disperati che faceva con le braccia, nessuno si accorse di lei. L’agitazione aumentava, rendendo sempre più precaria la situazione. Giovanna si rese conto che poteva annegare. Disperata pregò: “Mio Dio, aiutami”. Improvvisamente, poco più in là, scorse una specie di boa e Giovanna vi si aggrappò per prendere fiato. Ma il suo problema non era risolto. Quanto avrebbe potuto resistere, così aggrappata, nell’acqua fredda, prima che gli altri si accorgessero di lei ? Dopo poco senti’ le acque muoversi e apparve un giovanotto che solcava con sicurezza di onde. Quando fu più vicino il giovane disse: “Salve, sono un ispettore della sicurezza, ho il compito di salvare chi è in acqua. Qualcosa non va? “. “Sono esausta, non ce la farò mai a tornare a riva da sola” rispose Giovanna. “Invece puoi farcela, nuoterò lentamente dinanzi a te e tu mi seguirai” rispose l’ispettore. Giovanna si sentì rincuorata, perché comunque il ragazzo avrebbe potuto soccorrerla in ogni momento. Fece appello a tutte le sue energie e, bracciata dopo bracciata, guadagnò la riva, sempre seguendo la sua guida. Appena messo il piede a terra, disse alle sue amiche: “ho rischiato di annegare… Se non fosse stato per quel bagnino…”. “Quale il bagnino? ” replicarono le amiche. Giovanna si voltò ma non vide nessuno.

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