Un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto.

Un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto

In I VOSTRI RACCONTI CON GLI ANGELIby Daniela RaguelLeave a Comment

UN ANGELO DALLE SEMBIANZE DI UNO SCONOSCIUTO

( Le vostre testimonianze )

Torino. Una mattina di quel giugno del 2016, mentre mi apprestavo a fare una passeggiata in centro città, pensavo e ripensavo diverse cose del mio passato, mettendole a confronto con il presente. Riflettevo su cosa mi stesse accadendo.
Infatti si trattava di uno di quei periodi in cui all’improvviso mi trovavo a vivere esperienze spirituali abbastanza evidenti, con manifestazioni più frequenti del solito, come, per esempio, trovare piume piccolissime bianche in diversi posti nel mio appartamento: davanti l’ingresso, sul letto e dentro l’armadio. Qualche volta mi svegliavo nel cuore della notte per via di qualche rumore proveniente dalla stanza accanto alla mia, ma a casa era tutto a posto e il giorno dopo trovavo proprio nella stanza sospetta una piccolissima piuma bianca appiccicata sui pantaloni del mio pigiama appeso sullo stendino, dopo il lavaggio in lavatrice. Non è mancato uno strano squillo, al mattino, che sembrava provenire dalla mia sveglia, per poi constatare con grande stupore che la sveglia digitale era spenta, poichè mi ero dimenticato di accenderla; dovevo alzarmi in fretta e furia per correre al lavoro. Confesso che, ad incorniciare tutto quanto, c’era un piacevolissimo profumo d’incenso e fiori sparso nella casa, e lo potevo sentire anche vicino a me. Non ero solo, ma qualcuno che non vedevo mi stava vicino, anzi credo che dai Piani Divini volesse tranquillizzarmi e non mettermi paura.
La solitudine mi spegneva il sorriso, ma io parlo spesso mentalmente con Dio o forse con qualcuno che riesce a percepire i miei pensieri: l’ho sempre fatto fin da bambino e a me è sempre piaciuto dialogare con un amico immaginario, così istintivamente, come fosse accanto a me. Anche se di immaginario forse non esiste nulla, perché ho sempre ritenuto che non siamo soli, come invece erroneamente pensiamo.
Dunque, passeggiando per le vie della città, mi veniva anche in mente una vecchia canzone Folkloristica Siciliana “Ciuri Ciuri” che io canticchiavo amareggiato (prima del mio definitivo trasferimento a Torino avvenuto 19 anni prima dalla Sicilia in cerca di fortuna, dove attualmente risiedo), deluso perchè quella canzone non mi è mai piaciuta: in cuor mio, la cantavo perchè mi sentivo rifiutato dalla stessa mia terra d’origine. Ero arrabbiato e sconfortato. Torino è stato un ritorno per me, poichè c’ero stato per lavoro alcuni anni prima, essendomi nello stesso tempo sposato.
Mentre camminavo, sempre avvolto nei miei pensieri, sentii qualcuno alle mie spalle vociferare ad alta voce e soprattutto chiamare non so chi. Lungo la strada non c’era quasi nessuno, ma la sua voce era talmente squillante ed allegra da attirare la mia attenzione, mi girai a guardare. Così vidi un uomo dall’aria gioiosa con un giubbotto di pelle nera allungare il passo e venirmi incontro. Sì. Ce l’aveva con me. Proseguii il mio cammino senza dargli retta, ma lui iniziò a cantare a voce alta la canzone Siciliana “Ciuri Ciuri”. Ebbi paura, pensando che fosse un matto o uno scippatore, tanto è vero che con una mano mi tenevo stretto il portafoglio che avevo nella tasca e con l’altra mano mi tenevo stretto il telefonino. Quest’uomo sbucato da non so dove, si affiancò alla mia sinistra e sorridendo iniziò a parlare a voce bassa, riferendosi al passato e di una zona situata nei pressi dove ci trovavamo in quel momento, dicendo come fosse cambiata rispetto a diversi anni prima: il caso volle che si trattasse di una zona frequentata da persone della parte della mia ex moglie , dove lei stessa ci ha abitato molto tempo fa. Io stavo in silenzio, ma notai (contrariamente a come pensavo), che non aveva l’aria di un malintenzionato e il suo tono di voce era diventato compassionevole, specialmente quando sentii farmi la sua seguente domanda:
“Eh! Bei tempi quelli. Ti ricordi?”.
Quest’ uomo con il suo giubbotto invernale e quel zainetto, come quello dei bambini, sulle spalle (io in maniche corte), con quel suo sorriso da fanciullo pur essendo un uomo di circa 45 anni, sembrava conoscermi anche se per me rimaneva uno sconosciuto. Gli chiesi se fosse Siciliano. Mi rispose di “no”, di non sapere nulla della Sicilia. Fu a questo punto che mi augurò “Buona giornata”. Sembrava una mia vecchia conoscenza, ma a me sconosciuto. Non risposi subito al suo saluto e dopo qualche istante al mio “Buongiorno”, guardandomi con aria bonaria se ne andò attraversando la strada. Notai che mentre si avviava verso la fermata dell’autobus mi guardava con espressione seria, come farebbe un amico che sta partendo. Ebbi i brividi lungo la schiena, ero contento, confortato e non avrei voluto che andasse via.
Alla sera, quando mi misi a letto, prima di addormentarmi, mi venne in mente improvvisamente il volto di quello sconosciuto, mentre sentivo la sua voce provenire da lontano, ma come fosse vicina alle mie orecchie, cantare proprio quella canzone Siciliana “Ciuri Ciuri… Ecc… Ecc…” –
Sorrisi con gioia, lo ringraziai tre volte e mi addormentai come un bambino con una maggiore consapevolezza di non essere solo.
Avere Amore e fiducia nell’Universo, ripaga: prima o poi i segnali arrivano. La mia percezione è stata quella di avere avuto un incontro inatteso con un’Energia Superiore, e non con una persona incontrata per caso, bensi, credo, con un Essere Divinamente Evoluto. Sì!: un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto.

 (Mario Bonsangue)

 

Un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto Un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto Un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto Un Angelo dalle sembianze di uno sconosciuto 

Condividi Articolo: