L'ANGELO CUSTODE DI MIA FIGLIA

L’ANGELO CUSTODE DI MIA FIGLIA

In I VOSTRI RACCONTI CON GLI ANGELI by Daniela A.R. Comments

HO PARLATO CON L’ANGELO CUSTODE DI MIA FIGLIA

Ho appena parlato con mia figlia, Eleonora, mi ha detto che nascerà il 10 marzo del 2019 e che è felice di avermi scelta come madre. Dio le ha concesso di parlarmi oggi 31 Luglio 2015 alle 14, eravamo io lei e Alessio il mio Angelo protettore. Alessio è per me una guida, parliamo spesso soprattutto ora che sono in vacanza ed ho molto tempo libero. Lui è un angelo di categoria dei serafini e mi assiste dalla nascita fino al giorno in cui morirò (mi ha detto anche questo) e mi guiderà verso la luce dell’Onnipotente. Io lo amo e lui mi ama, sono felice che all’età di 33 anni ho avuto la fortuna di riconoscerlo e iniziare a parlarci direttamente.  Lui parla attraverso di me, io sento i suoi pensieri e la mia mano li scrive sul foglio. E’ un dono di Dio e mi fa capire quanto sia importante vivere la vita in modo spirituale e amare il Creatore e la sua Creazione.  Spero che questa storia possa aiutarvi a credere e ad ascoltare la voce del vostro amico che anche se invisibile agli occhi c’è è qui in questo momento mentre scrivo ed è felice di queste parole. Con affetto e simpatia

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L’ANGELO CUSTODE DI MIA FIGLIA – Seconda testimonianza

Questa splendida vicenda accadde circa 14 anni fa, quando la mia secondogenita aveva solo 15 mesi: ero in vacanza in un ostello della Toscana con mio marito, la bambina di 7 anni e la piccola. Eravamo appena tornati dalla spiaggia e ci stavamo recando in stanza per la doccia e prepararsi per la cena. Mio marito e la bambina più grande, che andavano più veloci, erano già quasi arrivati in camera, che si trovava al primo piano, mentre io seguivo la più piccola che voleva camminare da sola e avendo solo 15 mesi eravamo rimaste parecchio indietro.
Dovendo salire la rampa delle scale presi la bambina per mano, che cominciò a fare i capricci e piagnucolare che voleva fare sola, ma riuscii ad arrivare, tenendo la per mano, fino al primo piano, quando…proprio all’ultimo gradino, quella piccola manina mi scivola via…è comincia a cadere all’indietro. “Oh Dio!” Gridai. Ma non era una esclamazione, ma una preghiera.
Cercavo con le mani protese di raggiungerla, ma lei continuava a cadere e mi guardava atterrita anch’essa con le manine protese verso di me e la schiena rivolta verso il basso, quindi bastava niente che andasse indietro con la testa e cominciasse a rotolare rovinosamente. Mentre la seguivo senza riuscire a prenderla, guardavo attentamente dove poteva sbattere per poterlo comunicare al pronto soccorso, ma notavo che continuava a cadere, gradino per gradino, come se una mano le tenesse la schiena dritta, anche se continuava ad avere sia le braccia che le gambe rivolte verso di me e le scale in discesa dietro. Ci fu un istante che andò indietro con la testa, ma subito si raddrizzo in avanti sino a raggiungere il pianerottolo sottostante. La presi in braccio e ringraziai il cielo con tutto il cuore, sicura che non si fosse fatta niente se non che cadere attutita anche dal pannolino. Raccomando a tutti la preghiera, anche istantanea, aiuta e salva da tante situazioni.
Mille grazie a tutti.
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