Un tocco angelico

UN TOCCO ANGELICO – RACCONTI CON GLI ANGELI

In I VOSTRI RACCONTI CON GLI ANGELI by Daniela A.R. Comments

UN TOCCO ANGELICO – RACCONTI CON GLI ANGELI :

Premessa:
Il seguente racconto è una storia realmente accaduta,
quanto segue mi è stato inviato da un’amico che desidera rimanere anonimo.

So bene che non vi sarà facile credermi,
ma vi posso assicurare che tutto quanto ciò che segue corrisponde a pura verità.

Mia madre è morta nel 2007; per un lungo periodo della sua vita è stata affetta da una terribile malattia:
il morbo di Parkinson.

Nella fase terminale della sua malattia,
trascorsi molte delle mie giornate con lei a casa sua per assisterla,
con noi vi era anche una badante per darci
un supporto, specie nelle ore notturne.

Ricordo come fosse ora, era un giovedì, la badante non c’era dato che aveva il suo turno di riposo.
Mi trovavo quindi solo con mia madre.
In quel periodo lei era estremamente debole a causa della malattia. Mi chiese di accompagnarla in bagno,
la aiutai ad alzarsi ma dopo soli due passi lei svenne.
Ero atterrito, mi resi conto di non essere in grado di fare nulla per lei, ero solo!

La chiamai a gran voce :” Mamma…MAMMAA!!!” Lei roteò gli occhi verso l’alto senza darmi alcuna risposta.
Con estrema fatica riuscii ad adagiarla sul letto, ed un istante dopo lei riprese conoscenza,
Una sensazione tremenda mi pervase, pensai che mia madre stesse per morire tra le mie braccia,
ero disperato, sconvolto, e soprattutto ero solo
, impreparato di fronte ad un evento così drammatico.
Mentre lei a letto pareva riprendersi, approfittai per telefonare a mio fratello che si trovava fuori per motivi di lavoro.

Ero molto confuso, tanto da non riuscire a capire quale fosse la cosa migliore da fare,
mi risolsi a chiamare il telesoccorso, spiegai loro la situazione, la signorina al telefono mi consigliò
di chiamare un medico oppure di portarla personalmente al pronto soccorso dell’ospedale più vicino.
Tutto ciò mi apparve troppo difficile in quanto mia madre non era non era facilmente trasportabile.
Desistetti optando di attendere che le sue condizioni migliorassero.
Questa decisione si rivelò un
grave errore, infatti poco dopo lei mi chiese nuovamente di accompagnarla in bagno
e perse conoscenza.
Mi sentivo perduto, bloccato, mi resi conto che il mio stato confusionale mi impediva di prendere qualsiasi decisione.
Riportai quindi mia madre sul letto e chiamai di nuovo il telesoccorso, mi rispose ancora la stessa signorina
e mi chiese cosa avessi deciso, ed io allora le risposi che ero preoccupato, confuso,
non sapevo se portarla in ospedale fosse la cosa giusta da fare.

Ricordo l’accaduto in modo lucidissimo, mia madre nel letto, io in soggiorno, ero solo, al telefono
con l’infermiera, mentre le stavo esprimendo le mie perplessità,
fu proprio in quell’istante, mentre i dubbi mi attanagliavano, che d’improvviso avvertii distintamente
un tocco sulla mia spalla destra, era il tocco di una mano, mi stava spingendo!
Rimasi folgorato da quanto stava accadendo, il mio primo pensiero fu:
chi po’ avermi toccato la spalla??? Mia madre era a letto ed in casa non c’era anima viva a parte me!!!
Passato il primo momento di incredulità presi il telefono e richiesi l’invio urgente di un’ambulanza.

Mentre la portavano in ospedale continuavo a cercare una spiegazione a quanto mi era accaduto,
chi era stato a darmi quel tocco sulla spalla?
Ciò che invece mi pareva chiaro era il significato di quel contatto e quanto avesse comportato in seguito:
ero stato sbloccato, svegliato, sollecitato, mi aveva dato la forza di agire nel modo giusto
cioè far portare subito mia madre in ospedale.
Nel frattempo ero già in sala d’attesa ad attendere il responso dei medici.

La dottoressa del pronto soccorso, dopo aver visitato mia madre, disse che oltre ai problemi legati alla sua malattia,
non vi era in atto nessuna patologia di rilievo, ci chiese solo di aspettare la visita del neurologo
che avrebbe firmato per poterla poi dimettere.
In attesa del neurologo continuavo a pensare a quanto mi era successo;
ripetevo dentro di me che chiunque fosse stato ad avermi toccato
già era a conoscenza di quanto sarebbe accaduto in seguito, e pertanto l’aveva fatto per aiutare mia madre.
Ma i fatti stavano mostrando che non vi era nessuna urgenza particolare,
e questo contrastava fortemente con la mia interpretazione…

Finalmente giunse il neurologo, era un uomo alto dall’aspetto austero, vide mia madre e, dandole del tu, le chiese:
“Come stai, cosa ti senti?”. Mia madre le rispose che si sentiva debole.
Lui disse allora di stare tranquilla e che l’avrebbero ricoverata subito.
Portarono mia madre in reparto, le fecero le analisi e approntarono una trasfusione d’urgenza:
Mia madre aveva in atto una grave emorragia allo stomaco, era una questione di istanti, e se non l’avessi portataimmediatamente all’ospedale sarebbe morta a casa di lì a poco.

Mi ritrovai a credere che quel dottore fosse il suo Angelo Custode, o quantomeno di certo
rappresentava la messa in atto di una volontà celeste, la stessa che aveva dato quel tocco decisivo sulla mia spalla destra.

Talvolta nella vita accadono cose difficili da credere ed anche da raccontare,
quella mano Angelica sulla mia spalla, le sensazioni uniche che ho provato in quei momenti…
Tutto ciò ha radicalmente cambiato il mio modo vedere gli avvenimenti della vita,
e mi ha insegnato ad avere sempre fiducia anche nei momenti difficili.

Grazie per la vostra attenzione, un abbraccio ed un augurio sincero a tutti voi.

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