STORIE DELL 'ALDILA'

STORIE DELL ‘ALDILA’

In ANGELI STORIE E TESTIMONIANZE ANGELICHE by Daniela A.R. Comments

STORIE DELL ‘ALDILA’

Tenete presente che, nelle storie qui riportate, nessuna delle persone che ha percepito la presenza di uno spirito sostiene di essere un medium o un sensitivo. È gente normale, che per un breve istante avverte la vicinanza del paradiso.

Per lo più queste testimonianze riguardano un certo tipo di comunicazione con l’aldilà, per esempio un incontro caratterizzato da un profumo o da voci, ma mi preme sottolineare che in molti casi la visita dall’aldilà coinvolge più sensi: il soggetto potrebbe avvertire una presenza, udire una voce e riconoscere nello stesso tempo un profumo famigliare, oppure avere una visione del caro defunto e sentire al contempo un braccio cingergli affettuosamente le spalle.
La maggior parte delle comunicazioni dall’aldilà che coinvolgono un profumo si verificano giorni, settimane, mesi e a volte anni dopo la morte della persona cara.

NON TI SCORDAR DI ME

Mio fratello era un tuttofare e profumava sempre di vernice fresca, anche quando non lavorava. La scorsa settimana ero a casa intenta a pulire, quando all’improvviso avvertii un odore di vernice fresca. I bambini erano lì nella stessa stanza a fare i compiti. Domandai se lo sentivano anche loro, ma mi risposero di no. Al momento non ci feci molto caso, ma poi, prima di coricarmi, lo sentii di nuovo. Domandai a mio marito se lo sentiva anche lui, ma mi disse di no. A quel punto mi venne in mente mio fratello e mi emozionai molto, anche perché mio marito mi ricorda che erano passati esattamente quattro anni dalla sua morte. Come avevo potuto dimenticarlo? Mi vergognai, anche se lui era sempre nel mio cuore.

SOLO IO

Il prossimo mese saranno sei anni che ho perso il mio amico Marcus, deceduto tre anni dopo il suo incidente. Poco tempo fa ho sentito odore di fumo di sigarette, anche se in casa non fuma nessuno. Siamo solo mia figlia ed io, e lei non ha mai fumato. Lo sento solo io. E lo percepisco anche ora, mentre sto scrivendo. Non mi spaventa e nemmeno mi infastidisce, perché penso che potrebbe essere il mio amico Marcus che viene a trovarmi e a salutarmi. Marcus compirebbe quarant’anni a giugno.

Mio Zio 

Accadde durante il funerale dello zio di mio marito, chiamato Unc da tutti noi, morto per un tumore al fegato. Lo zio non era particolarmente legato a mio marito, ma era profondamente rispettato da lui e da tutti i suoi fratelli. Il servizio funebre venne celebrato solamente al cimitero. All’epoca ero incinta di tre mesi del mio primo figlio. Accanto alla tomba, ero rimasta leggermente indietro per far posto ad altri familiari. Non ricordo esattamente quando avvenne, ma all’improvviso ebbi l’impressione che l’aria si riempisse di elettricità, di piccoli puntini luminosi. Provai la stessa sensazione che dà una scossa elettrica, una sorta di formicolio. Sorrisi, come se Unc fosse lì con noi e mi guardai intorno per capire se qualcun altro avesse avuto la mia stessa reazione, ma tutti erano assorti nella preghiera. Il fenomeno cessò rapidamente così com’era iniziato, ma mi lasciò una profonda pace interiore. Per vari mesi non ho parlato dell’accaduto né con mio marito né con nessun altro, poi, qualche tempo fa, la cosa è saltata fuori per caso e pensavo che mio marito mi avrebbe preso in giro dicendomi che mi ero immaginata tutto, ma non fu così. Gli feci giurare di non dirlo a nessuno, ma naturalmente qualche tempo dopo lui ne parlò con sua madre e lei mi disse: “Non c’è nulla di strano, Tina. Io sento costantemente lo zio Ray in casa. Il parquet scricchiola nel corridoio davanti alla camera da letto principale e ovunque si avverte una presenza”. Sono venuta a sapere che la casa in cui vivevano i miei parenti acquisiti e in cui mio marito aveva trascorso parte dell’infanzia era stata costruita proprio da Unc.

IN PACE 

Avevo 16 anni quando mia nonna paterna morì. Viveva con noi e ho avuto il privilegio di averla accanto ogni giorno mentre crescevo. Un giorno ebbe un ictus e venne ricoverata in ospedale per alcune settimane. Alternava momenti di lucidità ed altri in cui non capiva nulla. Io facevo il turno con mio zio per starle accanto. Un giorno la trovammo perfettamente lucida, desiderosa di chiacchierare, di dirci quanto eravamo bravi, pronta a ringraziare una nostra vicina, un’infermiera, che era venuta a trovarla per vedere come stava, ma il giorno dopo entrò in coma. I medici ci consigliarono di portarla a casa perché si stava lentamente spegnendo e non c’era più niente che potessero fare. Due settimane dopo la nonna spirò. In quel momento io ero a scuola, in una classe piuttosto rumorosa. All’improvviso fui sopraffatta da uno strano silenzio e da un senso di leggerezza e di pace. Il mio sguardo venne attratto da una farfalla che mi svolazzava davanti: capii che era la nonna che se n’era andata. Mezz’ora dopo, quando mio padre venne a prendermi per portarmi a casa, appresi la brutta notizia e scoppiai a piangere. Una settimana dopo la sua scomparsa, mentre piangevo nel mio letto per la profonda nostalgia di lei e mi domandavo come stesse e se la sua anima riposasse in pace, all’improvviso sentii un sussurro all’orecchio. Non riuscii a comprendere le parole, ma cominciai a sorridere, sentendomi talmente confortata e serena da scivolare quasi subito nel sonno.

La mamma ha vissuto un’esperienza simile quando è morta sua madre. Si trovava al cimitero, sotto una pioggia battente, interrogandosi sul tipo di funerale da scegliere. All’improvviso smise di piovere e una folata di vento allontanò le voci dei parenti. Mamma si sentì pervadere da una tale sensazione di felicità, pace e leggerezza che le sembrò di fluttuare nell’aria; poi udii una voce sussurrarle all’orecchio: “Lei è in pace”. Da quel momento non ha mai dubitato che la mia nonna materna fosse felice e serena nell’aldilà.

Un’altra esperienza invece è molto recente. Riguarda una mia cara amica, morta cinque anni fa in un incidente stradale. Un’amica comune (noi tre eravamo sempre insieme, come sorelle) e io continuavamo a frequentare i suoi genitori e le sorelle nelle occasioni di festa come facevamo da adolescenti. Un giorno, mentre ci recavamo a casa della nostra amica scomparsa, all’improvviso mi sentii leggera, particolarmente felice di andare a trovare la sua famiglia: avevo la netta impressione che lei fosse lì al mio fianco e volesse dirmi quanto era contenta che continuassimo a frequentare i suoi familiari e a unirci a loro nei momenti di festa anche se lei non c’era più.

GRAZIE

Solo 10 giorni fa, mentre mi recavo al lavoro, ho avuto la sfortuna di trovarmi sulla scena di un incidente automobilistico avvenuto solamente un paio di minuti prima. Sono un’infermiera e ho sentito il dovere di fermarmi per prestare aiuto. Il motociclista su cui mi chinai per primo era praticamente morto, ma sapevo di dover fare qualunque tentativo per soccorrerlo, così gli praticai la rianimazione cardiopolmonare. Ogni mio sforzo si rivelò inutile perché venne dichiarato morto poco dopo, sull’ambulanza diretta all’ospedale. L’esperienza mi traumatizzò. Ero tormentata dal pensiero che avrei potuto fare di più per aiutarlo. Circa quattro giorni dopo, era un venerdì sera, non riuscivo a prendere sonno perché continuavo a pensare a quell’uomo. Scoppiai a piangere per lui e per la sua famiglia. Dopo cinque minuti che singhiozzavo mi sentii pervadere da un confortante calore e improvvisamente provai una sensazione di calma e serenità. Seppi senz’ombra di dubbio che quell’uomo era venuto da me per assicurarmi che stava bene, sapeva che mi ero prodigata per salvarlo ed era in pace. Dopo questa esperienza, so che il paradiso esiste. Quella persona mi ha aiutato in uno dei momenti più disperati, proprio come io avevo cercato di aiutare lui.

SENTIRLO NEL CUORE

Mentre mi preparavo a commemorare la morte di mio padre, provai una sensazione di calore pervadermi il cuore. Sono quasi certa che lo spirito di papà vagasse per il giardino. Lo sentivo. E sentivo anche un coro di voci che mi parlavano, sebbene non riuscissi a comprendere cosa dicessero. Una gioia immensa mi riempì il cuore e le lacrime mi salirono agli occhi. Questo, ne sono certa, a causa dell’energia spirituale.

 

Theresa Cheung  –  Messaggi di Luce

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