Presenze

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In ANGELI STORIE E TESTIMONIANZE ANGELICHE by Daniela A.R. Comments

Avvertire il tocco invisibile di un caro defunto non è un’esperienza molto frequente nell’ambito delle comunicazioni dall’aldilà.

Forse perché l’esperienza spesso è molto sottile e facilmente fraintesa: potreste avvertire un leggero battito sulla spalla, una carezza sulla guancia, un innocente bacio, un braccio che vi cinge le spalle o persino un caloroso abbraccio.
Oltre quelle che coinvolgono al tatto, non mancano esperienze in cui il soggetto sente messaggi provenienti dal mondo dello spirito.

 

Ecco alcune testimonianze:

Stavo lavando i piatti ed ero stanchissima perché mia figlia di 10 mesi mi teneva sveglia tutta la notte, quando udii chiaramente la voce di mia madre.
Mi chiamò per nome e mi disse di controllare la mia “piccolina”. Mamma era solita chiamare così i bambini di mia sorella, ma purtroppo non aveva avuto il tempo di vedere e di abbracciare la mia Teresa perché era deceduta due anni prima che lei nascesse. Pensai ad un’allucinazione uditiva e continuai a lavare i piatti, ma poi sentii di nuovo la mamma dirmi di salire al piano di sopra per controllare Teresa. La seconda volta mi paventai e perlustrare la casa per vedere se fosse entrato qualcuno; poi corsi al piano superiore, e lì mi accorsi che avevo dimenticato di sollevare le sponde laterali della culla di mia figlia. Per fortuna non era successo nulla di grave e mia figlia dormiva profondamente, ma avevo corso un bel rischio perché era una bimba che non stava mai ferma e sarebbe certamente caduta a terra. Non so come ho fatto a dimenticarmi di sollevare le sbarre, in quel momento ero veramente esausta. Penso che mamma sia tornata per avvertirmi del pericolo e per farmi sapere che aveva conosciuto la sua nipotina.

 

Seconda storia:

Mentre ero in vacanza morì all’improvviso la madre di un mio carissimo amico. Al mio ritorno, essendo una fisioterapista, lo invitai per un massaggio. Alla fine della sessione, sentii una voce femminile sussurrarmi all’orecchio di dire al mio amico che a lei piaceva il rosso. Per me era un messaggio che non aveva senso, pertanto lo ignorai. La voce però insistette perché lo trasmettessi al mio amico ancora sdraiato sul lettino. Alla fine, e devo ammetterlo, con un lieve imbarazzo, gli dissi cosa avevo sentito. Emozionato, lui mi spiegò sorridendo che la sorella stava acquistando una nuova auto ma era indecisa se prenderla grigia o rossa! Secondo lui, quello era un messaggio della madre dall’aldilà!

 

Terza storia

Ho avuto un’esperienza che ha dell’incredibile ma prima voglio parlare un po’ di me. Sono una che si preoccupa molto di tutto, praticamente da sempre. Mio marito è deceduto il 22 dicembre del 2002 e quattro anni fa, dopo essermi coricata, mi sono svegliata e l’ho visto accanto al letto. Aveva un aspetto assolutamente naturale. Abbiamo avuto una “conversazione” apparentemente strana, ma tipicamente nostra. Lui mi ha domandato cosa mi preoccupava. Di recente avevo adottato una cagnolina che non era abituata a stare in casa e temevo che avesse bisogno di uscire. Mio marito mi disse che la cagnolina in quel momento era sveglia e io gli chiesi perché non la portava fuori lui. Scioccato, lui mi ricordò che erano le 3:30 del mattino. Guardai l’orologio e vidi che aveva ragione, ma quando mi voltai lui era svanito.

Non so come spiegarlo ma è stata un’esperienza meravigliosa e non è la prima volta che sento mio marito tanto vicino.

 

Quarta storia

Mia madre mi ha sempre detto che, una volta morta, non voleva che vedessi il suo corpo esanime. Preferiva che la ricordassi viva e piena di energie, motivo per cui, quando il medico domandò se desideravo darle un ultimo saluto, io risposi di no.
Un giorno prima del funerale, i miei zii mi chiesero la stessa cosa e io ancora una volta rifiutai. Insistettero dicendo che, anche se mia madre era molto dimagrita, sembrava in pace; ma io avevo impressa nella mente la sua raccomandazione. Anche mio marito mi disse che vederla mi sarebbe stato di grande aiuto, ma io fui irremovibile, sebbene tutti mi dicessero che un giorno mi sarei pentita della mia decisione.
Circa un’ora prima del funerale andai in camera mia per raccogliere i pensieri. Gli occhi mi si riempirono di lacrime al pensiero di lei, fredda e immobile dentro la bara. Avrei dovuto darle un ultimo bacio? Che tutti gli altri avessero ragione e io torto?.
In quell’istante percepii un soffio d’aria sul viso. Gradevole e tanto forte da asciugarmi le lacrime. La porta della camera da letto era chiusa, come anche la finestra. Ebbi la certezza che mia madre mi fosse accanto. Durante la cerimonia pensai solamente ai momenti felici che avevo condiviso con lei e mentre le dicevo addio, sentii come un bacio sulla guancia destra, poi su quella sinistra. Con gli occhi della mente vedevo chiaramente mia madre sorridere e danzare, proprio nel modo in cui desiderava che la ricordassi. Capii allora di aver preso la decisione giusta. Da quel momento, ogni volta che penso a lei la vedo allegra e sorridente al mio fianco.

 

Theresa Cheung  – Messaggi di luce

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