LE PIUME DEGLI ANGELI

LE PIUME DEGLI ANGELI – segnali dal Aldilà

In ANGELI STORIE E TESTIMONIANZE ANGELICHE by Daniela A.R. Comments

LE PIUME DEGLI ANGELI

Sebbene non sia impossibile, è raro che gli spiriti  appaiano direttamente, forse perché occorrerebbe troppa energia.

Tuttavia molte persone sanno che queste creature incorporee si possono manifestare in maniera più sottile e profondamente personale. Il messaggio a volte è una piuma, una nuvola o un uccellino che ci salterà tra i piedi. A darci speranza potrebbe essere la comparsa di un arcobaleno o la strofa di una canzone ascoltata al momento giusto.

Insomma qualunque cosa potrebbe essere un segno e, se impariamo a riconoscere e ad apprezzare queste apparizioni come una forma di comunicazione dal mondo dello spirito, sarà bello cominciare a cogliere segni e messaggi ovunque andiamo.È un po’ come una porta: una volta capito come aprirla, possiamo vedere cosa c’è dall’altra parte.

Essendo impercettibili e personali, non stupisce che i segni non abbiano suscitato lo stesso interesse di altre forme di comunicazioni dal mondo dello spirito più concrete e sensazionali pur essendo altrettanto sconvolgenti. Credo davvero che ogni giorno della nostra vita siamo circondati da segni provenienti dall’aldilà: il problema è notarli e riconoscerli come tali. Forse uno dei segni più conosciuti inviatoci dal cielo è la comparsa di una piuma bianca. Molti avranno difficoltà a credere che una piccola piuma possa produrre un impatto tanto profondo, ma come dimostra la storia di Clara, oltre a essere un segno che i nostri cari defunti ci sono ancora accanto, le piume possono anche toccarci il cuore.

PIUME CHE SOLLETICANO IL CUORE:

Si dice che non c’è nulla di più brutto che perdere un figlio, ed è vero. Lo so perché ho perso uno dei miei quando aveva soltanto 14 anni.

A darmi la notizia è stato un medico del pronto soccorso. Nell’incidente, che coinvolse 12 persone, persero la vita tre ragazzi e un adulto, l’autista del pullman che li portava agli allenamenti di atletica. La polizia mi chiese di recarmi all’obitorio per identificare il corpo di mio figlio. Scioccata, entrai in una camera asettica fortemente illuminata, e vidi il cadavere di mio figlio e del suo migliore amico stesi su lenzuoli bianchi. Mentre lo guardavo, bello da morto come lo era da vivo, non provai il desiderio di toccarlo: sapevo che non era più lì. In silenzio salutai il corpo che avevo amato e accudito. Fin da quando sono nati, mi sono sempre preoccupata di dare il meglio ai miei due figli. Li ho nutriti con prodotti biologici e insegnato loro ad amare e rispettare la terra e i loro corpi.

Mio figlio era diventato un atleta molto dotato. Eccelleva negli studi e negli sport e ben presto aveva cominciato a gareggiare a livello nazionale. Nel disordine della sua stanza spiccavano numerose coppe e premi. Da piccolo, come fanno spesso i bambini, mi portava regalini dal giardino: una chiocciola, una Margherita, una rosa e una volta una piuma. Io apprezzavo tutti quei doni e ogni volta che mi dava una piuma gli dicevo che apparteneva a un Angelo.

Da quel momento aveva cominciato a regalarmi tutte quelle in cui si imbatteva nel tragitto da casa a scuola. Mi aveva trovata una anche quella mattina, prima di uscire di casa per l’ultima volta. Ce l’avevo in tasca quando sono andata all’obitorio.
Nei giorni precedenti il funerale ho tenuto sempre con me quella piuma, averla mi dava conforto.

Mentre calavano la bara nella fossa, con le lacrime che mi solcavano le guance, l’ho lasciata cadere e l’ho guardata fluttuare sul coperchio. Poi una folata di vento l’ha sollevata riportandola da me. Dopo averla baciata, l’ho lasciata andare, ma il vento l’ha fatto volare di nuovo indietro, questa volta lasciandola posare sul cappotto, proprio sopra il cuore.

Sapevo che mio figlio mi stava mandando in segno. Sono sopravvissuta alla disgrazia peggiore che può succedere nella vita di una madre ma ho anche ricevuto un enorme inaspettato regalo: l’amore infinito di mio figlio. Lui è sempre e sarà la piuma che mi solletica il cuore.

Le piume spesso appaiono quando meno ce l’aspettiamo e solitamente senza una ragione logica, come se qualcuno le mettesse lì per essere notate.

La comparsa di una piuma bianca ha arrecato grande conforto anche a Maria:

Mio marito Eric e io eravamo sposati da 44 anni quando gli fu diagnosticato un carcinoma prostatico. Non posso dirle lo shock e il turbamento che ne derivarono. Ebbene, la mia storia comincia con noi due che guardiamo alla tv un programma sulla comparsa di piume bianche in occasione della morte di qualcuno.

Poco tempo dopo, nel novembre del 2003, il mio Eric spirò lasciandomi nello sconforto. In aprile miei figli mi proposero di andare insieme a Tenerife, l’isola sulla quale Eric e io tornavamo tutti gli anni in quel mese. Certa che lui avrebbe approvato, acconsentì, pur sapendo che per me sarebbe stato traumatico non averlo accanto. E fu così, finché non avvenne un fatto strano.

Mi trovavo nel patio dell’appartamento quando una piccola, candida piuma si posò sulla mia mano, anche se in giro non c’era nemmeno un uccellino. Credo che fosse un segno di approvazione inviatomi dal mio Eric. Conservo ancora quella piuma e non me ne separerò mai. È la mia ancora di salvezza.

La comparsa al momento più opportuno, la perfezione e il significato così profondo e personale di questi segni hanno dato a chi gli ha percepiti la certezza che essi provenivano dall’aldilà per offrire luce e speranza e sottrarli al caos, al dolore e al dubbio circa l’esistenza del paradiso. Veronica, ci mostra come le lacrime possano trasformarsi in un sorriso all’apparire di un piccolo segno:

Dopo il funerale di Stephen trovai una minuscola piuma bianca e subito pensai che mio fratello stesse mettendo le sue ali piumate e volesse farcelo sapere. Scoppiai a ridere immaginandolo perdere piume a destra e a manca mentre si abituava all’idea di averle (difficile che un uomo grande e grosso come lui si sentisse subito a suo agio in quella situazione). Qualche giorno più tardi era contraria mamma della piuma che avevo trovato e del collegamento col paradiso. Uscite da un negozio, stavamo tornando sui nostri passi per arrivare al parcheggio dove avevamo lasciato l’auto quando, mentre terminavo di parlare degli angeli, sul marciapiede vidi una piccola piuma bianca. Mi fermai e la indicai a mamma. Poi ci guardammo attorno e vedemmo centinaia di minuscole piume bianche, sparse ovunque a terra. Rimanemmo di stucco perché non ce n’era nemmeno una quando, 10 minuti prima, eravamo passate di lì. Erano tutte piccole, piccolissime. Sorridemmo all’idea che stessero spuntando a Stephen e fu bello tornare a ridere dopo tanto dolore e sofferenza, sapendo che lui stava bene.

Questa è la toccante storia di Lucia:

Nel dicembre del 2010 ho perso mio fratello. Aveva trent’anni ed era il più giovane di noi. È stato un duro colpo per tutta la famiglia.

Io ho quattro sorelle e un fratello più grande. Mio fratello minore soffriva da anni di forti crisi d’ansia e ultimamente era caduto in depressione. Lo scorso dicembre non ce l’ha fatta più a vivere. È stata un’esperienza dolorosissima per tutti noi, ma soprattutto per mia madre, che gli era molto legata. Lui era single e aveva sempre vissuto a casa con lei.  I mesi successivi alla morte di mio fratello sono stati un periodo molto difficile, in particolare per la mamma. Donna di grande fede (siamo tutti cattolici), sentiva di essere stata delusa da Dio.

Mamma aveva pregato tutta la vita per i suoi figli (per il loro benessere, la salute gli esami e quant’altro) e ora la roccia in cui aveva riposto tanta fiducia l’aveva abbandonata. Era veramente devastata. E anche mio padre, mio fratello e le mie sorelle sentivano la sua mancanza, ma reagivano meglio della mamma. Era penoso vederla soffrire così. Credo temesse che mio fratello non fosse andato direttamente in paradiso (a causa del suicidio) e questo la preoccupava enormemente.

Pregavo ogni giorno che trovasse la forza necessaria per andare avanti e pregavo anche il suo Angelo custode affinché vegliasse su di lei e le fornisse tutto l’amore e il sostegno di cui aveva bisogno. L’altro giorno ho chiesto agli Angeli di mandarmi un segno per sapere che mio fratello stava bene, che era al sicuro e felice, speravo, in paradiso.

Dopo un paio di giorni, passeggiando sulla spiaggia mi sono imbattuta in tre bellissime piume bianche, l’una vicina all’altra. Sapevo che quello era il segno che aspettavo. Le tre piume significavano che l’anima di mio fratello era e continua a essere vicina ai miei genitori e che ora lui è felice e libero dal tormento mentale che l’aveva angustiato sulla terra a causa della sua malattia.

Theresa Cheung    Messaggi di Luce

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