Angeli Custodi, COME CONTATTARE L'ANGELO CUSTODE

La mia vita con gli Angeli

In I VOSTRI RACCONTI CON GLI ANGELI by Daniela A.R. Comments

La mia vita con gli Angeli

Era da molto tempo che volevo scrivere la mia storia con gli angeli, ma non avevo mai avuto la prodezza per farlo, poi all’improvviso cambiarono le cose, come se mi fossi sentita incoraggiata ad avere più fiducia in me stessa da una forza strana, così senza troppi indugi e alcun timore, ho iniziato a scrivere la mia stupenda esperienza vissuta con gli angeli.
Tra di noi è nata una infinita storia d’amore che mai si spezzerà. Ho passato dei brutti momenti nella mia vita e sono sicura che una presenza angelica mi ha sempre aiutato, presa per mano. Fin da piccola ho  sempre sentito accanto a me la loro presenza.  Avevo 6 anni e mi accadde una forte emozione che ancora oggi nel raccontarla mi vengono ancora i brividi. Non scrivo cose che non sono vere perchè racconto con il cuore di chi ha un angelo accanto sempre.  Come ogni anno, io e la mia famiglia ci trovavamo in vacanza in Abruzzo, e com’era nostra abitudine fare, andavamo al cimitero per salutare i miei nonni paterni. Era una giornata come tante, calda, soave e mentre i miei genitori avanzavano verso le porte del cimitero, io avevo deciso di rimanere fuori ad aspettarli.  Mi sentivo particolarmente stanca e non mi andava di camminare, ero fuori ad ascoltare musica ed all’improvviso avvertii una strana sensazione mai provata prima, come se ci fosse stata una presenza al mio fianco.

All’inizio pensavo che si fosse trattato solo di una impressione, ma la cosa strana era che nonostante il caldo, avevo avvertito dei forti brividi di freddo. Entrai in macchina, ma ad un tratto arrivò un fortissimo vento che non riusciva a placarsi. Aveva veramente una forza incredibile che era riuscito a spingermi dentro al cimitero, fino a giungere davanti alla tomba di mia nonna Giulia.

Ad un tratto il vento come per magia cessò all’improvviso così com’era arrivato e tutto ritornò come prima. Mi spaventai tantissimo, ma più guardavo la fotografia di mia nonna e più mi convincevo che era stata lei a farmi arrivare vicino alla sua lapide. La mia mano sfiorò la sua fotografia con l’ingenuità che poteva avere solo una bambina di sei anni e, appoggiando le dita sull’immagine del suo volto, sentivo gli stessi brividi che avevo avvertito prima d’entrare nel cimitero. Continuavo ad accarezzare la sua fotografia, non so perchè, ma sentivo la mia mano pesante e fredda come se ci fosse stata una presenza che la teneva, mi spaventai tanto e di scatto la tolsi. Ho potuto raccontare una esperienza che mi segnò molto, ma che nello stesso tempo aveva aperto un canale tra me e loro, un legame  che andando avanti sarebbe diventato sempre più forte. Vorrei dire una cosa a mia nonna:”mi manchi!!!”  E poi c’era mio nonno, avevo 17 anni e mi accadde un altro analogo episodio. Era una giornata di agosto molto calda, dove il cielo era di un azzurro da favola e nell’aria non tirava neanche un alito di vento. Erano le 14.30, varcai la soglia del cimitero per recarmi da mio nonno, una pace, si sentiva  solo il cinguettio degli uccellini.

Mi guardavo attorno, ero sola ma con la sensazione che tanti occhi mi stessero osservando e così arrivai dinanzi alla sua tomba mi sedetti accanto a lui. Nonno era sepolto nella terra e sopra la sua tomba vi erano due vasi incastrati nel terreno, pieni di fiori. Iniziai a parlargli, confidandogli le mie paure, la voce scorreva come se lui mi stesse ascoltando, mi sentivo un pò buffa ma dentro di me non riuscivo a fermarmi. Parlavo, tra i miei occhi scendevo leggere lacrime che attraversavano il viso per poi morire tra le mie labbra. Avevo aperto il mio cuore a mio nonno, avrei voluto sentire un suo cenno, rimasi ancora un pò in silenzio, sfiorando la sua croce con la mano, mentre attorno a me una pace e un silenzio incredibile, poi ad un tratto, mentre me ne stavo andando, il secondo vaso di fiori cadde.

Feci uno scatto, mi spaventai tantissimo e mi chiesi se era stato un caso, forse ero stata io involontariamente a farlo cadere, ma il vaso non era vicino a me e non c’era neanche un filo di vento da poterlo far scivolare, allora sicuramente si trattava di un segno da parte del nonno. La paura si trasformò in emozione, il cuore batteva forte, ero felice, i miei occhi luccicavano di un’immensa gioia mai provata.
Avevo capito che io riuscivo a comunicare con i miei nonni.
A loro il mio amore immenso, chiudo gli occhi e vedo i loro volti che mi sorridono…

Come il giorno che decisi di scrivere un libro  sulla mia magica esperienza vissuta con il mio angelo custode, il giorno che firmai il contratto editoriale mio nonno mi venne in sogno dicendomi:” Sei felice ora?”. Il mio primo libro dal titolo UN ANGELO ACCANTO, sono stati loro che mi hanno detto scrivi un libro e parla di noi,  oggi è sfogliabile gratuitamente sul mio blog:unangeloaccanto.jimdo.com
GRAZIE ANGELI

LOREDANA BERARDI

Il contatto vuole rimanere anonimo? No

✎ Se ti piace questa pagina condividila ♥ Grazie ♥
  • 5
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Previous PostNext Post