CONTATTI SPONTANEI CON I DEFUNTI

CONTATTI SPONTANEI CON I DEFUNTI

In GLI SPIRITI COMUNICANO CON NOI by Daniela A.R. Comments

CONTATTI SPONTANEI CON I DEFUNTI:
Ci sono milioni di persone in tutto il mondo che dicono di aver avuto contatti con i defunti. Nella sola Germania si stima che quindici milioni di persone abbiano avuto un contatto spontaneo con un defunto. Molti sono comprensibilmente divisi tra la convinzione di aver immaginato tutto e la certezza di aver incontrato un parente passato a miglior vita. Questi incontri sono un dono che ci permette di capire come i nostri cari continuano a vivere, e l’offrire consolazione e il supporto per la propria morte fa parte dei compiti dei defunti verso i vivi. Naturalmente giocano un ruolo importante anche le situazioni irrisolte: i defunti chiedono spesso perdono per colpe che hanno commesso o si attaccano a luoghi o persone perché si sentono ancora legati alla vita terrena. Con il perdono e la preghiera possiamo aiutarli a trovare la loro strada verso la luce.

Percepire una presenza:
I defunti che compaiono sotto forma di presenze possono solo essere intuiti. Si ha una sensazione quasi fisica di contatto e questo avviene spontaneamente, anche se non si sta pensando in quel momento al defunto. Ogni persona dispone di una sua essenza ed energia individuali. Sono questi elementi a essere percepiti dai vivi, pertanto tali presenze vengono giudicate familiari. Questo sottile forma di contatto si instaura spontaneamente in qualsiasi situazione. Chi percepisce tali presenze non fa alcuno sforzo particolare e non ha bisogno di concentrarsi sul defunto.
Iris, una donna che ha partecipato a un mio seminario, mi ha raccontato: “Ero in salotto intenta alla lettura di un libro. Mia madre era morta da sei settimane. Improvvisamente mi sono sentita avvolgere dalla pace dalla dolcezza. È stato allora che ho percepito la sua presenza. È stato qualcosa di spontaneo, armonioso e positivo, mi ha consolato e fatto sentire protetta. Ho avuto l’impressione che volesse dirmi addio “. Elke, un’altra partecipante al seminario, descrive così la sua esperienza: “Stavo tornando a casa dal lavoro e improvvisamente mia madre è apparsa in auto, accanto a me. Era davvero li! Ho sentito la sua presenza, la sua essenza. Ho percepito un indescrivibile sensazione di calore, come se volesse mostrarmi che lei per me c’era sempre. La sua presenza mi ha consolato e riempito di gioia”.

Incontri onirici:
Uno dei metodi di contatto più comuni è l’apparizione del defunto in sogno. Contrariamente ai sogni di rielaborazione diurni, questi incontri sono percepiti come reali e ricordati per anni. I defunti appaiono come erano in vita, in gioventù. Sembrano essere nei loro anni migliori, sani e senza eventuali difetti o menomazione. Queste descrizioni coincidono anche con quelle riportate da chi ha avuto esperienze di premorte.
Questi contatti hanno luogo spesso durante l’assopimento o poco prima del risveglio, nella cosiddetta fase Alfa, uno stadio intermedio tra sonno e veglia.
Heiko, un ragazzo che ha perso il padre descrive quanto segue: “Mio padre è morto per un attacco di cuore. Un giorno ho percepito la sua presenza nella penombra. Lui sapeva che ero molto triste e che dopo due anni non ero ancora riuscito a superare la sua morte, non riuscivo ad accettarla. Nel sogno mi ha spiegato che dovevo andar avanti e occuparmi della mia vita: “Io sto bene. Smettila di volermi riportare indietro. Ho altre cose da portare a termine”. L’ho visto mentre mi osservava e sorrideva. Era soddisfatto infelice. Dopo questa esperienza sono finalmente riuscito ad accettare la sua scomparsa”.

L’istante della morte:
E’ soprattutto nel momento in cui si muore che accadono fenomeni particolari. Gli orologi si fermano, i quadri cadono dalla parete e le persone percepiscono il defunto accanto a loro, anche se ancora non hanno saputo che è deceduto. Ci sono molti documenti della seconda guerra mondiale che descrivono in maniera impressionante il modo in cui i soldati moribondi al fronte apparivano ai loro parenti per congedarsi.
Il momento in cui un defunto prende congedo da noi e ci passa letteralmente nel cuore dipende dall’energia che ci lega a lui. I morti sono nella condizione di trovarci in qualsiasi luogo e momento quando vogliono e pensano a noi. Le esperienze di presenza di un defunto accanto a un vivo al momento della morte, o subito dopo, sono numerose. La morte di un congiunto ci viene comunicata in diversi modi: tramite rumori, odori, lucci, spostamenti di oggetti o svegliandosi improvvisamente nel cuore della notte. Ingeborg, una donna che ha partecipato a un mio seminario, mi ha raccontato quanto segue: “Ero in vacanza in Austria insieme a mia madre. Mi sono svegliato all’improvviso durante la notte, non riuscivo più a dormire, ero agitata e continuavo a pensare il mio compagno Fred.
Nell’albergo in cui alloggiavamo non c’era il telefono e così ho deciso di prendere l’auto e tornare a Monaco perché avevo la sensazione che il mio compagno avesse bisogno di me. Durante il tragitto sono anche scoppiata a piangere. Quando finalmente sono arrivate al mio appartamento ho telefonato a Fred ma lui non rispondeva. Lo percepito chiaramente accanto a me e ho avuto l’impressione che volesse dirmi qualcosa, ma io non potevo far nulla. In seguito ho scoperto che era morto improvvisamente durante la notte in una clinica in America. Adesso so che quella notte c’è stato un forte legame tra noi e che ho percepito il suo ultimo desiderio quello di dirmi addio”. Una donna ha sentito forte rumore proprio nel momento in cui suo nonno è morto, e la stessa cosa è successa quando suo padre ha avuto un incidente. Un’altra donna si è svegliata una mattina con uno strano suono nelle orecchie, poco dopo ricevuto una chiamata dall’ospedale che le comunicava la morte del marito. Alcune persone si svegliano durante la notte a una determinata ora, poco dopo ricevono la notizia che il loro parente è deceduto esattamente a quell’ora. Quando era giovane, Hilde ha vissuto in diretta l’istante in cui è morta la sua amica: “Mi sono svegliata all’improvviso e ho sentito la sua presenza nella stanza. Era come se volesse dirmi addio. La sua presenza è stata come un soffio. Poi mi sono addormentata tranquilla. Il mattino dopo ho scoperto che era morta in quel preciso istante”. Monica mi ha scritto: “La notte che mia figlia morì di overdose, mia nipote undicenne era a dormire da me. La mattina dopo si alzò dicendo che aveva sognato molto chiaramente che sua mamma e Martin, mio figlio morto anni prima, fluttuavano mano nella mano. Sorridevano e salutavano. In quel momento noi non sapevamo ancora nulla della morte di mia figlia. Il reparto di terapia intensiva ci avvisò poco tempo dopo”. Nell’istante della morte capita anche che i fiori appassiscono o si diffonda per la stanza un forte profumo, si possono anche notare fenomeni luminosi o addirittura apparizioni se mi corporee.

L’influsso dei deceduti sull’elettricità:
Una particolare variante del contatto da parte del defunto è la sua capacità di influire sull’elettricità. Gli elettrodomestici si accendono improvvisamente, il bollitore si mette a fischiare senza che nessuno l’abbia posto sul fornello, il lettore CD e la televisione si accendono, le luci vanno e vengono, sul computer compaiono messaggi da parte del defunto.
I contatti post mortem in connessione con fenomeni fisici non sono rari. Sembra che per i defunti sia più facile comunicare tramite l’elettricità. Particolarmente tipici sono racconti come questo: “Mio padre era morto da poco. Non riuscivo a dormire perché continuavo a pensare a lui. Tra me e me pensavo come sarebbe stato bello se avesse potuto mandarmi un segno. Improvvisamente la luce nella stanza si è spenta la sola. Ho chiesto ad alta voce: se tu papà? E la lampada da tavolo ha iniziato ad accendersi e spegnersi. Questi fenomeni si sono ripetuti più volte nelle settimane successive”. Ma i defunti possono agire anche tramite gli oggetti, muovendoli. Durante un seminario un ragazzo mi ha raccontato che molto tempo prima aveva discusso con un suo amico della morte e della vita nell’aldilà e insieme avevano stabilito un segnale da mandare dall’aldilà se la cosa fosse stata possibile. Dopo una lite i due si erano persi di vista. L’amico morì in seguito a un incidente motociclistico senza che l’altro venisse a saperlo. Due anni dopo il ragazzo si trovò a pensare all’amico e ne chiamò la famiglia. Solo allora scoprì che era morto. Durante la telefonata molti oggetti solidi e stabili cominciarono a cadere dagli scaffali e poi andò via la luce. Il ragazzo non potete sorridere: era proprio il segnale convenuto!
Questo esempio mostra come i defunti talvolta mandino segnali solo quando noi siamo pronti a riceverli e a riconoscerli. Capita anche che i defunti si servono del telefono per dare notizie. Può accadere da svegli o nel sonno. La voce del morto è nitida ma sembra provenire da molto lontano. Alla fine della comunicazione però non si sente né il segnale di termine né di occupato, come avviene nelle telefonate comuni.
Al giorno d’oggi questi contatti avvengono anche tramite cellulare. La zia di una ragazza che ha partecipato a un mio seminario morì improvvisamente durante la notte. La mattina dopo i vicini la trovarono morta sulla sedia. Non c’era stata alcuna possibilità di dirle addio o ascoltare le sue ultime disposizioni. Quella stessa notte, mentre la ragazza dormiva profondamente, sognò che le suonava il cellulare e sua zia le parlò, dicendo dove si trovavano i soldi e alcune lettere importanti e diede indicazioni su cosa dovevano fare con i suoi averi. Il giorno dopo la ragazza trovò tutto dove le era stato detto; in caso contrario le lettere e il denaro sarebbero andati persi!

Esperienze empatica e di morte:
Sempre più persone hanno le cosiddette esperienze empatica di morte, anche dette condivisioni di morte, ossia percepiscono la morte di qualcuno nel momento esatto in cui avviene, spesso anche se si tratta di sconosciuti. Le moderne ricerche relative alla morte accennano al fatto che tali esperienze si presentano amplificate. Attualmente sono le persone nate negli anni cinquanta o sessanta che devono confrontarsi con la morte dei propri genitori. Questa generazione è aperta alle domande sul mondo dello spirito e alla medicina alternativa e naturale. Inoltre negli ultimi anni c’è stato un cambiamento nella prassi ospedaliera: i parenti non vengono più tenuti lontani dal letto di morte dei pazienti, anzi sono incoraggiati a essere presenti fino all’ultimo. Tuttavia quando non siamo presenti in quel momento decisivo, come spesso accade quando il processo di morte è lungo, capita di frequente che ci sia qualcuno, spiritualmente o emotivamente vicino al paziente, che vive un’esperienza di morte empatica nell’istante esatto del decesso. Anna, una ragazza che ha partecipato mio seminario, ha riferito che sua madre morì improvvisamente dopo aver a lungo sofferto a causa di un cancro. L’ospedale l’aveva già chiamata più volte dicendo che sua madre stava per morire. Anna era stata per giorni a vegliare accanto alla madre. Ma sua madre non moriva. Alla fine, esausta, andò a casa. Qualche tempo dopo squillò il telefono e l’ospedale la avvisò di nuovo che sua madre stava morendo. Lei però era distrutta e non andò in clinica. La mattina dopo verso le otto, nel dormiveglia, vide l’immagine di un tunnel e una figura immergervi, poi notò una forte luce. Poco dopo le telefonarono dicendo che sua madre era morta verso le otto del mattino. Le esperienze di morte empatica sono frequenti tra le persone legate da un forte sentimento d’amore. Ingrid, una donna di Monaco che ho conosciuto a un seminario, mi ha raccontato di essere stata fidanzata per tanti anni con Joan, un soldato di stanza in Germania. Mi ha detto: “Alla fine ci siamo lasciati perché doveva tornare in America. L’ho lasciato andare e ho trovato un altro ragazzo. Circa due anni dopo ho avuto la netta sensazione che Joan fosse appena morto. Ho sentito la sua presenza e sono rimasta sconvolta. Anche se non avevo più avuto contatti con lui ho deciso di chiamare sua zia in America. Volevo sapere cos’era successo. È stato da lei che ho saputo che John era morto all’improvviso in ospedale. Sua zia mi ha raccontato che fino alla fine John aveva pensato a me e parlato di me. Ero triste e non sapevo cosa pensare. Poi ho fatto un sogno: ero sulla tomba di John quando tutto un tratto lui mi è apparso e mi ha preso la mano. Ha detto che era sempre accanto a me e che non dovevo piangere. Poi mi ha mostrato dove viveva ora. Ho visto un paesaggio luminoso e pieno di colori, di un rosso e di oro come un tramonto. Mi sono sentita felice in pace. John ha detto che mi avrebbe aspettato e che dovevo smettere di piangere”. Dopo questa esperienza Ingrid si è sentita decisamente meglio e più tranquilla.

Vari fenomeni post mortem:
E’ altrettanto frequente che i morti cerchino di avvisare o essere d’aiuto nelle situazioni di pericolo. Questo spiega anche perché alcune persone vedono i defunti come una sorta di angeli custodi.
Molti dicono di aver sentito delle voci che echeggiavano nella testa o si inseriscono nei loro pensieri: questo fenomeno è chiamato “Comunicazione Telepatica”. Altri sentono la voce di un defunto come provenisse da un punto preciso, esterno alla loro mente. La maggior parte dei messaggi percepiti tramite l’udito sono brevi e concisi. Esempio: Ti amo, Sto bene, E’ tutto a posto… eccetera. Altri sono maggiormente complessi e riguardano l’aldilà. I defunti vogliono starci vicino, consolarci e tranquillizzarci. Gisella, una donna che ha preso parte un mio seminario, ha dovuto lavorare duramente dopo la precoce morte di sua madre, per poter mantenere se e i fratelli minori. In un giorno particolarmente duro, quando era al limite delle forze, sentì echeggiare nella stanza vuota le stesse parole che sua madre le diceva sempre quand’era viva: “Andrà tutto bene, stai andando benissimo, sono molto orgogliosa di te!”. Questo messaggio ebbe l’effetto di consolarla, di ricordarle che il peggio era passato e che col tempo le cose sarebbero migliorate. Anche gli odori sono un segnale tipico della presenza di un defunto: profumi, dopobarba, odore di tabacco o di fiori. Questi fenomeni sono piuttosto frequenti e vengono descritte da molte persone: Anna piangeva l’improvvisa morte di sua nonna. Non riusciva a superare il trauma perché era successo tutto inaspettatamente per via di un infarto. Poche settimane dopo il funerale, all’ora di cena si accorse che nella stanza aleggiava il profumo di sua nonna, una speciale essenza di muschio che percepì anche suo marito. Entrambi poi sentirono la presenza della defunta. L’effetto fu che Anna si sentì più forte e riuscì a superare la tristezza. I defunti appaiono anche come luci o nelle sembianze che avevano in vita, che possono andare da un volto o una forma umana leggermente sfuocata a un vero e proprio corpo che sembra del tutto tangibile. Appaiono di solito in salute e informa anche se sono morti dopo una lunga malattia. I contatti post mortem donano consolazione e potenzialmente potrebbero cambiare la nostra vita. Dimostrano che l’amore dei nostri cari non si estingue con la loro dipartita e che la vita dopo la morte è una realtà le apparizioni dei defunti fanno anche parte del codice delle esperienze di premorte. Diversi studi medici hanno dimostrato che un’alta percentuale di individui psicologicamente normali ha avuto visioni o incontri spontanei con i defunti. Questi eventi aiutano chi soffre a sopportare meglio il proprio dolore.

Bernard Jacoby

✎ Se ti piace questa pagina condividila ♥ Grazie ♥
  • 359
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
Previous PostNext Post