Ai Confini dell'Anima

Ai Confini dell’Anima – I Vostri racconti: PRESAGIO

In I VOSTRI RACCONTI CON GLI ANGELI by Daniela A.R. Comments

PRESAGIO – i Vostri racconti Ai Confini dell’Anima

Era il lontano 17 Febbraio del 1955, allora avevo 15 anni e studiavo in un convitto della zona Santa Margherita, nel paese di Partanna in Sicilia. Facevo il terzo anno del Ginnasio e trascorrevo le mie giornate insieme ai miei compagni,ero ben integrato nella scuola e stavo attraversando un periodo sereno della mia vita. Quella notte mi apprestai come al solito ad andare a dormire nella camerata che raccoglieva tutti gli alunni,in tutto eravamo oltre un centinaio di ragazzi.

Una volta sdraiatomi sulla brandina, pur essendo circondato da tutti i miei compagni, e quindi in un ambiente non certo solitario, non riuscivo a prendere sonno come al solito, ero pervaso da un’angoscia sconosciuta, una paura insolita ed inspiegabile mi assaliva. Fui costretto ad alzarmi dal letto e mi recai presso la camera del rettore, bussai in piena notte e gli raccontai quanto mi stava accadendo, lo feci come potei e cioè con le parole di un ragazzino che non sapeva spiegarsi quanto gli stava accadendo. Il rettore mi ascoltò per un poco ed infine mi mi persuase a tornare a letto, cosa che io feci malvolentieri, ma non potevo disobbedirgli. Una volta tornato a letto l’angoscia crebbe, mi venivano in mente delle luci bianche come quelle dei neon poi delle lapidi marmoree di un bianco fosforescente. Tra me pensavo: io non ho parenti stretti defunti…E l’angoscia cresceva, a quel punto tornai dal Rettore, il quale vista la mia insistenza mi permise di mettermi appoggiato al suo tavolo ed attendere il mattino, ma preoccupato per il mio stato di salute mi sentì il polso notando che probabilmente avevo la febbre. A quel punto Il rettore decise di mandarmi in infermeria, ma io mi rifiutai energicamente, perché credetti che isolato sarei stato ancor più in preda all’angoscia, quindi decisi di ritornare a letto. E sulla mia brandina le cose peggiorarono ancor più: le lastre tombali mi apparivano in modo assillante, e la paura divenne insostenibile. Ero stremato, e per la terza volta mi recai dal rettore ma non ci fu nulla da fare, mi rispedì a letto dove finalmente, era l’alba ormai, mi addormentai. Il mattino stesso intorno alle ore 11 circa mi giunse un telegramma, nel quale mi si informava che mio papà era morto, travolto dai massi franati in una galleria nel Catanese.

Giuseppe

SOGNO PREMONITORE : seconda testimonianza:

Estate 2002, era tempo di partire per le vacanze, partii non senza una certa ansia:
mia nonna materna, poco tempo prima, era stata colpita da un ictus, ed ancora non si era ripresa.
Avevo la netta sensazione che avrei dovuto far ritorno a casa anzitempo, e non certo per qualcosa di bello. Fu in quel periodo che sognai quanto segue:

< Vidi mia nonna, si trovava al cimitero ed era seduta su di una vecchia sedia al fianco della sua tomba, sulla stessa vi erano dei fiori appassiti. Io le chiesi per quale motivo si trovasse li, e lei rispose che era in quel posto ad aspettare >.
Passò qualche giorno quando durante la notte sognai di nuovo quanto segue: < Vidi mia madre, anch’essa era al cimitero, era notte, le chiesi allora perchè si trovasse li e cosa stesse facendo. E lei rispose che doveva attendere. Le chiesi allora qual’era il motivo di tale attesa, e come potesse rimanere li sola di notte, al cimitero. Mia madre rispose che il custode del cimitero l’aveva autorizzata ad entrare nella cappella mortuaria>. Inutile dire che dopo questi sogni che presagivano morte, rimasi a lungo profondamente turbata. Finirono le vacanze, era giunto il momento di fare ritorno a casa.
Trascorse circa un mese ed accadde la prima tragedia: mia madre morì all’improvviso a causa di un’ embolia.
Dopo due anni mori anche mia nonna… Questa personale testimonianza è una delle varie vicende inspiegabili a me accadute.
Vi ringrazio per avermi dato la possibilità di condividere quanto sopra.

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