Vedere un Angelo

VEDERE UN ANGELO

In ANGELI E ANGELO CUSTODE by Daniela A.R. Comments

INDAGINE SUGLI ANGELI : VEDERE UN ANGELO

Premessa :Il dottor H.C. Moolenburgh (che è un medico) inizia un’ampia indagine nella quale rivolge domande sull’argomento degli Angeli a quattrocento suoi pazienti,

una buona parte dei quali gli confessa di aver vissuto particolari esperienze che si riferiscono a esseri incorporei. Tra l’altro, Il dottor H.C.Moolenburgh afferma che questi Esseri sono costituiti di pura energia, un’energia cosmica rilevabile anche con mezzi scientifici.

Mi scusi… lei ha mai visto un Angelo?

… Gli intervistati mi parlavano di una luce potente che era giunta in loro soccorso in momenti di grande bisogno. È tipica la storia di una donna che stava vivendo un momento di profonda crisi coniugale, e che trascorreva le notti insonni gridando: “Dio, salvami!”.

Un giorno perse l’equilibrio e mentre cadeva vide distintamente una luce molto forte. Si sentì pervasa da un senso di pace e di felicità. Nonostante non avesse risolto i suoi problemi, da quel momento iniziò a vederli in una prospettiva diversa, si sentiva in grado di affrontarli.

Qualche volta la luce viene vista da più persone:

Una donna mi ha detto che da piccola era stata colpita da una grave malattia tanto da far temere per la sua vita. Mentre sua madre era seduta sul bordo del letto, la bambina sognò che era morta e vide un’intensa luce bianca. Anche la madre la vide e se ne preoccupò molto. Si trattava forse di un Angelo? Gli eventi biblici parlano di Shekhina, la grande nuvola di luce chiamata spesso “La residenza Divina”.  Si trattava di un Angelo o di Dio? Qualsiasi cosa fosse, ci troviamo di fronte ad un’esperienza che tocca le persone nel profondo dell’anima, un’esperienza che non potrà essere mai più dimenticata e che porterà felicità, conforto e di frequente anche guarigione.

Altre persone hanno visto degli Angeli senza esserne consapevoli, in questo caso si parla più di visione.

Una giovane madre aveva sviluppato una sindrome abbastanza grave dopo la nascita del figlio. Di notte vedeva una scala argentata che portava in cielo, alla cui sommità stava un Angelo, e lei doveva prendere una decisione immediata: vivere in un mondo senza dolore, o tornare dal marito e dal suo bambino? Una notte decise di tornare indietro e da quel momento iniziò a stare bene.

Un uomo si trovava all’ospedale col corpo straziato da un incidente stradale. Vide un portico da cui si diffondeva una luce, sotto il quale stava qualcuno che gli faceva cenno di raggiungerlo; tanto forte era il suo desiderio di entrare nel portico che si tolse la flebo; ritornò però poi sui suoi passi, con l’intenzione di rimanere nella realtà tangibile.

La scala verso il cielo come quella vista da Giacobbe e le porte del paradiso sono ancora dentro di noi. E mentre scrivo queste righe, la mia mente ritorna a un passo di Goethe: “Il mondo dei spiriti non è chiuso, è la vostra coscienza ad esserlo, è il vostro cuore che è morto!”.

Gli Angeli vengono visti non solo in stato di alterazione della coscienza. C’è chi può vederli anche quando è completamente sveglio e molte sono le esperienze, contrassegnate da elementi diversi, che testimoniano questo fatto.

A volte la presenza si manifesta sotto forma di luce intensissima.

Per esempio, un giovane era seduto vicino alla sua fidanzata in una chiesa quando il posto dove si trovava il predicatore venne avvolto da questa luce, che non abbaglia gli occhi, ma è di una incredibile bellezza soprannaturale. Il predicatore stesso diventò invisibile. La persona che mi ha raccontato questa esperienza era così commossa che mentre parlava il volto era rigato dalle lacrime che scendevano copiose. La cosa strana è che anche la fidanzata aveva assistito alla stessa scena. Dopo la cerimonia la coppia chiese al predicatore se non avesse notato qualcosa, ma lui non si era accorto di nulla. L’intervistato mi ha detto che questa esperienza era un grande segreto del suo matrimonio e che ancora ricordava la pace soprannaturale che quella luce emanava. Questa persona, molto tempo più tardi, si adoperò notevolmente per assistere i perseguitati religiosi dei paesi dell’est.

Uno dei miei migliori amici mi ha raccontato che un giorno stava in piedi accanto a un telefono quando un Angelo è entrato nella stanza attraverso la finestra chiusa sotto forma di presenza nebulosa e luminescente.

Questo il suo commento: “Ora capisco perché gli Angeli vengono raffigurati con ali, è per via della luce che irradiano!”.

Dopo aver proferito alcune parole di conforto, l’Angelo scomparve. Attraversando in quel momento un brutto periodo in cui temeva per la sua vita, questa esperienza fu per il mio amico estremamente importante.

Qualche volta, e questi sono i casi più misteriosi, gli Angeli assumono l’aspetto di gente comune.

Una delle mie pazienti mi ha raccontato di come da bambina viveva in una grande fattoria, circondata da un enorme podere. Un giorno la madre udì dal dottore che la figlia del fattore stava morendo e si recò immediatamente dalla moglie del fattore per pregare con lei.

Mentre erano assorte nella preghiera, sentirono sbattere la porta nel retro. La madre della mia paziente si alzò per andare a vedere chi era, e si ritrovò davanti un ragazzo, che disse: “Donna, cos’è che non va?”. Lei rispose: “Una bambina sta morendo”.

Il giovane uomo si diresse verso la camera della bambina, le impose le mani sulla testa e allontanò la malattia “nel nome di Gesù”. Poi scomparve nuovamente dalla porta del retro e nessuno lo vide più. Una cosa molto curiosa per un paese di campagna dove ognuno conosce tutti e sa tutto sugli altri.

La bambina si risvegliò dal coma poco dopo e la mattina dopo si infuriò quando apprese che non poteva andare a scuola. Questo è successo una trentina d’anni fa. La bambina di allora è ancora viva ed è una donna adulta.

Ho sentito varie storie di questo tipo, di Angeli che appaiono vestiti normalmente, portano il loro sostegno nel momento del bisogno poi spariscono in una direzione non ben definita: se ne vanno e basta.

“Che aspetto avevano quest’Angeli?”, È una delle domande che mi viene spesso rivolta. Nelle mie storie si presentano sotto forma di giovani dalla espressione amichevole e dal volto spesse volte incredibilmente bello!  Ma l’aspetto esteriore è così di scarsa importanza se paragonato al messaggio o al compito di cui erano responsabili, tanto da indurre i miei intervistati a parlare esclusivamente del messaggio o del modo in cui erano stati salvati. Se volevo sapere qualche cosa sul loro aspetto, dovevo rivolgere loro delle domande specifiche.

È abbastanza strano che alcune donne che avevano saputo della mia indagine sugli Angeli mi avessero chiesto subito se essi fossero di sesso maschile, e io mi ero affrettato a rispondere che il femminismo non era ancora arrivato in Paradiso, ambito in cui la mascolinità viene definita con l’espressione “Permeato dallo Spirito”, mentre la femminilità con quella di “Piena di Grazia”.

Un’infermiera mi raccontò di essere entrata in una profonda crisi spirituale. Lavorava in turno di notte, ma non poteva andare avanti a causa del dolore e della solitudine che soffriva. A un certo punto, nel silenzio della notte, avvertì chiaramente una mano appoggiarsi sulla sua spalla, gesto che le infuse una grande sensazione di conforto. Questa mano confortevole e incoraggiante è un elemento che ricorre con una certa frequenza nelle storie raccontatemi.

Questa invece è una storia davvero sorprendente:

I tedeschi invasero l’Olanda con lunghi convogli di autocarri. A Limburg una ragazza giovane e carina stava percorrendo la strada con la sua bicicletta, quando un camion le passò accanto e i soldati iniziarono a fischiare e a salutarla. Lei, infuriata, si voltò dall’altra parte. Il camion successivo deviò la sua traiettoria cercando di investire la superba ragazza a tutta velocità. Appena prima che l’autocarro la investisse, lei e la sua bicicletta furono sollevati e portati diversi metri di distanza dal ciglio della strada, mentre il camion si allontanava a tutta birra. Un uomo in bicicletta che seguiva la ragazza a una ventina di metri di distanza fu testimone di tutto l’accaduto, corse da lei e le chiese stupito come aveva potuto accadere qualcosa di simile. L’evento rimase scolpito nella sua memoria, in ogni particolare, fino al vestito che stava indossando.

Una storia simile mi è stata raccontata da un uomo che non era stato in grado di deviare dal percorso che stava seguendo per evitare una macchina che si dirigeva verso di lui. Anche lui si era sentito sollevare dalla bicicletta e appoggiare sul ciglio della strada. Un secondo più tardi la bicicletta era totalmente distrutta, ma l’uomo era salvo.

Esistono altri esempi di storie emozionanti e il modo in cui mi sono state raccontate è indice del significato particolare che rivestivano per il narratore. Si poteva capire dal tono del racconto quanto profonda fosse stata l’esperienza vissuta, che implicava un coinvolgimento totale del soggetto. Non si trattava di quel tipo di esperienze che emergono di tanto in tanto in superficie, come accade nel caso degli eventi che hanno luogo quotidianamente. Queste esperienze avevano toccato nell’intimo il protagonista, che durante la narrazione, abbassava il tono di voce e rivolgeva agli occhi dentro di sé.

H.C. Moolenburgh   –  Il Libro degli Angeli

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