L'Anima: La scelta di Rinascere

L’Anima: La scelta di Rinascere

In KARMA E REINCARNAZIONE by Daniela A.R. Comments

L’Anima: La scelta di Rinascere

Abbiamo riconosciuto Dio come amore. Ma com’è possibile che l’amore possa ammettere che avvengano le cosiddette ingiustizie? Perché tante persone soffrono? Perché muoiono così presto?

A causa della mancanza di spiegazioni, gli effetti che si abbattano continuamente su tutta l’umanità, ma anche su ogni singolo, vengono attribuiti a un dio punitore, secondo il paradossale motto “Dio punisce colui che lo ama”. Dio non punisce! Sono gli uomini che lo fanno. Ma se non è lui a punirci, allora chi ci invia le nostre sofferenze, chi determina le diverse condizioni con cui iniziamo la vita già dalla nascita, le nostre malattie, le disgrazie, la morte che ci sorprende troppo presto? È vero che Dio è amore, Grazia, misericordia, tuttavia Egli è anche la legge assoluta. Se non ci fossero leggi chiare non potrebbe nemmeno esistere la creazione. Dio è anche la giustizia assoluta e la libertà e per questo Egli ha anche donato ai suoi figli libero arbitrio.

Dato che essi abusarono di questo libero arbitrio, si verificò la caduta dalla quale ebbe origine la legge di causa ed effetto. Si potrebbe dire che questa legge ripristina un costante equilibrio tra colpa ed espiazione, ossia tracciò che qualcuno ha fatto e ciò che ricade su di lui e che deve scontare, a meno che lo abbia già trasformato e quindi purificato.

Se, da un lato, io non condanna alcun uomo e non lo manda all’inferno per l’eternità, e dell’altro nessun’anima può semplicemente andare perduta, allora deve esistere una possibilità che permetta a chi ha agito male di confrontarsi con ciò che ha fatto; e questo non per punirlo, ma per spingerlo a riconoscere gli aspetti errati delle sue azioni e a correggerli. L’anima deve, quindi, avere la possibilità di fare il passo successivo sulla sua via evolutiva che lo conduce a Dio, dato che Egli desidera averla al più presto presso di sé. Tuttavia, non è possibile riconoscere e imparare, se si è esposti ad un eterno fuoco infernale; ciò si presta piuttosto a legare a sé i fedeli impauriti. È possibile riconoscere e imparare qualcosa quando si sperimenta sul proprio corpo che cosa significhi agire contro i comandamenti divini, e quindi aver peccato nei confronti del prossimo. Solo così possibile migliorare se stessi. Quindi, nel suo amore, Dio ci offre la possibilità di fare ciò eventualmente anche tramite la legge di causa ed effetto che attira di nuovo chi ha agito in modo errato sul luogo in cui ha operato.

La vita è eterna. Un’anima che lascia questa terra e va in uno dei mondi astrali rimane quindi nella sera che l’attira di nuovo verso la terra o, più esattamente, che la può attirare verso di essa. La legge di gravitazione spirituale che dice “il simile attira il simile” vale in modo universale in tutto il cosmo. Questo significa infatti che ciò non vale solo per il passaggio dell’anima nelle sfere dell’al di là, ma vale anche al contrario. Per l’anima significa che ciò che è attivo dentro di lei determina anche il suo futuro luogo di destinazione in una nuova incarnazione. Quando avviene un incarnazione in un corpo terreno deve essere presente, da un lato, una determinata costellazione dei pianeti spirituali e materiali che corrisponde alla tendenza di irradiazione dell’anima e, dall’altro, la tendenza degli irradiazione di una futura madre deve coincidere con la vibrazione dell’anima che sta per incarnarsi. Con il concepimento si forma un cosiddetto nastro di irradiazione e quindi un collegamento con un’anima che si trova ancora nelle sfere di purificazione. L’anima percepisce questa chiamata per l’incarnazione e prende contatto con l’ovulo fecondato. Nel corso della scissione delle cellule e della crescita e maturazione dell’embrione nel corpo della madre, l’anima si avvicina al suo corpo che si sta formando.

Nessun’anima s’incarna senza ricevere spiegazioni. Dipende dal suo libero arbitrio se vuole accettare o meno le istruzioni che le vengono date. Gli angeli istruttori o il suo angelo custode le fanno anche presente che cosa l’aspetta nel corso della sua futura vita. Le vengono anche date spiegazioni in merito al senso e allo scopo della vita sulla terra e alle leggi spirituali valide sulla materia, per esempio, in merito alla legge di causa ed effetto.

Se gli angeli che le sono d’aiuto riconoscono che, incarnandosi in quel momento, l’anima potrebbe incolparsi ulteriormente, allora le consigliano di non farlo. Gli viene invece consigliato di incarnarsi, se l’anima dimostra un certo grado di maturità ed ha la volontà di evolversi più rapidamente incarnandosi e, quindi, di avvicinarsi a Dio. Quindi se un’anima desidera incarnarsi, lo può fare, a condizione che ci sia la costellazione planetaria corrispondente e che essa venga attirata da un determinato stato dell’anima di una futura madre, tenendo presente che anche il padre ha un preciso ruolo in tal senso.

Se un’anima s’incarna nella consapevolezza di imparare sulla terra, di amare altruisticamente e di liberare gli involucri dell’anima dalle colpe, ciò corrisponde alla volontà di Dio. In tal caso l’anima e l’uomo hanno a disposizione e al proprio fianco la più grande forza dell’universo: l’amore del Cristo.

Tuttavia, un’anima può decidere di incarnarsi anche per tutt’altri motivi. Se questi motivi sono per scopi egoistici, allora non le viene messa a disposizione la forza dell’amore altruistico per questi propositi, anche se ciò non significa che il Cristo non desideri aiutarla a superare i compiti che la nuova vita le porta e che non la possa aiutare nella misura in cui l’uomo glielo permette.

Un incarnazione è egoistica se viene iniziata con l’ispirazione di vivere i desideri, le passioni e le cupidigie che l’anima porta ancora in sé. Per queste anime, che in genere sono molto incolpate, ciò che conta è solo la vita dei sensi. Esse hanno spesso un livello di coscienza così limitato e vengono manovrate dalle cause che loro stessi hanno creato in modo così passionale, che gli angeli custodi non riescono ad istruirle ed esse si incarnano senza curarsi di eventuali perdite.

Oltre questo gruppo di anime gravemente incolpate, che si incarnano quasi in uno stato di sonnambulismo, senza curarsi di dove la ruota della rinascita le trascini e senza preoccuparsi se nasceranno nella malattia o se sono destinate solamente a una breve vita terrena, ne esistono anche altre che sono a loro volta molto incolpate, ma che fanno consapevolmente il passo verso l’incarnazione. Queste anime desiderano scontare e sopportare le colpe che hanno riconosciuto, cosa che nelle sfere delle anime potrebbero fare solo in periodi di tempo molto lunghi.

Un altro gruppo di anime ancora si incarna con la motivazione di aiutare gli uomini, i propri fratelli e sorelle, per servirli nell’amore altruistico e, allo stesso tempo, e spiare le proprie colpe che hanno riconosciuto.

Infine, ci sono gli esseri puri provenienti dai cieli che si incarnano da lì-per amore di Dio e per i loro fratelli e sorelle trascinati dalla caduta-per adempiere determinati compiti a portare a compimento dei mandati.

Quando l’uomo vive in un corpo materiale, non ricorda più il sapere spirituale che l’anima aveva prima di incarnarsi.

Anche i ricordi in merito a vite precedenti o al soggiorno nelle sfere dell’aldilà vengono ricoperti da un velo. Ciò avviene intenzionalmente, affinché l’uomo, sulla terra, possa concentrarsi totalmente sui compiti che gli porta la vita, senza esser oppresso da ciò che sa del suo passato.

Ogni anima, per quanto pura possa essere, quando si incarna corre il rischio di incolparsi di nuovo. Tuttavia, essa ha anche l’opportunità di scontare in parte o completamente le sue colpe.

Questo ci spiega anche che non è conforme alla legge scoprire prematuramente le incarnazioni precedenti, facendo uso di determinate tecniche. Comportandosi in tal modo, si interviene nel processo di maturazione prestabilito per l’anima: lo sguardo è rivolto verso il passato, invece di prendere atto delle possibilità attuali per riconoscersi.

Possiamo essere certi che, in base alla legge di causa ed effetto, in questa vita ci capita esattamente ciò che DOBBIAMO imparare ORA. Se lo facciamo e cogliamo questa opportunità, verremmo condotti verso il successivo compito che dobbiamo imparare. Così, passo per passo, superiamo ciò che si trova ancora tra noi e Dio sulla via che conduce a lui.

Con queste conoscenze in merito alla reincarnazione riusciremo ora certamente a comprendere cose che prima erano per noi punti interrogativi.  Anche se non conosciamo dettagliatamente le nostre colpe dell’anima, per noi è chiaro che ogni cosa ha un suo motivo e che nulla ci capita per caso.

Alla luce di queste conoscenze ci sarà anche più facile comprendere meglio gli eventi che fino ad ora non siamo riusciti a capire, come per esempio la morte di bambini, le lunghe sofferenze, le malattie o altre cose del genere. Ogni cosa ha una propria causa, anche se noi non la riconosciamo ancora con il nostro livello di coscienza limitato. Spesso queste cause sono state poste in vita precedenti ed ora possiamo imparare da esse e con esse; oppure, se non vogliamo assolutamente riconoscerci e cambiare, le dobbiamo subire sotto forma di sofferenza.

Non è forse così che la reincarnazione-da questo punto di vista-ci aiuta a riconoscere l’amore infinito di Dio che dà continuamente ai suoi figli la possibilità di riconoscersi, di pentirsi, di perdonare, chiedere perdono e riparare al male fatto? Non c’è dubbio che Dio preferirebbe averci presso di sé nei cieli pure. Ce lo ha detto abbastanza spesso. Egli non ci abbandona neanche se non abbiamo sfruttato nel modo giusto una vita terrena e tanto meno ci dà nera, né in eterno, né per un tempo limitato. Egli continua a volerci bene, anche se l’uomo gli volta le spalle.

Comunque, la magnanimità e la bontà di Dio non dovrebbero indurci a rimandare alla prossima vita all’inizio della nostra evoluzione verso di Lui, verso la nostra svolta personale. Sia la nostra vita futura che il nostro soggiorno nei mondi dell’aldilà dipendono dal nostro comportamento attuale. E chi desidera decidere consapevolmente di non vivere in modo piacevole in futuro, se sa di avere la possibilità di evitarlo e di poter vivere meglio?

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