LA CANZONE DI UN ANGELO

LA CANZONE DI UN ANGELO

In ANGELI STORIE E TESTIMONIANZE ANGELICHE by Daniela A.R. Comments

LA CANZONE DI UN ANGELO

Questa è la storia della morte di un’amica e di una serie di “coincidenze” legate alla sua scomparsa.

La vicenda inizia alla fine del 2009, quando per il 50º compleanno di mio marito acquistai un volo in mongolfiera con degustazione di champagne.

Qualche mese dopo il suo compleanno, prenotammo un weekend con l’intenzione di ripetere quella bella esperienza.

Ma 10 minuti prima della partenza ci informarono che, a causa delle cattive condizioni meteorologiche, il volo era stato annullato.

Perciò ci godemmo il resto di quella breve vacanza e fissammo un’altra data per il giro in mongolfiera: un pretesto per tornare in una zona che ci piaceva.

Nel giugno del 2010, Margherita, una mia cara amica, morì dopo una lunga malattia. Qualche mese prima che spirasse riuscì a passare una bellissima serata in sua compagnia. Le portai in dono dell’olio di mirra acquistato tempo prima durante una vacanza in Egitto e passammo circa quattro ore a parlare della vita e della morte. Margherita era la persona più spirituale e altruista che conoscevo, aveva dedicato tutta la vita ai senzatetto e ad altre opere di bene.

In quell’occasione mi spiegò anche come aveva pianificato il suo trapasso-a casa, attorniata da familiari e amici-e il successivo funerale. Conserverò per sempre il ricordo di questa ultima visita e la sensazione di pace e serenità che ho provato quando ci siamo abbracciate sulla soglia di casa.

Qualche settimana dopo, una vicina nonché amica comune mi telefonò per informarmi che Margherita era spirata tranquillamente, assistita da familiari e amici.

Sfortunatamente la data del funerale coincideva con quella del giro in mongolfiera che avevamo prenotato. Mi dispiaceva non partecipare alle esequie della mia amica, ma sapevo che avrebbe capito e avrebbe voluto che non modificassi i nostri piani. Di colpo mi venne l’idea di fare qualcosa di insolito per ricordarla: spargere petali di rosa dalla mongolfiera in volo sulla campagna che avremmo sorvolato,di Cotswolds.

Informai la vicina che non potevo andare al funerale, ma le dissi che intendevo rendere un omaggio speciale a Margherita. Quello che mi rispose mi lasciò di stucco: io non lo sapevo, ma le colline dei Cotswolds erano una zona molto cara alla mia amica che ci era andata spesso la bambina! Non avevo idea che Margherita fosse legata in qualche modo a quella regione.

Domandai alla vicina di prendermi un libretto della cerimonia da tenere come ricordo e lei accettò volentieri di farlo. Qualche giorno dopo partimmo per la nostra breve vacanza con la speranza di riuscire a fare il tanto atteso giro in mongolfiera. Il mattino del 6 luglio 2010 (lo stesso giorno delle esequie di Margherita) eravamo in un tranquillo bed and breakfast, una deliziosa fattoria del Gloucestershire; mi stavo lavando in bagno, quando vidi entrare dalla finestra una stupenda farfalla che si posò sulla tenda per un paio di minuti prima di volare fuori.

Ricordo che, nel vedere quella creatura, provai un’immensa sensazione di pace e di timore reverenziale e immediatamente i miei pensieri andarono all’amica che avevo perduto. Quella mattina, prima del giro in mongolfiera, andammo a pranzare nel villaggio vicino e chiesi al fiorista di prepararmi una scatola piena di petali di rosa freschi.

Più tardi, quel pomeriggio, riuscimmo finalmente a salire sulla mongolfiera come avevamo progettato. La vista dall’alto era magnifica e, dopo aver chiesto il permesso al nostro pilota, con una coppa di champagne in mano gettai sullo stupendo e sereno paesaggio dei Cotswolds i petali di rosa, guardandoli volteggiare nel vento prima di cadere lentamente a terra. È stato uno dei momenti più spirituali della mia vita e avrò per sempre caro questo ricordo.

Rientrai a casa qualche giorno più tardi e provai l’irrefrenabile impulso di suonare il nostro pianoforte, che non usavamo quasi mai. (Non so leggere la musica e suono a orecchio!)

Sentivo ripetersi nella mente una melodia in particolare, quella dell’inno intitolato HOW GREAT THOU ART. La riprodussi nota dopo nota e automaticamente suonai l’inno per tutto il pomeriggio! Il giorno dopo chiamai la vicina per domandarle se era riuscita a procurarmi un libretto del funerale.

Lei mi disse di sì e andai a prenderlo. Appena mi sedetti a leggerlo scoppiai a piangere perché sulla prima pagina, a grosse lettere, lessi il titolo dell’inno scelto per l’occasione: HOW GREAT THOU ART !

 

 

Theresa Cheung – Messaggi di Luce

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