SALVATI DAL FANTASMA DI UN CANE

UOMINI SALVATI DAL FANTASMA DI UN CANE

In GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA by Daniela A.R. Comments

UOMINI SALVATI DAL FANTASMA DI UN CANE

Storie vere di cani tornati dall’aldilà…

IL CANE CHE SALVA UN UOMO DA UN FULMINE 

Frank Talbert, un agente immobiliare di Denver, nel Colorado, visse alcuni anni fa nella casetta che si era comperato sulle Montagne Rocciose.

Frank Talbert era sempre felice quando poteva trascorrere qualche giorno nella casetta di tre stanze che si era costruito sulle Montagne Rocciose. Quella volta avrebbe dovuto restare li per dieci giorni, da solo, a lavorare nella sua proprietà. La prima giornata era volata via rapidissima, e Frank decise di andare a letto presto.
Prima di addormentarsi attizzò il fuoco che aveva acceso nel camino. Quella sera poi faceva particolarmente fresco perché si era già ai primi di ottobre e aveva incominciato a piovere.

Frank si lasciò cullare dagli scrosci di pioggia, senza badare troppo ai tuoni che scuotevano la sua casetta e ai lampi che rischiaravano il paesaggio. Non sapeva quanto avesse dormito quando fu svegliato da un suono: fuori c’era un cane che abbaiava. Frank Talbert si sedette sul letto, ascoltando attentamente. Udì ancora il
cane che abbaiava, questa volta in lontananza. Stava per rimettersi a dormire quando i latrati sembrarono vicinissimi, proprio davanti alla porta di casa.

Talbert pensò che il cane si trovasse in difficoltà e che chiedesse aiuto, o più semplicemente un ricovero per la notte. Apri la porta, ma riuscì a vedere ben poco a causa della pioggia fittissima. Chiamò, ma non vi fu risposta alcuna. Talbert stava per chiudere nuovamente la porta quando un lampo gli fece intravedere un cane
a circa cento metri da lui. Lo chiamò, ma invece di avvicinarsi, il cane si allontanò lentamente ululando pietosamente.

Frank Talbert decise che chiaramente il cane voleva che lo seguisse e si chiese se non fosse una madre i cui cuccioli erano esposti alla pioggia. Si infilò gli stivati e indossò il parka; il cane lo stava aspettando.

Frank  riuscì ad avvicinarsi fino a pochi passi dal cane prima che questo si allontanasse, evidentemente aspettandosi che lui lo seguisse.
Lo aveva visto abbastanza bene alla luce della sua torcia per vedere che si trattava di un Setter rosso, con petto e collo bianchi. Ma Talbert aveva seguito il cane solo per pochi metri, quando all’improvviso divenne tutto rosso e una tremenda esplosione lo assordò. Un lampo aveva colpito la sua casetta e la camera sotto tetto si era incendiata. Riuscì a salvare alcuni dei suoi averi ma fu un lavoro faticoso a causa della pioggia e dell’oscurità, alla sola luce di qualche lampo occasionale. La maggior parte della casetta era stata distrutta e non poté far altro che osservare le fiamme dal suo camioncino. Soltanto quando si preparò a partire per
recarsi dalla persona più vicina, Talbert si ricordò del cane.

La pioggia era cessata, il cielo si era alquanto schiarito e la luna illuminava parzialmente la scena. Talbert cercò il Setter, ma era sparito. Mentre cercava l’animale gli venne in mente che il fulmine aveva colpito la camera da letto e la ragione per cui il fuoco era divampato a quel modo era perché il materasso e le coperte si
erano subito incendiati.

Se il cane non lo avesse attratto fuori di casa, molto probabilmente sarebbe morto .
Quando raccontò la storia al vicino, l’uomo rimase perplesso. “Il cane che lei descrive sembra Sandy”, disse, scuotendo lentamente la testa. «Era un Setter femmina con petto e collo bianchi…». «Era lei senz’altro, certo.

Mio Dio, dov’è? le debbo la vita!», esclamò Talbert. Il vicino non disse nulla per parecchi minuti. Fissò Talbert e poi si lasciò cadere su una sedia. La sua voce era un sussurro mentre diceva: Non è possibile, Frank. E’ morta più di due mesi fa».

Sandy era ancora fisicamente viva per allontanare Fank Talbert dal pericolo?
No, non ci si poteva sbagliare sulla sua morte; era stata seppellita nei pressi della casa del vicino. Avrebbe
potuto trattarsi di un altro Setter identico? Era possibile, naturalmente, ma uno con le stesse caratteristiche di
Sandy, e che vivesse nella stessa zona, rendeva questa possibilità piuttosto remota. Forse un cane della stessa
figliata di Sandy? Era nata nel Texas ed era stata portata in Colorado quando aveva otto anni. Forse si trattava di uno dei figli di Sandy che aveva le stesse caratteristiche? Sandy non aveva mai dato alla luce dei piccoli, perché aveva subito un’operazione che glielo aveva impedito. Perciò, Talbert e noi non lo sapremo mai.

Ma Talbert si ricordò del suo visitatore, chiunque o qualunque cosa fosse, per lungo tempo. Il suo vicino gli diede una foto di Sandy. Frank Tatbert la fece incorniciare e adesso la tiene sulla scrivania, a casa.

LA GRATITUDINE DI JEFF VERSO IL SUO PADRONE : 

Frank Talbert non è l’unico uomo che sia stato salvato dal fantasma di un cane sulle montagne del Colorado.

Anche Robin Deland è certo di essere vivo grazie al provvidenziale ritorno sulla terra del suo affezionato cane.
Robin stava guidando su una strada piena di curve, stretta e non asfaltata. Aveva appena imboccato un ripido pendio vicino alla cittadina di Gunnison, quando d’un tratto vide un cane in mezzo alla via.

L’animale rimase fermo, costringendolo a fermarsi a sua volta.

Un istante più tardi Robin Deland restò raggelato perché aveva
riconosciuto in quel cane misterioso il suo Collie, Jeff, che era morto sei mesi prima. Robin sapeva di non sbagliarsi. Aveva trovato Jeff su un’autostrada, ferito a morte, lo aveva portato in un ospedale e lo aveva curato fino a quando il Collie non si era totalmente ristabilito e lo aveva tenuto con sé dodici anni.

Robin rimase talmente spaventato e sbalordito dalla presenza di Jeff che non si ricorda di essere uscito dalla macchina. Si ricorda però di essere andato incontro al cane e pensa di avere allungato la mano e di averlo chiamato per nome. Stava quasi per toccarlo, quando l’animale improvvisamente si girò e si mosse lentamente
verso la cima della salita. L’uomo lo seguì, cercando di andargli abbastanza vicino da toccarlo.

Quando arrivò in cima alla salita vide che la strada terminava proprio li. Se fosse arrivato fino a lassù, Robin Deland
sarebbe sicuramente piombato nel vuoto con la sua auto. Ripensando all’episodio si è convinto che il suo
amico Jeff era tornato dall’Aldilà per salvargli la vita, pagandogli il debito di gratitudine che aveva con il suo padrone da quando lui l’aveva raccolto sull’autostrada, strappandolo a morte sicura.

MAC IL CANE POMPIERE :

Vi furono parecchi testimoni degli eventi che strapparono la famiglia di Raymond Peters da una trappola mortale sicura in una notte di dicembre di non molto tempo fa.
Raymond e sua moglie Suzanne erano rientrati presto, perché stanchissimi.

Erano rimasti svegli tutta la notte
perché uno dei toro figli stava male di stomaco. Anche le due notti precedenti avevano fatto le ore piccole per calcolare le loro imposte sul reddito. Sognavano il letto e si ricordano che quando si misero a letto erano già quasi addormentati. Ma quella notte era scritto che avrebbero dovuto dormire ancor meno.

Circa quattro ore dopo essere andati a letto Raymond e Suzanne ricordano di aver sentito un cane abbaiare.
Raymond si ricorda di aver detto a Mac, il suo Scottie, ancora mezzo addormentato, di stare zitto e si ricorda
che la moglie disse: «Ma cosa diavolo ha?». Ma Mac insisté. Raymond disse che non poté in alcun modo ritornare a dormire perché l’attimo dopo che aveva chiuso gli occhi Mac si rimise ad abbaiare
freneticamente, praticamente nel suo orecchio. Allora Raymond si sedette sul letto, esclamando:

«Dannazione, Mac…», pensando che il cane volesse uscire per orinare. Ma poi senti odor di fumo.
Immediatamente sveglio, saltò giù dal tetto. La camera da letto era chiusa e quando l’apri, il fumo aveva già riempito il corridoio.

Sentirono il calore del fuoco sul soffitto; l’estremità dell’anticamera era già in fiamme, ma non aveva ancora raggiunto la camera dove dormivano i bambini. Afferrarono i bambini ancora addormentati
e fuggirono dalla casa; fecero appena in tempo, perché alcuni minuti dopo la vecchia casa era avvolta nelle fiamme.

Il vicino aveva già chiamato i Vigili del fuoco: era stato svegliato dall’abbaiare del cane, perché dapprima non aveva visto né fuoco né fumo uscire dalla casa. Il cane abbaiava cosi forte, disse,
che all’inizio pensò che il cane fosse in casa sua, poi aveva guardato fuori dalla finestra e aveva visto le fiamme.

Quando arrivarono i pompieri la casa era quasi completamente distrutta e cercarono solo di circoscrivere
le fiamme. Raymond e Suzanne persero ogni cosa, ma la loro famiglia era in salvo.
Solo quando il vicino gli disse: “Mio Dio, non ce l’avreste mai fatta se non fosse stato per il vostro cane. Non sapevo che aveste preso un
altro cane dopo che era morto Mac… Dov’é, Ray? E’ riuscito a fuggire dalla casa?». I Peters si guardarono, senza parole per qualche minuto. Raymond non è ben sicuro di cosa abbia detto in quel momento, ma si ricorda che senti il cuore fermarsi e la testa gli girò.

Udì Suzanne dire: «Raymond… oh, Raymond», come se
fosse spaventata e poi udì se stesso dire: «E’ stato Mac… so come abbaia… Non abbiamo più avuto nessun altro cane». Non aveva bisogno di cercare il suo cane, se ne era andato tre mesi prima.

Stefano Apuzzo e Monica D’Ambrosio  – Anche gli animali vanno in Paradiso

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