STORIE DI ANIMALI TORNATI DALL'ALDILA'

STORIE DI ANIMALI TORNATI DALL’ALDILA’

In GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA by Daniela A.R. Comments

STORIE DI ANIMALI TORNATI DALL’ALDILA’ :

La psiche animale ha gli stessi poteri e le stesse proprietà di quella umana: sopravvive nell’aldilà, è cosciente, è dotata di sentimenti, è dotata di memoria e prova piacere nel ritornare negli stessi luoghi in cui è vissuta.
Gli archivi della società fisica di Londra sono una vera e propria miniera di fatti paranormali: in essi vi sono registrati e catalogati con la più grande cura molti casi da cui prendiamo spunto.

Prima testimonianza:
Nel 1917 abitavo nella periferia parigina. Possedevo all’epoca una cagna Fox terrier di nome Crapote, che aveva il non più di tre anni. La bestiolina era graziosa, ma eccessivamente golosa e troppo furba. Le mie preoccupazioni non mi consentivano di sorvegliarla come avrei voluto: una volta, avendo rubato lo zucchero in dosi eccessive, si ammalò di diabete. In quel periodo la situazione politica era tale che spesso ci si domandava se non fosse il caso di lasciare Parigi. Condussi la mia ingombrante Crapote in un rifugio di cani, con l’ordine di consegnarla a chiunque esprimesse il desiderio di portarla via con sé. Poi, assorbito da altre preoccupazioni, non ci pensai più. Una notte, una decina di giorni dopo, fui assalito durante un momento di semi veglia da una strana sensazione angosciosa. All’improvviso vidi la cagnolina che mi guardava con ansia. Mi osservava dall’alto, al di sotto di lei appariva il vuoto; all’improvviso, in uno slancio disperato, la poveretta precipitò nell’abisso! Nutrivo uno scarso affetto per Crapote, per via dei suoi numerosi difetti; tuttavia, non appena ne ebbi la possibilità, presi sue notizie al rifugio. Mi dissero che la guerra li aveva costretti a chiudere l’edificio e, quindi l’amministrazione si era sbarazzata degli animali malati. La visione del mio cane, mentre mi guarda dall’alto e salta nel vuoto è certamente simbolica. Non sono simbolici però il potere ed il peso della realtà, il suo sguardo angosciato che sembrava volermi dire “Perché me lo hai fatto? Perché mi hai abbandonata?

Seconda testimonianza:
Prima della guerra del 1941 uno sconosciuto venne a consultarmi; vidi ai suoi piedi un gatto morto, che lo fissava con uno sguardo di rimprovero. Guardava ora me, ora il cliente. A quel punto mi decisi a parlare: “Ma lei ha avuto un gatto? Eccolo, ai suoi piedi, è morto tragicamente, che gli ha fatto?
“Non è vero. Non può vedere un gatto morto. Queste visioni non esistono.
“Il gatto le muove dei rimproveri. È morto per causa sua”.
“Ebbene, è vero. Ho abbandonato un gatto in una foresta tre anni fa. Gli chiedo scusa”. A questo punto, il gatto sparì.

Lo sconosciuto aveva, al suo fianco, una presenza animale carica di rimproveri giustificati e di rancore, che egli era, però pronto a rimuovere. Ma tutti coloro che furono buoni nei confronti dei loro animali, li ritrovano, nell’ora suprema, come ritrovano i loro amici e parenti deceduti. Poiché essi non cessano di seguirci con il pensiero, sono avvertiti della nostra prossima fine ed accorrono impazienti, ad accoglierci alla frontiera dei due mondi.

Terza testimonianza:
“Avevo lasciato la gatta al Sofia dal veterinario perché l’operasse. Ero estremamente preoccupato e l’indomani mattina quando sentì miagolare accanto al mio letto pensai: “E’ tutto finito, Sofia è morta, ecco il fantasma che viene a dirmi addio”. Grazie a Dio, le mie impressioni erano inesatte, più tardi seppi che la bestiola era stata salvata. La sua personalità si era storpiata, per venirmi ad annunciare la sua guarigione”.
Ma Sofia era anziana (17 anni) e morì poco tempo dopo. Attualmente, ritorna periodicamente a dare alla padrona varie prove della sua sopravvivenza e della sua presenza nell’appartamento. Attraversa il soggiorno miagolando o starnutendo, oppure si aggomitolata sulle ginocchia della padrona, facendo le fusa. La padrona avverte, nelle sue gambe, la presenza di un corpo di un certo peso e di una certa consistenza. In altre occasioni, la bestiola fa le unghie sulle poltrone, ma ormai l’arredamento non ho nulla da temere, poiché si tratta di artigli astrali.
Nell’ordine animale, così come in quello umano, le manifestazioni visive sono più rare di quelle uditive o tattili. Infatti la donna non ha mai visto, se non una volta sola, la gattina. Erano all’incirca le cinque del mattino, la visione è stata molto fuggitiva ma assai netta. Sofia, in splendida forma, con il pelo lucente, guardava la padrona con aria divertita, che stava a significare chiaramente: “Dai, non essere triste, eccomi, ti aspetto, sono felice”.

Quarta testimonianza:
Claudia aveva consultato, nel suo appartamento, una veggente che si recava a domicilio. La scrittrice era rimasta alquanto delusa dalle banalità che erano state profferite dalla donna nel corso della seduta e si stava accomiatando da lei quando la medium esclamò:
“Ah! Una gatta è appena passata sotto la sua poltrona.”
“Perché è una gatta e non un gatto?” Domandò Claudia diffidente.
“Non so, signora, mi si dice una gatta. È grigia, tutta grigia. Non vuole lasciarla, lei è tutto per quest’animale.
“La vede camminare?”
“Certo! Va e viene, passeggia. Fa quello che vuole, poiché è morta.”
“Sa da quanto tempo è morta?”
“No, signora…” e, immediatamente aggiunge: ” Sono quattro anni. Non lo sapevo prima, me lo si dice appena ora.”
Chiunque fosse quel soggetto misterioso, di cui parla la veggente è comunque ben informato: si tratta dello spirito guida di Claudia o di quello della veggente? In ogni caso, uno spirito umano era presente e stabiliva la comunicazione fra il piano visibile e quello invisibile. Se la gatta avesse voluto comunicare con la padrona, si sarebbe dovuta servire di lui. Forse la donna non aveva fatto rivelazioni particolarmente interessanti sulla vita di Claudia, ma aveva pronunciato una frase, la cui portata era immensa: “Fa come vuole, poiché è morta.” Effettivamente, il disincarnato, sia esso angelico, umano o animale, va dove vuole, fa ciò che vuole, godendo della libertà tipica di uno spirito. Il gatto di Claudia era tornato.

Quinta testimonianza:
Dorotea ha perduto Nestor, un Espagneul che era stato per lei, durante gli ultimi due anni, un compagno intelligente e vivace. La vita le sembra, ormai piatta e monotona, soprattutto da quando dei dissesti finanziari l’hanno costretta a vendere la casa dove abitava e a prendere in affitto un appartamento.
Alcune settimana dopo la morte di Nestor, proprio quando stava per addormentarsi, lo vide saltare sul letto, come faceva da vivo. La notte successiva, il cane appare nuovamente, ma, questa volta, sembra ignorare la sua vecchia padrona. Si presenta accompagnato da un barboncino e le due bestiole iniziano immediatamente a giocare a nascondino nella camera. Dorotea è da poco inquilina di un appartamento ammobiliato, non ne conosce bene i proprietari. Li va a trovare e, non esita a raccontare loro questa incredibile storia. I proprietari si interessano soprattutto al secondo cane e le fanno domande precise a riguardo: quale razza, quale colore?
“È un barboncino grigio argento.” “Ma è il nostro Pimlico, morto da molto tempo; è sepolto in giardino! È la prima volta che ci dà una prova della sua sopravvivenza. Purtroppo non è venuto da noi però!

Sesta testimonianza:
I bambini posseggono doni psichici che, nella maggior parte dei casi, si attenuano e scompaiono a mano a mano che essi crescono.
A tavola, il piccolo Fred grida stupefatto:
“Oh! Mamma, guarda! Guarda! La, davanti al caminetto, c’è Spotty. Ma che fa nella sala da pranzo? Sa che non deve entrarci!”.
Il cane, si appropriava, in quanto corpo astrale, di un territorio che, in vita, gli era stato sempre vietato. E veniva a salutare il padroncino. Quello stesso giorno, infatti, Spotty era stato soppresso dal veterinario ed il suo corpo era stato sepolto in giardino. I genitori non avevano ancora trovato il coraggio di annunciarlo a Fred.

Gli Animali hanno un anima – Jean Prieur

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