LA COMUNICAZIONE ANGELICA

LA COMUNICAZIONE ANGELICA

In L'ANGELO ARIEL by Daniela A.R. Comments

LA COMUNICAZIONE ANGELICA

L’autrice del libro, con l’aiuto di una guida spirituale, è entrata in contatto con L’Angelo Ariel, e ha riportato il suo messaggio!

Linda: le barriere linguistiche tra gli uomini non sembrano tali per il vostro regno. Voi comunicate con persone di tutte le razze e di tutte le lingue, e donate loro informazioni. Puoi dirmi perché la lingua per voi non rappresenta un ostacolo?

Ariel: noi non usiamo le lingue. Il nostro metodo di comunicazione è molto semplice, tuttavia complicatissimo da spiegare a parole. Il paradosso sta nel fatto che non comunichiamo con la voce. Permettiamo l’accesso al nostro mondo a una mente umana che abbia una certa capacità di unirsi a noi in ciò che abbiamo definito “conoscenza” . Questo costituisce il requisito affinché una mente sia in grado di fungere da radio metaforica o comunque da ricevitore delle vibrazioni che trasmettiamo.

Le parole espresse tramite la voce di Stevan *(il medium che trasmette a Linda le parole di Ariel)*non sono sue, ma nello stesso tempo lo sono, poiché infondiamo la conoscenza, il sapere nella sua mente. I pensieri e i termini che Stevan utilizza per convogliare la conoscenza che noi gli abbiamo conferito sembrano nascere dalle profondità e dai recessi della sua mente. Ciò è simile a un sogno a occhi aperti, noi ci limitiamo a stabilire una connessione ossia entrare in uno stato di risonanza con la coscienza di un medium.
La conoscenza sta nella mente del ricevente.

Mediante un processo, molto simile a un sogno a occhi aperti, la conoscenza sorge dai recessi della mente e forma un insieme di parole o immagini. Tali parole vengono create dalla mente del ricevente umano, non dalla coscienza del mittente angelico. Ma rendono abbastanza fedelmente la conoscenza o il sapere che è stato comunicato. Questa è la ragione per cui vi è un pizzico di personalità in ognuna delle voci umane che utilizziamo per trasmettere la nostra conoscenza.
Alcuni useranno una determinata terminologia, facilmente elaborata dalla loro mente, che altri non useranno.

Ed è anche la ragione per cui numerosi scribi o canali, trasmettono i nostri messaggi usando parole, strutture, stili e metafore differenti.
Talvolta lo stile varia, ma tutti possiedono la medesima conoscenza e verità. Ecco perché numerose persone collegate alla stessa banda di vibrazionale o allo stesso essere angelico, trasmettono la medesima conoscenza, conferendo però allo scritto o alle parole una componente personale, che pertanto non rispecchia questo regno, ma quello umano.

Linda: perché alcuni uomini possono vedervi fisicamente e altri no?

Ariel: una volta stabilita la connessione e raggiunto un trasferimento di conoscenza di mente a mente, la gamma di mezzi che la coscienza umana possiede per esprimere quel sapere o quella conoscenza è vasta. Il processo non presenta alcun mistero. Una volta che la mente inconscia si è correlata con la conoscenza, la mente cosciente e la percezione dell’individuo possono acquisire i messaggi. La ricezione cosciente può talora assumere la forma di parole che vengono poi espresse, come sta accadendo a te ora, grazie a Stevan.

Nella mente di un altro, invece delle parole, può assumere la forma di immagini visive che la mente elabora mediante gli organi della vista, immagini che appaiono assolutamente vere, e in alcuni casi, straordinariamente dettagliate. Alcuni le percepiscono a occhi chiusi, altri a occhi aperti. La verità è che la mente crea l’immagine, basandosi su ciò che è stato conosciuto, per permettere alla coscienza, o all’ego, di vedere ciò che è stato convogliato mediante il processo della conoscenza.

In alcuni casi la mente recepisce ciò che conosce sotto forma di parole o di pensieri. In altri casi, la persona ode parole al di fuori di se stessa, come se a parlare fosse una voce esterna. Talvolta, si tratta più che altro di una sensazione, di una condizione vaga in cui non esistono né parole né immagini di una percezione.Talaltra la sensazione può essere fisica, corporea. La conoscenza si verifica a quello che voi chiamate il livello subcosciente, pertanto, per essere percepita, è necessario che venga portata a un livello cosciente. In tal modo la mente in forma se stessa di ciò che ha già acquisito.

Linda: se fossi in grado di vederti avrei la stessa visione di coloro che possono vederti?

Ariel: non necessariamente. Per comprendere meglio considera l’esempio seguente. Se due persone ascoltano contemporaneamente un brano di musica sinfonica, le vibrazioni emesse dagli strumenti sono tecnicamente identiche, ma l’esperienza appassionata della musica può toccarne l’animo e il cuore in modo diverso. E ancora, sebbene entrambe abbiano udito la stessa musica, quando la descrivono e cercano di renderla in termini umani, avranno, con molta probabilità, punti di vista molto diversi su ciò che hanno udito.

Noi non siamo diversi. Non possiamo essere pienamente compresi ne descritti, né classificati dal sistema di riferimento umano. La nostra apparenza è soggettiva, conforme al cuore e all’anima di chi ci vede. L’immagine viene percepita in maniera personale, vale a dire è una interpretazione di ciò che non può essere interpretato. E sebbene vi possono essere affinità tra le persone che percepiscono la nostra forma, la nostra energia o le nostre parole, è probabile che vi siano variazioni su ciò che viene visto e percepito.

Linda: a coloro che non hanno un consapevolezza sensoriale diretta della vostra presenza, potresti spiegare come possono capire quando cercate di comunicare con noi?

Ariel: sarebbe ingiusto affermare che molti non hanno una consapevolezza diretta o la capacità di comunicare con noi, o la conoscenza di tale comunicazione. L’osservazione più accurata è che, sebbene tali comunicazioni siano frequenti, la mente umana spesso non ne riconosce l’origine o l’importanza. Vi sono molti modi, in circostanze molto meno formali di quella in cui stiamo comunicando con te ora, con i quali influenziamo la vita di coloro che desideriamo indirizzare o guidare e di tutti coloro che vogliamo aiutare.

Molte esperienze umane sono causate dalla comunicazione Angelica.

La prima è l’intuizione, ossia una decisione semplice presa senza ragione specifica e senza molta logica, spesso una scelta rapida e casuale, che si rivela cruciale nella vita. Esempi di tali connessioni possono essere molto semplici, come decidere improvvisamente, e senza una ragione particolare, di fare un’altra strada per arrivare a una determinata destinazione, per poi scoprire più tardi che la strada originale era ingorgata dal traffico. Oppure pensare improvvisamente a una persona e decidere di chiamarla per scoprire che la vostra chiamata è stata particolarmente importante. Queste connessioni apparentemente spontanee, sono tutte in sostanza forme di comunicazioni nelle quali abbiamo infuso un’idea, un pensiero o un immagine.

La seconda categoria in cui rientrano le nostre comunicazioni è la percezione.

Talvolta utilizziamo la forma che voi chiamate stato onirico. Mentre dormite, nascono nella vostra mente figure complete, talvolta molto letterali e altre volte metaforiche, che vi indicano la direzione da prendere e soluzioni preziose a problemi o intuizioni e le strategie per uscire da situazioni apparentemente impossibili. Tale stato meraviglioso che voi chiamate sogno, costituisce un’opportunità adatta per comunicare intuizioni, e noi lo utilizziamo per guidare, indirizzare e offrire informazioni alle menti pronte ad accettarle. In tali casi insorgono però spesso difficoltà. Infatti, una volta che l’informazione viene riportata a un normale stato di coscienza dell’ego, l’individuo deve essere in grado di comprendere tale informazione, talvolta metaforica, prima di utilizzarla. Ciò va al di là della nostra capacità di influenza.

Un terzo modo mediante il quale tentiamo amorevolmente di guidare e aprire la coscienza di una persona alle nostre informazioni è la rivelazione.

Solitamente tale metodo viene utilizzato nei momenti in cui una persona è molto scoraggiata, spaventata da una scelta o decisione imminente, oppure bloccata in un processo mentale. In tali casi la mente normale è debole. Gli stati mentali di scoraggiamento, paura e impotenza mettono in ginocchio l’ego, e quando il suo controllo sulla mente risulta indebolito, la nostra abilità di comunicare con voi aumenta notevolmente. In tali momenti potreste improvvisamente avere un lampo di consapevolezza nel quale vedete l’elemento mancante, un’intera strategia oppure la soluzione dettagliata di un problema.

Talvolta, in quei momenti, nella mente non può essere trasmessa la soluzione, ma solo un collegamento o un elemento chiave.

Per coloro che hanno una coscienza più aperta, abbiamo un quarto modo di guidare:

mediante immagini e parole, come stiamo facendo ora. In tali casi, quando viene ricercata una guida, quando viene richiesta comprensione, l’informazione può essere trasmessa, non solo per aiutare nel contesto specifico, ma anche per fornire un insegnamento più generale.

A ogni opportunità tentiamo di NON risolvere semplicemente i problemi o di rendere la vita più facile durante il viaggio umano, ma di guidare e indirizzare, in modo che la vostra anima possa procedere nella sua crescita il più efficacemente possibile.

Linda: vi è differenza tra i nostri pensieri e la guida angelica?

Ariel: sì, vi sono differenze fra pensieri e guida angelica. La differenza risiede nell’origine della scintilla di energia creativa, che produce ciò che finisce per essere un pensiero.

Bisogna innanzitutto stabilire se il pensiero si perpetua, in altre parole, se un pensiero ne crea un altro, il quale a sua volta ne crea un altro ancora e via di seguito, fino a formare ciò che potreste chiamare una serie di pensieri. Queste sono spesso incentrate sul sè, orchestrate e dirette da quel fenomeno che definiamo ego. I protagonisti principali di tali pensieri siete voi. Essi mirano ad aiutarvi a prosperare, ad apparire migliori, a sentirvi più sani. Sono scene o immagini di fantasia nelle quali voi siete gli eroi che li ammirano o invidiano.

I pensieri influenzati o innescati dal regno divino sono di natura molto diversa. Spesso una rivelazione, cioè un pensiero da noi ispirato, è accompagnato da una sensazione fisica, non è semplicemente un’esperienza mentale! Quando nasce nella mente si ha la sensazione che il cuore si apra incredibilmente. Ciò produce un senso di grande calore nel petto, una sensazione di pace, tranquillità e armonia immensa. Quando si verifica la rivelazione, l’incertezza e la paura che attanagliavano la mente vengono sostituite dalla certezza e dalla sicurezza che tutto andrà per il meglio. Se tale rivelazione si riferisce a una persona, quando la sentenza si prova nei suoi confronti una forte connessione e un grande calore al centro del cuore. Se invece si tratta di un’ispirazione relativa a un progetto o a una strategia per risolvere un problema molto difficile, segue una grande eccitazione, ben maggiore rispetta a quella suscitata da un pensiero normale, basato sull’ego.

 

Steven J. Thayer, Linda Sue Nathanson –

 

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