INTERVENTO DIVINO

INTERVENTO DIVINO

In GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA by Daniela RaguelLeave a Comment

INTERVENTO DIVINO

Ci fu un periodo in cui credevo nelle coincidenze, ma prima di conoscere la mia anima gemella a quattro zampe. Ora sono sicura che ci sia qualcosa di molto più grande all’opera dell’universo. Ci fu anche un periodo in cui mi irritavano le persone che mettevano gli animali sullo stesso piano degli esseri umani. Ancora una volta, affinché non successe a me. Avevo appena ricevuto una condanna a morte. A 45 anni, un virus non meglio precisato mi aveva aggredito il cuore, lasciandolo funzionante solo per il 13%. Così da un momento all’altro. Prima ero una donna dinamica che lavorava e cresceva i figli e, una settimana dopo, fui dimessa dall’ospedale e caricata in auto per tornare a casa a morire in silenzio. Ciò che accadde in quella settimana è tuttora un mistero per me. Incapace di svolgere anche le azioni più elementari, passavo le giornate guardando cagnolini dal musetto tenero su vari siti dedicati all’adozione degli animali. Che contraddizione. Una persona che avrebbe dovuto prepararsi a lasciare questo mondo, riempiva il proprio tempo fantasticando di avere uno di quei batuffoli villosi e pieni di vita, sempre intenti a guarire e uggiolare. Persino io, un’eterna ottimista, ero consapevole che fosse un’idea ridicola, ma non danneggiava nessuno e anzi mi aiutava a ingannare il tempo infondendomi speranza. Diventò un’ossessione quando ormai non mi era rimasto nient’altro. Passarono i giorni . Gli esiti degli esami restarono preoccupanti, senza traccia di miglioramento. Tuttavia esistevo ancora, seppur in una sorta di limbo. Poi un giorno ricevetti un’e-mail strana da una donna che diceva di avere il cucciolo adatto a me. Che cosa? Quale cucciolo? Non avevo inviato nessuna richiesta (se non nella mia immaginazione). Stavo solo curiosando! La donna mi informava che sarebbe stata nelle vicinanze di casa mia quel sabato e mi pregava di fare un salto a quell’indirizzo. Pur essendo contrario, mio marito mi accompagnò in quel luogo misterioso. Arrancai lungo il vialetto ed entrai in un cortile dove scorrazzavano cagnolini di ogni dimensione, forma e colore. Le persone andavano e venivano rapidamente, uscendo ciascuna con un pacchetto cucciolo e un nuovo amico a quattro zampe. Ancora non capivo perché e come mi trovassi li. Ben presto tutti cagnolini partirono per loro nuove case, il cortile restò vuoto e silenzioso e la donna si concentrò su di me. “Posso aiutarla?”. Dalla breve conversazione emerse che non mi aveva inviato alcuna e-mail. Mi sentii un po’ sciocca e molto depressa mentre tornavo sul vialetto. Fu più o meno allora che una donna imponente uscì dalla casa con addosso un antiquato grembiule floreale. Le feci un debole sorriso, e con la coda dell’occhio, notai una testa bianca e nera e un piccolo naso nero che spuntava fuori per vedere cosa stesse succedendo. Fui subito incuriosita. Quando mi avvicinai, l’animale per poco non mi saltò tra le braccia. Se fossi morta in quel momento, me ne sarei andata felice. Il mio entusiasmo, tuttavia, si spense quando la donna disse: “Non si affezioni a questo cane. Ha gravi disturbi cardiaci e non resterà con noi ancora a lungo”. Che cosa? Avevo capito bene? Tombola! Il mio nuovo “bambino” era già tra le mie braccia e mi stava coprendo di baci. Dopo una lunga serie di mesti avvertimenti, la firma di numerose dichiarazioni di non responsabilità eccetera, io mi avviai con il cucciolo verso l’auto, pronta per dare la notizia a mio marito. Ma mentre il cagnolino saltava da un sedile all’altro e sulla sua spalla, non dovetti fare granché per convincerlo. L’animale conquistò subito il suo affetto. Così tornammo a casa, dove la vita non sarebbe più stata la stessa. Come si suol dire, il resto è storia. Questi fatti risalgono a 10 anni fa. Da allora io e Jasmine non abbiamo passato un solo giorno separate. Il veterinario non trovò mai traccia di disturbi cardiaci e gli esiti dei miei esami iniziarono a migliorare poco per volta dal giorno in cui ho portato a casa il cucciolo, tant’è vero che oggi sono ancora qui. Perciò si, credo nel destino, nell’intervento divino o comunque vogliate chiamarlo . Solo una coincidenza? Direi proprio di no.