IL NOSTRO AMATO ANGELO

IL NOSTRO AMATO ANGELO

In GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA by Daniela Raguel

IL NOSTRO AMATO ANGELO 🐕

La nostra famiglia si trovava a casa di un parente che abitava vicino all’acqua e ci stavamo godendo una spensierata giornata estiva in compagnia di altri membri della famiglia. I bambini giocavano nelle secche in riva al lago, mentre noi adulti li guardavamo fuori dal raggio della nostra visuale, mio nipote di quattro anni se la svignò dirigendosi verso il molo, mentre il nostro cane Kum dormiva tranquillo sul prato antistante, dal lato diametralmente opposto della proprietà. Kum era un Labrador intelligente, bonaccione e con un carattere molto mansueto; non era mai di intralcio e non abbaiava particolarmente. All’improvviso Kum arrivò affannato in mezzo a tutti i membri della famiglia, abbaiando senza sosta; poi si precipitò lungo il molo e si tuffò in acqua. Sono convinta che sia accaduto un autentico miracolo. Se non fosse stato per Kum, quel giorno avremmo subito una grossa perdita. Da quel momento in poi, considerammo Kum non solo un compagno e un tutore meraviglioso, ma anche un eroe. Come faceva a sapere che mio nipote era in difficoltà pur trovandosi da tutt’altra parte? Come faceva a sapere esattamente cosa fare quando nessuno di noi glielo aveva mai insegnato? Abbiamo perso il nostro Kum l’anno scorso dopo 17 anni e mezzo memorabili trascorsi insieme. Non dimenticheremo mai e sentiremo sempre la sua mancanza. Mio figlio è tuttora molto molto addolorato per la sua morte. Una sera mio figlio si addormentò piangendo, e la mattina si svegliò dichiarando che aveva chiesto a Dio di rimandare Kum sulla terra, così lui non avrebbe più pianto. Mi chiese se pensavo che Dio potesse realizzare il suo desiderio, gli risposi semplicemente: “Dio può tutto, ma non farà nulla che ci renda tristi o prolunghi il nostro dolore”. Quella notte fu una delle poche in cui non sentimmo nostro figlio addormentarsi piangendo. La mattina seguente osservai che doveva essere stato molto stanco ed essersi addormentato in fretta dato che aveva trascorso una notte tranquilla. Lui rispose: “No mamma, Dio ha esaudito la mia preghiera e mi ha permesso di coccolare Kum per riuscire a dormire: è per questo che non ho pianto!”. Mi venne la pelle d’oca e fui sopraffatta dall’emozione. Poi aggiunse: “Vieni mamma, annusa la mia mano, c’è ancora il suo odore”. Kum è stato un cane molto puzzolente per alcuni anni prima di morire, tanto che a volte gli facevamo le coccole con i guanti. Annusai e il diavolo mi porti se quella manina non puzzava come il vecchio cagnone! Ci mancò poco che svenissi, ma poi caddi in ginocchio e ringraziai Dio per amare così tanto mio figlio da allevargli il dolore dopo una sola semplice richiesta. Mio figlio sostiene tuttora di vedere Kum quando è triste, ma meno di prima. La sua spiegazione è che Kum ora è necessario altrove, per aiutare altri bambini che hanno bisogno di lui”.
NOTA: Nella storia appena citata ci si chiede come abbia fatto il loro cane non solo a sapere cosa stava succedendo, ma anche a realizzare un salvataggio in acqua per il quale non era mai stato addestrato. Volendo si possono trovare spiegazioni razionali, ma quello che credo io è che la Guida o gli Angeli custodi del nipote hanno fatto capire al cane cosa stava succedendo e lo hanno guidato fino al punto in cui si trovava il bambino; inoltre hanno diretto la successiva opera di salvataggio dicendo a Kum di afferrare il colletto del piccolo e di riportarlo a nuoto verso la riva. È vero che gli animali hanno grandi doti medianiche, ma non sono degli Dei sulla Terra e, in molti casi, sono spinti dai nostri spiriti Guida e Angeli a compiere dei gesti che ci aiutano e proteggono 

Sylvia Browne