Il matrimonio e il divorzio secondo gli Angeli

Il matrimonio e il divorzio secondo gli Angeli

In L'ANGELO ARIEL by Daniela A.R. Comments

Il matrimonio e il divorzio secondo gli Angeli

Ri̲s̲p̲o̲n̲d̲e̲ ̲l̲’̲A̲n̲g̲e̲l̲o̲ ̲A̲r̲i̲e̲l̲ :

L’autrice del libro, con l’aiuto di una guida spirituale, è entrata in contatto con L’Angelo Ariel, e ha riportato il suo messaggio!

Linda: come intendete il matrimonio?

Ariel: abbiamo due risposte a questo proposito. Il matrimonio, così come lo consideriamo noi, è ciò che accade all’inizio. È ciò che accade nel momento in cui due persone si vedono, in cui due anime entrano in comunicazione. Nel nostro regno questo è un evento facilmente osservabile, dato che la luce emessa da tale contatto è molto intensa.

Nessuna delle due anime ne ricava nulla. Non ci sono mancanze dell’uno che vengono colmate dall’altro. Ma c’è un potere, un’energia, simile a quella elettrica, che un’anima attiva nell’altra, dandole vita. Quando si ha un vero matrimonio, le due anime si incontrano e, senza sforzo alcuno, attivano vicendevolmente quell’energia, quella forza che è in loro. Vuoi la chiamate amore, mai è ben più di quanto intendiate con tale termine.

Le due anime ricevono in questo modo, grazie al loro incontro, la possibilità di compiere il loro destino. Quello che voi definite matrimonio è più che altro una formalizzazione per le autorità laiche e religiose, e per la famiglia, che proclama e legalizza quanto è accaduto molto tempo prima di tale celebrazione. È un’esperienza incredibilmente gioiosa e sacra, perché è la celebrazione dell’incontro di due anime che, proprio grazie a detto evento, realizzano la possibilità di vivere la vita per cui sono destinate.

Linda: come intendete il divorzio?

Ariel: il divorzio, così come lo considerate, è anch’esso una conseguenza. Prima di tutto, viene visto in questo regno la luce che brilla durante l’incontro di due anime si affievolisce.

L’energia che ogni persona impiega per sostenere l’altra, a compimento del destino della vita e dell’anima, svanisce. Non ci è possibile spiegare chiaramente perché e in che modo ciò si verifichi, ma quando accade, è nettamente visibile da questo regno. I fattori che spesso identifichiamo come responsabili sono una sofferenza eccessiva e un interferenza esagerata della personalità o ego.

L’ego genera più paura, sofferenza e di visioni di quante l’energia scaturita dall’incontro di due anime possa compensare. La paura blocca l’energia che l’incontro di due anime può sprigionare nell’arco della vita. E, senza tale energia, senza tale scintilla e tale flusso Divino attivo nell’esistenza, la luce emanata dall’unione di due anime è molto tenue. Talora questa luce brilla intensa per un certo periodo poi viene smorzata o spenta a causa dell’interferenza dell’ego.

Altre volte nel flusso in costante mutamento ed evoluzione della vita, così come voi la conoscete, un’anima è destinata a unirsi a un’altra solo per un certo periodo, finché la scintilla divina resta accesa.

In alcuni casi questa scintilla si fa più intensa nell’arco di una vita trascorsa assieme, in altri, dopo che il tempo da passare insieme è terminato e che si è verificata una crescita spirituale considerevole, si giunge a un appiattimento naturale, o fine, dell’energia che ognuno ha a disposizione per evolvere. Di conseguenza, l’energia inizia ad attenuarsi e si verifica la fine naturale dell’unione. Tutto questo però avviene molto prima che abbia luogo l’atto legale, religioso o societario che definite divorzio.


Nell’ambito di molte delle vostre religioni cristiane, e nello spirito di molte celebrazioni religiose di quello che chiamate matrimonio, c’è un’espressione che indica, e nel contempo, fraintende la verità, a seconda di come venga interpretata. L’espressione comunemente usata è:” L’uomo non osi separare ciò che Dio ha unito”.

Se vista da questo regno, essa è l’affermazione di una verità somma. In base al vocabolario e ai modelli limitati e possedette, l’affermazione” ciò che Dio ha unito” è un modo semplice per dichiarare quanto abbiamo tentato di descrivere come l’unione di due anime e come la luce che ne scaturisce. Non è lecito per nessuno cercare di interferire con quell’unione, perché è la grandezza spirituale di quanto è accaduto non appartiene al regno dell’uomo.

Quell’espressione viene, tuttavia, usata per scopi umani, per tenere insieme ciò che, da questo regno, appare chiaramente come un’unione non più voluta da Dio. Perché, se quella scintilla, quella luce si affievolisce, le due anime non sono unite da Dio. Pertanto, anche se questa frase udita in numerose celebrazioni nuziali è precisa , viene spesso interpretata nel senso che un matrimonio non possa essere più sciolto, il che, per questo regno, non è vero.

(Steven J. Thayer, Linda Sue Nathanson)

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