Storie Vere Ai Confini dell'Anima

Storie Vere Ai Confini dell’Anima – Genni è tornata

In GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA by Daniela A.R. Comments

Storie Vere Ai Confini dell’Anima – Genni è tornata

A proposito di esperienze soprannaturali con animali, Genni, la mia piccola Jack russel, è venuta a trovarmi qualche settimana dopo che è morta.
La sua scomparsa mi ha spezzato il cuore, anche se sapevo che, come gli umani, anche gli animali “vanno avanti”.

Una mattina mi sono svegliata con l’idea di alzarmi per prepararmi e andare al lavoro. Avevo ancora gli occhi chiusi, ma ero completamente sveglia, ve lo assicuro.

All’improvviso ho sentito il familiare tonfo che faceva Genni saltando sul letto. Anche a occhi chiusi vedevo chiaramente il suo buffo musetto. Allungai una mano e la sentii fisicamente, accarezzai davvero il suo corpicino caldo.

Per una trentina di secondi rimasi sdraiata a fare le coccole, poi, gradualmente, sentii svanire la sua presenza fisica. Ribadisco che, pur avendo gli occhi chiusi, ero del tutto sveglia.

Un’altra esperienza che ho avuto il privilegio di vivere è successa quando la mia terapista di reiki perse Charlie, la sua vecchia cagna. Non sapevo nemmeno che avesse un cane ma, quando ci vedemmo per il nostro appuntamento mensile, mi disse di essere turbata perché una sua cliente le aveva detto che gli animali non sopravvivono alla morte.

Chiaramente noi la pensavamo diversamente! Un pò di giorni dopo decisi di impulso di regalare a Tracy un libro sugli animali e l’aldilà. Andai in Internet e ne trovai diversi. Ne scelsi uno perché attratta dalla copertina: la foto di un golden retriver. Il libro mi arrivò per posta, ma mi chiesi se non fosse troppo presto per darlo a Tracy.

Magari si sarebbe offesa. Alla fine decisi di seguire la mia prima impressione e le diedi il libro al nostro successivo appuntamento.

Lei fissò la copertina per un istante, poi disse: ”Mi scusi solo un momento”, e uscì dal locale dei trattamenti. Tornata, mi consegnò una fotografia dicendo solo: “ Questa è la mia Charlie”.

Ebbene, mi venne la pelle d’oca. La foto del suo cane era la copia esatta di quella sulla copertina del libro! Io non sapevo nemmeno che Charlie fosse un golden retriever, ma i cani delle foto erano identici persino nell’espressione degli occhi e nel modo di girare la testa. Tracy mostrò il libro alla figlia, che era triste perché era cresciuta insieme con l’animale e che, a quanto pare, aspettava di ricevere un segno rivelatore.

Sia Tracy che io siamo convinte che Charlie mi abbia dato un colpetto di coda mentre sceglievo il libro, sapendo che questo avrebbe aiutato la famiglia a far fronte al dolore.

(Messaggi di Luce-Theresa Cheung)

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