nascere una scelta o un destino

Nascere una scelta o un destino

In KARMA E REINCARNAZIONE by Daniela A.R. Comments

Nascere una scelta o un destino ?

Una domanda importante, che rivolgo spesso durante la seduta di ipnosi regressiva, una volta che l’ho riportato indietro al secondo mese di vita intrauterina, e che lo coglie di sorpresa, è se ha scelto di nascere.

Infatti  da un punto di vista razionale non ci si pone quasi mai questo interrogativo, dato che in genere crediamo che la nascita non dipenda affatto da noi.

A differenza di quanto replicheremo in stato di veglia, la risposta invece è quasi sempre positiva. Molto rari i dubbi. Qualcuno dice addirittura: “Si , mi fa rabbia ammetterlo, ma ho scelto io”.
Subito dopo chiedo al soggetto se si è scelto sua madre e suo padre. “Si ho scelto mia madre: non poteva essere che lei”. Oppure “Mio padre è bellissimo: è stato un grande amore. Invece per mia madre provo un astio che mi blocca e che deriva da un’altra vita. Tuttavia ho scelto entrambi, perché in questa famiglia riceverò dei valori importanti”.
Il più delle volte queste risposte non sono condizionate dal rapporto instaurato nel corso della vita: infatti c’è chi ritorna sulla terra richiamato dal genitore a cui è più legato affettivamente e a volte da quello con cui ha più problemi.

Ma ecco un’altra sorpresa: mentre  il soggetto si trova nello spazio e sperimenta la discesa sulla terra, poco prima di incarnarsi, ripeto la stessa domanda “Hai scelto di nascere?” Seguita da: “Sei solo o ti guida qualcuno?”. Ed ecco che molti si vedono scendere da una dimensione non ben precisata, scortati da una o due entità (simili a ombre bianche, a volte asessuate, a volte con caratteristiche maschili o femminili, che percepiscono a livello energetico), che li accompagnano fino sul piano materiale, affinché possano incarnarsi.

La scelta di venire al mondo talvolta è solo un’acquiescenza, come se accettassimo una proposta che anime più evolute ci fanno per il nostro bene per la nostra evoluzione. Se qualcuno rifiuta, sperando di poter rimanere in eterno in questo grembo cosmico dove tutto è pace, subito si sente sospinto da un energia fortissima oppure da un’entità che lo sollecita più o meno dolcemente lungo una specie di toboga, o dentro un vortice, che lo attira nel ventre materno.

“La mia non è stata una vera e propria scelta: ho sentito che non potevo far altro che accettare di nascere: è un passaggio obbligatorio per poter proseguire nel cammino evolutivo”, dice qualcuno. Lo stesso vale per la scelta dei genitori. Alcuni avvertono un disagio inspiegabile, un rifiuto fortissimo verso il ventre che li racchiude: “E’ terribile, non mi piace stare li”, racconta una donna che ha avuto rapporti conflittuali con la madre fin da piccola.

Oppure: “L’ho sempre rifiutata”, spiega un altra donna “Per me era un’estranea”. Però alla domanda “l’hai scelta tu?” La risposta senza esitazione e “si.”
Molti sentono che non potevano che optare per quella madre o quel padre, indipendentemente da quello che è stato  il rapporto affettivo nel corso della vita, come se ci fosse un legame antecedente, un forte affetto o anche solo un debito da saldare.

Alcuni sentono di essere stati inviati a quei genitori affinché facessero esperienza: “La mamma ha paura perché papà non mi vuole”, dice una ragazza. “Ma io so che dovevo nascere per insegnare a mio padre ad accettarmi”. Ed ecco la drammatica testimonianza di una bimba(nel grembo materno) che verrà abbandonata piccolissima una volta nata: “Provo un grande dolore: Lei non mi vuole, io lo so e non mi vuole neanche dopo. Sento un grande sconforto, credo già di sapere che cosa mi aspetterà dopo la nascita”.

Manuela Pompas  –  Reincarnazione, una vita, un destino

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