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L’INIZIO ( Molte vite molti Maestri)

In KARMA E REINCARNAZIONE by Daniela A.R. Comments

So che vi è una ragione per tutto. Forse nel momento in cui una cosa avviene non abbiamo né l’intuizione né il presentimento per comprenderne la ragione, ma col tempo e la pazienza essa viene alla luce. Così fu con Caterina. La incontrai nel 1980, quando aveva 27 anni. Era venuta nel mio studio cercando aiuto per attacchi di ansietà, panico e fobie.

Sebbene questi sintomi si fossero presentati fin dall’infanzia, negli ultimi tempi erano peggiorati. Per 18 mesi usai metodi convenzionali di terapia per eliminare i suoi sintomi. Quando nulla parve funzionare, tentai l’ ipnosi . In una serie di stati di trance, Caterina rievocò ricordi di vite passate, che si dimostrarono i fattori causali dei suoi sintomi. Divenne anche canale di informazione per entità spiritiche altamente evolute e attraverso di esse rivelò molti segreti della vita e della morte.

In soli pochi mesi i suoi sintomi scomparvero e lei riprese la sua vita più felice  e tranquilla di quanto fosse mai stata. Nulla mi aveva preparato questo. Rimasi assolutamente stupito quando questi eventi si rivelarono…
Ogni parola che leggerete è vera :

“Non riesco a respirare. Il petto mi fa male.”
Caterina ansimava, evidentemente soffrendo. “Il cuore mi fa male batte forte e ho tanto freddo.”
Caterina cominciò a tremare. “Nella stanza c’è gente che mi fa bere delle foglie di tè. Hanno uno strano odore. Mi strofinano un unguento sul petto. Ho la febbre, ma sento molto freddo.”
In questa vita morì serenamente, fluttuando verso il soffitto poté vedere il suo corpo nel letto, una piccola rugosa donna sulla sessantina. Stava solo fluttuando, in attesa di qualcuno che venisse ad aiutarla. Si rese conto di una luce e di sentirsi attratta da essa. La luce stava diventando più brillante e luminosa. Attese in silenzio mentre i minuti passavano lentamente. Improvvisamente fu in un’altra vita, migliaia di anni prima.
Caterina mormorava piano: “vedo una quantità di aglio appesi in una stanza aperta. Ne sento l’odore. Si crede che elimini molti mali del sangue e purifica il corpo ma bisogna prenderlo ogni giorno. L’aglio e anche fuori, ai margini di un giardino. Vi sono altre piante… Fichi, datteri e altre. Queste piante fanno bene. Mia madre compra aglio e altre piante. Qualcuno in casa è malato. Vi sono strane radici. A volte si tengono in bocca, o nelle orecchie o in altri orifizi. Basta tenerli. Vedo un vecchio con la barba, è uno dei guaritori del villaggio. Dice quello che bisogna fare. Vi è una qualche pestilenza, uccide le persone. Esse non vengono imbalsamate perché si ha paura della pestilenza. Vengono solo sepolte. Tutti se ne dolgono. Sono sicuri che l’anima, in questo modo, non può liberarsi. Anche il bestiame muore. L’acqua… Allagamenti… La gente si ammala per gli allagamenti. Anch’io ho dei disturbi per l’acqua. Fa male allo stomaco. La malattia colpisce gli intestini e lo stomaco. Si perde una gran quantità d’acqua. Cerco di vomitare l’acqua ma è questo che uccide. Vomito l’acqua. Vedo mia madre e i miei fratelli. Mio padre è già morto. I miei fratelli sono molto malati.”
Feci una pausa prima di portarla avanti nel tempo. Ero affascinato dal modo con cui le sue concezioni della morte e dell’aldilà cambiavano di vita a vita. E tuttavia la sua esperienza della morte stessa era così uniforme, così simile, ogni volta. Una parte cosciente di lei lasciava il corpo al momento della morte fluttuando su di esso e poi veniva attratta da una meravigliosa luce energetica. E allora lei aspettava che qualcuno venisse ad aiutarla. L’anima si liberava automaticamente. L’imbalsamazione, i riti funebri, e ogni altro processo dopo la morte, non avevano niente a che fare con questo. Era automatico, nessuna preparazione era necessaria, come passare per una porta aperta.
La regione è spoglia e arida… Non vedo montagne qui intorno, solo una zona piatta e arida. Uno dei miei fratelli è morto. Io mi sento meglio, ma il dolore non è scomparso.”
Comunque non visse ancora molto. “Sono sdraiata su di un pagliericcio, con una coperta addosso.”
Era molto malata e nessuna quantità di aglio o di altre erbe poteva impedire la sua morte. Presto fluttuò sopra il suo corpo, attratta dalla luce familiare. Attese con pazienza che qualcuno venisse da lei.
La sua testa cominciò a volgersi lentamente a destra e a sinistra come se osservasse una scena. La sua voce fu  alta e forte. “Mi dicono che ci sono molti dei, perché Dio è in ognuno di noi.”
Quello che disse in seguito mi lasciò senza fiato , mi tolse l’aria dai polmoni:
“Tuo padre è qui, e anche tuo figlio che è un bambino piccolo. Tuo padre dice che lo riconoscerai perché il suo nome è Avrom, e tua figlia porta il suo nome. Inoltre la sua morte fu dovuto al cuore. Anche il cuore di tuo figlio dava preoccupazioni perché era avvolto all’indietro come quello di un pollo. Tuo padre fece un grande sacrificio per te, per amore. La sua anima è molto avanzata… La sua morte ha sanato i debiti dei suoi genitori. Inoltre voleva mostrarti che la medicina può arrivare solo a un dato punto, che le sue mete sono molto limitate.”
Caterina finì di parlare e io rimasi in silenzio religioso mentre la mia mente cercava di chiarire le cose. La stanza sembrava gelida.
Caterina sapeva pochissimo della mia vita personale. Sulla mia scrivania avevo una fotografia di mia figlia bambina che rideva felice con i suoi due dentini in una bocca peraltro sdentata, accanto a essa vi era la foto di mio figlio. Oltre questo, Caterina non sapeva nulla della mia famiglia e della mia storia.

Ero stato bene addestrato nelle tradizionali tecniche psicoterapeutiche. Si supponeva che il terapista fosse una tabula rasa, un foglio bianco su cui il paziente poteva proiettare i propri sentimenti, i propri pensieri e i propri orientamenti. Questi, allora, potevano essere analizzati dal terapista, ampliando l’aria mentale del paziente. Io avevo mantenuto questa distanza terapeutica con Caterina. Lei mi conosceva solo come un psichiatra, ignorando tutto il mio passato e la mia vita privata. Non avevo mai messo in mostra i miei diplomi nel mio studio.

 

La più grande tragedia della mia vita era stata l’improvvisa morte del mio primogenito, Adam, che aveva solo 23 giorni quando scomparve, all’inizio del 1971. Circa 10 giorni dopo che lo avevamo portato a casa dall’ospedale, aveva sviluppato problemi respiratori e vomito convulso. La diagnosi fu estremamente difficile a farsi. “Drenaggio polmonare venoso completamente anomalo con un difetto arteriale” , ci fu detto. Avviene una volta su circa 10 milioni di nascite. Le vene polmonari, che si suppone riportino sangue ossigenato al cuore, erano dirette in modo anomalo entrando nel cuore dal lato errato. Era come se il cuore fosse rovesciato. Fenomeno estremamente raro. Un disperato intervento chirurgico a cuore aperto non poté salvare Adam, che morì alcuni giorni dopo. Piangemmo per mesi la caduta delle nostre speranze e dei nostri sogni. Nostro figlio Jordan nacque un anno dopo, grande balsamo per le nostre ferite.

 

Al tempo della morte di Adam, io ero rimasto incerto circa la scelta della psichiatria come carriera. Stavo svolgendo il mio internato di clinica medica e mi era stata offerta una posizione stabile in questo campo .Dopo la morte di Adam, decisi di abbracciare la professione di psichiatra. Ero furioso con la medicina moderna, che con tutte le sue capacità e le sue tecniche progredite, non avesse potuto salvare mio figlio, un bambino di pochi giorni. Mio padre era stato in eccellente salute fin che aveva avuto un grave attacco cardiaco nel 1979, a 61 anni. Sopravvisse per il momento, ma il cuore era rimasto irrimediabilmente danneggiato, e morì tre giorni dopo. Tutto questo era avvenuto circa nove mesi prima del mio appuntamento con Caterina. Mio padre era stato un uomo religioso, più in senso ritualistico che spirituale. Il suo nome ebraico,Avrom, gli si adattava meglio dell’inglese Alvin. Quattro mesi dopo la sua morte, nacque nostra figlia,  Amy e le fu imposto anche il nome di lui.
Adesso, nel 1982, nella penombra del mio tranquillo studio, un’assordante cascata di verità segrete veniva versata su di me. Nuotavo in un mare spirituale e l’acqua mi piaceva. Mi sentivo sulle braccia la pelle d’oca.

Caterina non poteva sapere tutto questo. Non era possibile nemmeno prenderlo in considerazione. Il nome ebraico di mio padre, il fatto che avevo avuto un figlio morto nelle prime settimane di vita per un difetto cardiaco che si presenta una volta su 10 milioni, le mie incertezze sulla medicina, la morte di mio padre e il nome di mia figlia, tutto questo era troppo, troppo specifico e troppo vero. Questo non sofisticato laboratorio tecnico era un canale per una conoscenza trascendentale. E, se poteva rivelare queste verità, che cosa d’altro vi era? Dovevo conoscere di più.
Chi”, furfugliai, “chi è lì?. Chi le dice queste cose?”
“I Maestri“, mormorò lei “Gli spiriti Maestri mi parlano. Mi dicono che ho vissuto 86 volte nello stato fisico”.
Il respiro di Caterina rallentò, la sua testa smise di volgersi a destra e a sinistra, riposava. Volevo proseguire, ma le implicazioni di ciò che aveva detto mi distraevano.

 

Aveva realmente avuto 86 vite? E che dire dei Maestri? Era possibile? Le nostre vite potevano essere guidate da spiriti che non hanno corpi fisici ma sembrano possedere grande conoscenza? Vi sono gradini che conducono a Dio? Era reale tutto questo? Trovavo difficile dubitarne considerando ciò che lei mi aveva appena rivelato, tuttavia lottavo per credere.

Stavo superando anni di programmazione alternativa. Ma nella mia testa, nel mio cuore, nella mia carne, sapevo che aveva ragione. Stava rivelando delle verità. E che dire di mio padre e di mio figlio? In un certo senso  erano ancora vivi, non erano mai realmente morti. Mi parlavano,  dopo la loro sepoltura, e lo provavano dicendomi specifiche e segrete informazioni! E poiché tutto ciò era vero, mio figlio era progredito spiritualmente come Caterina aveva detto? Aveva accettato di nascere e di morire 23 giorni dopo per aiutarci nei nostri debiti Karmici e, inoltre, per darci informazioni sulla medicina e il genere umano e per ricondurmi alla psichiatria? Mi sentivo molto rincuorato da queste idee. Sotto il gelo che provavo sentivo muoversi un grande amore, un forte sentimento di unione e di collegamento con il cielo e con la terra…

Brian Weiss* – Molte vite Molti Maestri

*Il dottor Brian Weiss laureato alla Columbia university e alla Yale Medical School, ha diretto per anni il dipartimento di psichiatria al Mount Sinai medical center di Miami. Attualmente dirige uno studio privato per la terapia regressiva e la psicoterapia spirituale.

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