Lettere dopo la morte

Lettere dopo la morte

In GLI SPIRITI COMUNICANO CON NOI by Daniela A.R. Comments

Lettere dopo la morte

Lo ricavo dal volume di William Stead : Letters from Julia. In cui tutto ciò che Julia l’amica defunta dello Stead, ha da riferire intorno all’ambiente spirituale, è a tal segno interessante ed istruttivo, da rendere difficile il compito di procedere a una cernita . 

In merito alle prove di identificazione personale fornite dalla defunta, si può affermare che esse si svolsero a getto continuo, e che quasi sempre non furono richieste, ma scaturirono dal contesto dei messaggi stessi. Giova premettere che la giovane gentildonna Julia era vincolata da una profonda amicizia con un’altra donna di nome Elena, e come avviene qualche volta in simili circostanze, le due amiche avevano tra di loro concluso un patto solenne, secondo il quale la prima che venisse a morire si impegnava ad apparire all’altra al fine di dissipare in lei ogni dubbio circa la vita dopo la morte. Giulia fu la prima a morire, e l’amica attese invano per qualche mese che l’amica defunta si manifestasse. Ma finalmente, una notte si svegliò di soprassalto, scorgendo essa di lato, nella camera illuminata da un’abbagliante luminosità spirituale, l’amica sua che le sorrideva in un atto espressivo, quasi che volesse farle comprendere che era venuta per assolvere il patto. Questa cosa si ripetè per 2 notti.
Parecchi mesi dopo capitò ad Elena di doversi recare nella contea in cui risiedeva William Stead, (noto per le sue spiccate qualità medianiche) e così si decise di recarsi da lui per metterlo al corrente di quanto le era capitato. Il quale le propose di provare un contatto tramite la scrittura medianica. Il che si realizzò immediatamente, iniziando in tal modo una lunga serie di lettere indirizzate ad Elena, che lo Stead riceveva ed inviava a quest’ultima.Ecco alcuni passaggi delle numerose lettere .
Nella prima lettera di Giulia all’amica Elena, quest’ultima in questo caso era presente, cominciò così:

Mia carissima, allorché esulai dalla vita terrena, tu pensasti che io mi ero allontanata per sempre da te, ma io invece non fui mai tanto vicina a te, come dal giorno in cui sono morta. Mi trovai all’improvviso emancipata dal corpo, ritta accanto al letto in cui la mia salma giaceva, ed era una sensazione molto strana. Scorgevo ogni cosa a me intorno esattamente come se fossi ancora nel corpo. Nessuna pena nella crisi del distacco, provavo invece un senso di pace serena e senza pensieri, dalla quale mi riscossi per trovarmi, come dissi, ritta in piedi accanto alla mia vecchia carcassa. In quel momento non vi era alcuno nella camera, mi trovavo sola col mio cadavere. Sulle prime non sapevo capacitarmi come mai, da un momento all’altro, io mi fossi sentita stranamente guarita. Ma quando vidi il mio corpo irrigidito nel letto compresi che cosa mi era accaduto. Mentre ero assorta nel pensiero del grande evento, si aperse la porta e vidi entrare H.

Essa appariva in volto desolatissima, e rivolse parole strazianti d’amore al mio corpo, come se il mio corpo fosse in grado di ascoltarle. Io restavo di lato, vicinissima, ma tutti i pensieri di lei erano a tal segno concentrati sulla povera salma che avevo abbandonato, che la situazione mi apparve così assurda, da farmi sentire in vena di ridere. Non provai a parlarle, in attesa che, distogliendo l’attenzione dal mio corpo, fosse finalmente in grado di ascoltarmi. Ma, d’improvviso, una luminosità abbagliante invase la camera. Era entrato un Angelo, il mio angelo custode il quale mi disse: “Vengo per guidarti e ammaestrarti intorno alle leggi dell’esistenza spirituale.” Io lo guardavo con ammirazione attonita, ed egli, toccandomi leggermente sull’omero, disse:”Vieni con me, è tempo di andarcene.”
Abbandonammo insieme la camera e la salma, scendendo nella strada. Come tutto era cambiato! Come ogni cosa appariva diversa! La strada era affollata di spiriti, che io distinguevo perfettamente. Erano in tutto simili a me e al mio angelo custode. Quest’ultimo era bianco vestito, e maestosamente bello. Dopo un certo tempo lasciamo la strada elevandoci rapidamente in alto, fino a giungere un ambiente spirituale, dove mi incontrai con parecchi amici defunti, i quali mi inpartirono le prime norme da seguire nel mondo spirituale. La principale delle quali era che io dovevo rendermi utile secondo le mie disposizioni naturali. Seppi dai defunti in un discorso che le loro modalità di vita non differivano in fondo da quelle da essi condotti in terra: vivevano ed erano felici, assolvendo con spontaneità dilettevole i loro compiti, e uniformandosi in tutto alla grande legge dell’amore. Dopo una breve permanenza in quel delizioso ambiente, fui colta dal ricordo assillante di te, mia carissima, per cui mi prese un vivo desiderio di tornare al mondo vostro, e il mio angelo custode subito mi ricondusse nel mio ambiente domestico. Trovai che la mia salma giaceva ancora nel letto, e per quanto la cosa non mi interessava, fui penosamente sorpresa scorgendo intorno al letto tante persone care le quali singhiozzavano in silenzio, e tra questi ceri tu! Io contemplavo, mia cara, il tuo volto irrorato dal pianto. Avrei voluto parlarti, confortarti, informandoti che lungi dall’essere morta, io ti stavo vicina più vivente che mai! Ma non mi fu possibile farti comprendere… Ci provai, ma tu non ascoltavi! Desolata, chiesi al mio Angelo custode: “Ma sarà sempre così? Non arriverò mai a farmi comprendere?”
Rispose:”Verrà il giorno che tu potrai conversare liberamente con l’amica tua, ma per ora essa non è in grado di udirti. Attendi.”
Quando lo spirito esula dal corpo, viene accolto ed assistito dai familiari e dagli amici più cari, ma qualche volta, prima che ciò avvenga, intercede un intervallo di tempo più o meno lungo, e questo è stato il mio caso. Io sono morta ancora giovane, nel pieno rigoglio della vita, questo è il motivo per il quale solo il mio angelo custode venne per primo ad accogliermi nel mondo spirituale.
Allorché lo spirito abbandona il corpo e e si risveglia nel mondo spirituale si avvede di essere nudo, come la nascita terrena. Almeno così avvenne a me… Pensai pertanto con vivo desiderio alla mia vestaglia, e mi vidi all’istante vestita. Quando noi pensiamo a una cosa desiderandola, la cosa prende forma all’istante…
Vi sono defunti che per le condizioni in cui si disincarnano ,si trovano momentaneamente sbalzati  soli in un mondo sconosciuto e strano. Ora è in tali evenienze che intervengono i loro Angeli custodi, di cui già ti parlai. Per quanto mi fu dato accertare, questi messaggeri d’amore intervengono in servizio di tutti i nuovi arrivati nel mondo spirituale, nel senso che non vi sono distinzione tra buoni e cattivi. Tutti gli spiriti che si disincarnano sono assistiti dai loro angeli custodi, con la differenza che i reprobi non li scorgono. Solo i defunti normalmente buoni possono approfittare consapevolmente dei loro suggerimenti e avvertirne costantemente la presenza…

I reprobi invece la ignorano e quando gli angeli custodi tentano di avvicinarsi ad essi per iniziare la redenzione, i reprobi non li scorgono, non li sentono e non la intuiscono. Ma sebbene non li avvertano, gli angeli custodi sorvegliano amorosamente quelle povere anime traviate, le quali sono attanagliate da intense sofferenze morali, il che è necessario se si vogliono detergere le macchie impresse nelle loro anime da un’esistenza incarnata senza amore…

Quando il mio Angelo custode mi rivolse per la prima volta la parola, io mi sentii vibrare per la sorpresa e l’emozione. Avevo riconosciuto quella voce! Ed era così, egli, infatti, mi aveva sorvegliato e consigliato durante la vita terrena sebbene io lo ignorassi. Tutti i viventi dispongono del loro angelo custode, il quale sebbene ignorato dai viventi, li suggestiona per il bene, o li dissuade dal male, nei limiti del possibile. Gli angeli custodi si mantengono in rapporto con i viventi tramite il pensiero, e i viventi accolgono sovente i loro consigli, ma li ritengono buone ispirazioni della loro mente.

Allorché il mio angelo custode mi condusse dei miei defunti ne trovai adunati 5 o 6, tra parenti ed amici, ma la sorpresa più grande e più bella fu l’incontro con la mia sorellina morta nell’infanzia. Mi si presentò nelle sembianze di bimba qual’era al momento della sua dipartita, molti anni or sono. Si comprende che essa aveva assunto le sembianze di bimba allo scopo di farsi riconoscere, ma più tardi, allorché parenti ed amici mi avevano impartito le prime nozioni sulle modalità dell’esistenza spirituale, la mia sorellina riprese le sembianze che aveva attualmente, cioè di una splendida giovane adulta.

Nessuna difficoltà per noi di assumere temporaneamente la forma che desideriamo per le necessità del momento. Non intendo dire, che noi possiamo assumere permanentemente qualunque sembianze, ma possiamo soltanto assumere temporaneamente la forma che ci abbisogna per le circostanze del momento, giacché il pensiero può manipolare a piacimento il proprio corpo eterico.

Vi sono cose che mi riesce difficile riferirti, altre che mi è impossibile farlo, ed altre ancora che è vietato riferire ai viventi. Rimane nondimeno un cumulo abbondante di verità semplici, che io posso trasmettere ai viventi per ausilio della tua mano, purché io riesca a persuaderti di mantenerti passivo…. Quando si muore si passa per una crisi la quale, a seconda dei casi ,differisce notevolmente. Nelle mie lettere già ti spiegai ciò che ho provato io, nessuna pena, nessuna sorpresa penosa, nessuna sensazione spiacevole  salvo quella di svegliarmi da un profondo sonno per ritrovarmi perfettamente guarita. Questa la mia esperienza, ed era una fortunata esperienza, la quale, del resto, è la più comune, non però generale.

Dunque, quando un vivente muore, egli si risveglia per ritrovarsi quello di prima. Sempre lui, o sempre lei. Se si tratta di un bimbo, egli si ritrova il bimbo di prima, se si tratta di un vecchio, egli rimane il medesimo vecchio. Se così non fosse voi perdereste la vostra identità personale, e immaginereste di essere stati incarnati nel corpo altrui. Quando un neonato muore, la di lui coscienza non ha quasi funzionato in ambiente terreno. Egli, in realtà, è nato nel nostro mondo, anziché nel vostro. Nessuna esperienza terrena, nessuna reminiscenza del vostro mondo. Vivrà, si svilupperà in ambiente spirituale…

Vi è un’altra categoria di defunti i quali per qualche tempo perdono ogni ricordo della loro esistenza terrena e da altri che rimangono lungo tempo in condizione di totale incoscienza… Ciò accade generalmente a coloro i quali non credevano alla sopravvivenza dello spirito…
(Fine prima parte)

Ernesto Bozzano -La crisi della morte

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