ESPERIENZA DI PREMORTE DI UNA DONNA

ESPERIENZA DI PREMORTE DI UNA DONNA – Testimonianza di una NDE

In NDE ESPERIENZE DI PREMORTE by Daniela A.R. Comments

ESPERIENZA DI PREMORTE DI UNA DONNA

Ero in cattive condizioni, al pronto soccorso, nell’estate del 1987.

Continuavo a perdere conoscenza e a tornare in me. Ricordo la voce del medico che diceva: “Non possiamo fare nient’altro” a qualcuno, e contemporaneamente mi accorsi di essere uscita dal corpo e di sollevarmi verso l’alto. Sentivo la schiena che mi premeva contro il soffitto della stanza. Osservavo il medico e due infermieri muoversi attorno al mio corpo, che giaceva sul letto, sotto di me. Parlavano, e udivo chiaramente cosa dicevano: niente di positivo!

Ebbi l’impressione di galleggiare, contro il soffitto, per circa un minuto. Mi sentivo stranamente calma, profondamente tranquilla e pacifica nell’osservare serenamente la scena.

Mi sentii tirare verso l’alto attraverso il soffitto e schizza ai a velocità folle verso tutt’altro luogo. Poi mi ritrovai a galleggiare/volare in un tunnel lungo diversi kilometri buio e vuoto, e mi accorsi che sfrecciava veloce perché avevo l’impressione che il vento mi accarezzasse e mi passasse tra i capelli.

Mi sentivo ancora calma e serena, senza alcuna paura. Avvertivo un senso di liberazione, di libertà immensa e di leggerezza. Vedevo a kilometri di distanza e alla fine di quel tunnel buio e lungo scorsi una luce bianca fortissima. Una luce bianca quasi accecante.

Il tunnel era freddo buio e ventoso eppure avvertivo un senso irresistibile e generale di pace, gioia e calma profonde.

Era come essere immersi in un bagno caldo pieno di schiuma o avvolti in una coperta di serenità e pace assoluta. Non riesco a descriverlo adeguatamente e non ho più provato nulla del genere sulla terra prima e dopo l’esperienza di NDE.

Quando giunsi in fondo al tunnel, nella luce forte mi trovai a galleggiare a mezz’aria in un’atmosfera limpida, leggera, vuota, luminosa e trasparente come aria. All’improvviso avvertì un’ondata di gioia immensa, mi sentii sollevata piena di pace e di gioia indicibile. E ricordo con chiarezza che provai per la prima volta una libertà autentica, come se ogni atomo del mio essere fossi libero e pieno di felicità.

Mentre avanzavo volando (o meglio, ero sospinta da una forza esterna) apparve un muro di pietra abbastanza alto, lungo chilometri e chilometri, alla mia destra, e anche se era alto (forse 3 metri) potevo sollevarmi e vedere cosa c’era dietro.

Quello che vidi aldilà del muro era il luogo più bello più sereno e incredibile che si possa immaginare: un giardino sconfinato, con fiumi, laghetti, fontane, fiori, alberi, colline, prati, valli e così via. Ma la cosa più bella era il colore. I colori di ogni particolare erano brillanti, vivaci, quasi iridescenti e luminosi, come se fossero in un certo senso vivi. Non assomigliava a nessun paesaggio terrestre, ma piuttosto a colori in super technicolor, splendenti e incredibilmente vibranti, limpidi e trasparenti.

Alcuni particolari mi si impressero subito nella mente: sentieri che parevano fatti di vetro iridescente o qualcosa di simile, dai colori splendenti, e portavano verso una destinazione lontana, in un paesaggio che pareva senza fine. Riuscivo a vedere fontane, fiumi, alberi e fiori di una bellezza indicibile.

C’era anche un edificio molto insolito, interessante, l’unico che riuscissi a vedere. Era piccolo, semplice, e sembrava un incrocio tra un gazebo da giardino e un tempio con la cupola simile a quella di una moschea, fatta d’oro e di luce. Raggi di quella luce dorata e intensa si propagavano nel paesaggio circostante. Sapevo che tutti, prima o poi, avrebbero dovuto entrare in quell’edificio.

C’erano panche e poltroncine confortevoli disposte in giro per i giardini, anche in lontananza, e parecchia gente. Sì, c’erano tante persone, dall’aria normalissima, sedute qua e la, e chiacchieravano a voce bassa e pacata, sussurrando dolcemente. Alcune si erano radunate in gruppetti sotto gli alberi, altre erano sedute sull’erba, altre ancora passeggiavano lungo i sentieri. Non riuscivo a distinguere le parole o le singole voci, sembrava quasi che comunicassero senza parlare, ma avevo comunque la certezza che stessero conversando tra loro. Sembrava che indossassero tuniche o altri indumenti dalla foggia non terrestre, ma erano decisamente umani!

Regnava un senso profondo di pace e calma fra tutti. Ebbi la netta sensazione che stessero aspettando. Era come se quella fosse la sala d’attesa o la reception. Tutti, in quel luogo, erano in attesa.

Sembrava un giorno estivo, tiepido, piacevole, non troppo caldo, e io mi spostavo a mezz’aria lungo quel muro, spingendo lo sguardo verso il paesaggio che si trovava dietro, quando a un tratto mi si parò davanti un cancello. Era un cancello normalissimo, di foggia antiquata, di legno, di quelli che si aprivano lungo vecchi muri di pietra o nei giardini. Mentre avanzavo vidi una figura lì accanto, che galleggiava a mezz’aria come me.

Mi parve di metterci parecchio tempo ad avvicinarmi come se i miei movimenti non erano determinati da me ma da un’altra energia che mi spingeva avanti lentamente. Infine giunsi al cancello e lì, di fronte a me, mi ritrovai mia nonna materna, a grandezza naturale e in carne e ossa, che Dio la benedica, morta quando avevo cinque anni (più di 38 anni fa).

La mia famiglia non ne parlava mai, quindi non avevo molti ricordi di lei di quando ero piccola o stavo crescendo. Invece eccola lì, solida, non un’apparizione spettrale, ma concreta e reale. Avrei potuto tendere una mano e toccarla, lei stava lì, tranquilla, Viva, vera, bella e radiosa (era morta di tumore ai polmoni).

Mi fece un sorriso dolcissimo e amorevole, e sentii il suo braccio. Anche se non mi toccò, avvertì fisicamente le sue braccia attorno a me e un’ondata enorme di amore. Mi fece la coccola più tenera e affettuosa che avessi mai ricevuto. Fu meraviglioso e così reale, anche se mi parve che non si muovesse e non mi toccasse neppure. Avvertii amore, pace, gioia e calma incredibili, mai provati prima, dentro di me e in quel luogo, in tutte quelle persone. Una calma, una pace e un amore profondissimi.

Ricordo chiaramente tutto ciò come se fosse accaduto stamattina. Mi sentivo tanto felice. Mia nonna mi parlò, con voce chiara e vibrante, anche se la bocca non si mosse e continuò a sorridermi.

Capii che parlava direttamente al mio cervello, alla mia mente, senza dire una parola, eppure comprendevo benissimo ciò che mi diceva. Mi trasmise un messaggio molto eloquente (tre frasi chiarissime che non dimenticherò mai): “Non siamo ancora pronti per te, Devi tornare indietro” e infine “C’è qualcosa che devi fare. La tua missione.”

Mi fece un altro sorriso affettuoso che sembrò riempirmi di pace, amore e gioia.

Poi, nello spazio di meno di un secondo, mi sentii sospingere indietro, a velocità più sostenuta, stavolta, lungo il muro, e vidi mia nonna scomparire in lontananza. Venni risospinta a ritroso verso la galleria, poi lungo il tunnel, ma con lo sguardo rivolto verso il luogo dove ero appena stata, e mi sentii tornare nel mio corpo, con un colpo e uno spasmo udibili (come quando sogni di cadere da un precipizio e ti svegli di soprassalto, soltanto 100 volte più violento). Fu quello il momento in cui mi svegliai e ripresi a dare segni di vita sulla barella dell’ospedale.

Tutto ciò accadde 22 anni fa. Mi ripresi del tutto è godetti di buona salute per molti anni. Fu un miracolo per me. E fu l’inizio di una serie di eventi, come il mio nuovo interesse per i temi spirituali (non avevo mai conosciuto né provato trasporto per argomenti spirituali o legati a esperienze di premorte o aldilà).

Dopo quell’episodio, e per alcuni anni, talvolta ebbi l’impressione che mia nonna fosse vicino a me, mi parve di avvertirne la presenza nella stanza, e un paio di volte avrei potuto giurare di sentirla parlare, ma mi convinsi di essermelo immaginato. Non parlai mai a nessuno di questi eventi per molti anni, a eccezione di una cara amica. Non feci mai nulla per contattare mia nonna o per sviluppare le mie doti in quel campo anche perché a essere onesta quell’idea mi spaventava un po’! Ma cominciai a leggere molti libri su ogni genere di tema spirituale, e lessi la Bibbia per la prima volta.

Penny Sartori  – Oltre il confine della vita

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