Angeli Custodi

COME FACILITARE IL CONTATTO CON L’ANGELO CUSTODE

In ANGELI E ANGELO CUSTODE by Daniela A.R. Comments

CONTATTO CON L’ANGELO CUSTODE

Il dialogo con gli Angeli è naturale e gioioso, ed essi lo gradiscono quanto noi.

Ma se le cose stanno così, perché non trascorriamo tutti ogni minuto a colloquio con loro? Ciò non accade perché noi dobbiamo incontrarli sulla loro frequenza, che è diversa dalla nostra.

Poiché non possiedono un corpo in carne e ossa, le loro vibrazioni sono più lievi. Per comunicare con gli Angeli, dobbiamo abbandonare il nostro Stato mentale ordinario-quello relativo al lavoro, alle relazioni affettive, allo spazio vitale, alla salute eccetera- e appellarci all’Intelletto Superiore.

A questo scopo, è necessario imparare a lasciarsi andare completamente. A liberare se stessi.

Liberarsi delle preoccupazioni, dei timori, dell’opinione negativa di sé permette di accedere a quello stato di lucidità, neutralità e amore incondizionato, tipico dell’universo angelico. È l’entrata di un luogo di pace e clemenza universali. Ed è una sensazione splendida.

Gli Angeli sono pronti ad aiutarci nella nostra quotidianità.

Le preoccupazioni di tutti i giorni non sono affatto prive di valore. Ed è proprio per la loro importanza che esse contribuiscono al rapporto con noi stessi. Tale percezione di sé è un fattore altamente significativo per lo stabilirsi di un contatto Angelico.

Se la nostra autostima è carente, se ci sentiamo immeritevoli o siamo schiacciati da sensi di colpa, o nutriamo sentimenti negativi verso il prossimo, il nostro SE’ Superiore ci è inaccessibile. Per volare insieme agli Angeli bisogna viaggiare leggeri.

È necessario raggiungere l’illuminazione. Ciò non vuol dire che solamente i santi possono parlare con gli Angeli; solo, per poter dialogare dobbiamo liberarci dal fardello emotivo da cui siamo oberati per la maggior parte del tempo.

Vi è un particolare aspetto dell’ego che talvolta compromette il contatto con gli Angeli. Non vi è alcun male nell’ego, anche se esso gode di una pessima reputazione in alcuni circoli spirituali.

L’ego cura i nostri interessi, ci protegge dalle delusioni e dal senso di fallimento. Ma se non è nutrito da un amorevole accettazione di sé, l’ ego sviluppa un lato negativo che riflette sentimenti di indegnità e autocritica.

Questa voce negativa risuona nella nostra mente. È quella parte della coscienza che giudica, e il verdetto è “Colpevole” o “Insufficiente”. Ci critica e ci rimprovera instaurando uno sfavorevole confronto con i irraggiungibili standard di perfezione. Oppure ci lusinga, sminuendo gli altri per farci sentire meglio, irridendo i loro difetti e le loro manchevolezze.

Talvolta la voce parla in prima persona: “Sono senza speranza, non riuscirò mai a combinare nulla di buono”; altre volte usa la seconda persona “Razza di stupido perché lo hai fatto?”. Quando questa voce tiene banco, è impossibile aprire il proprio cuore.

Il modo migliore per trattare con questa voce negativa è ammetterne l’esistenza.

Iniziamo con un semplice: “Oh, ecco di nuovo la mia voce negativa”. Come un bimbo noioso in cerca di attenzioni, la voce reagirà positivamente al riconoscimento, abbassando il volume. Se anche voi udite questa voce, dovete identificare il sentimento negativo che alberga in voi.

Per aiutarvi a isolare le sacche di negatività, ecco una lista di argomenti prediletti dalla voce negativa, e dei comportamenti che ne derivano:

 

Indegnità = paura dell’intimità

Dubbio = abbandono

Paura delle delusioni = rifiuto

Perfezionismo = risentimento

Orgoglio = invidia

Inadeguatezza = gelosia

Eccessivo senso critico verso se o gli altri =  senso di colpa

Rabbia = vittimismo

Ostilità  = vergogna

Dolore = biasimo

Ripugnanza per se stessi =  disonestà

Senso di alienazione =  diniego

Bisogno di controllo = incapacità di concentrazione

Ambivalenza =  indugio

Indecisione = stanchezza

Noia =  depressione

Apatia =  avidità.

L’esercizio seguente vi aiuterà a identificare le vostre sacche di negatività correttamente da soli.

Come per tutti gli esercizi riportati, sarebbe utile prima di iniziare praticare la meditazione base, Angelica.

Tenete quaderno e penna a portata di mano. Mettetevi comodi e concentratevi tutto il tempo necessario:

Sedete quietamente, con le mani appoggiate sul cuore. Lasciate affiorare tutti i sentimenti racchiusi in voi, qualunque sia la loro natura.

Inspirando, immaginate di inalare tolleranza.

Espirando, immaginate di espellere giudizio.

Sintonizzate la mente su qualsiasi cosa potrebbe precludere il vostro contatto con l’Angelo.

Prendete nota di quanto emerge.

Ponetevi la seguente domanda: “cosa potrebbe ostacolare il mio contatto con l’Angelo?”; Oppure: “perché non dovrei instaurare un dialogo con lui?”; O ancora: “cosa me lo impedisce?”.

Ascoltate le risposte della vostra mente.

Scrivetele.

Ripetete molte volte la sequenza: chiedete, scrivete le risposte.

(Le risposte possono presentarsi come pensieri, sensazioni o ricordi.)

Quando iniziate a ottenere sempre le stesse risposte, la vostra lista è completa.

 

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