HELEN DUNCAN

L’OSSERVAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDIUM: HELEN DUNCAN

In ARTICOLI SCIENTIFICI SU FENOMENI INSPIEGABILI by Daniela A.R. Comments

L’OSSERVAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDIUM

OSSERVAZIONE SCIENTIFICA DEI MEDIUM : HELEN DUNCAN

HELEN DUNCAN  (la piu grande medium materializzatrice)“Spesso i fatti appaiono incredibili soltanto perché siamo male informati e cessano di apparire straordinari quando la nostra conoscenza si è ampliata.”

Helen Duncan, scozzese, è stata un’eccezionale medium materializzatrice e una delle più importanti donne della storia:
• Il Governo britannico riconobbe indirettamente la sua capacità di materializzazione come autentica – divenne un “rischio per la sicurezza nazionale” nella Gran Bretagna della Seconda Guerra Mondiale.
• Nei confronti di questa medium di grandissimo talento, il Governo britannico si macchiò di due degli atti criminali più abietti della storia legale britannica.
• Oggi il Segretario britannico agli Affari Interni ha il potere di rimediare alla situazione, anche se in maniera postuma, riabilitando pienamente una delle più potenti medium della storia.
Nel gennaio del 1944, l’Ammiragliato Britannico decise che non poteva permettere a Helen Duncan, una medium dotata, di continuare a materializzare dall’Aldilà esseri intelligenti in grado di rivelare informazioni che il Ministero della Difesa considerava segreto di Stato. Era un momento cruciale della Seconda Guerra Mondiale, immediatamente prima dello sbarco in Normandia.
Durante gli anni della guerra Helen Duncan aveva riunito molti parenti addolorati dei militari che erano morti. In una di queste sedute tenutasi a Portsmouth, un marinaio si materializzò riunendosi alla madre. Egli disse ai presenti che la sua nave, la HMS Bahrnam, era stata recentemente affondata. L’editore di Psychic News, Maurice Barbanell, innocentemente telefonò all’Ammiragliato Britannico per verificare se questo fatto fosse vero e per chiedere, qualora lo fosse stato, perché l’Ammiragliato non aveva comunicato alla madre del marinaio la perdita del figlio. I servizi segreti militari divennero furiosi perché, per ragioni di pubblica sicurezza e per non diffondere il panico tra la popolazione, la notizia dell’affondamento non avrebbe dovuto essere diffusa in quanto classificata come Segreto di Stato.
La Sicurezza Nazionale ritenne che una medium del calibro di Helen Duncan potesse facilmente entrare in possesso di informazioni segretissime: dove sarebbero sbarcati gli Alleati in Europa nel D Day. Si può comprendere l’interesse dell’Ammiragliato a ché venisse assicurata la segretezza di un evento così importante.
Ma non si può condividere il modo in cui l’Ammiragliato agì nei confronti di una donna fragile, madre di sei bambini e con un marito disabile da mantenere, mandandola in prigione per nove mesi e provocando lo sfratto della sua famiglia. Il modo in cui l’Ammiragliato cospirò per toglierla di mezzo fu abietto, immorale, dissennato e violò ogni diritto umano e legale di una persona che non aveva fatto altro che aiutare la gente a comunicare personalmente con i propri cari che erano “morti” e vivevano nell’Aldilà.
Helen Duncan fu arrestata nel gennaio del 1944, con una falsa accusa di medianità fraudolenta, e fu condannata a nove mesi di prigione. Fu visitata in carcere da Winston Churchill che, costernato per quello che era successo, promise di abrogare l’Atto sulla Stregoneria in base al quale la Duncan era stata condannata. Mantenne la promessa e, dopo la guerra, nel Regno Unito lo Spiritualismo divenne una religione legale.
L’accusa penale e la “Corte Canguro”
In una “Corte Canguro”, l’accusato è colpevole prima che il processo cominci. Inevitabilmente non c’è nessun giusto processo, nessuna difesa reale, nessuna imparzialità, nessuna equità e nessuna giustizia. Dal punto di vista procedurale, la parola dei testimoni a favore dell’accusato non può essere accettata, e all’accusato non viene dato il diritto di difendersi. La pubblica accusa si trasforma in una folla di linciatori e la violazione della giustizia naturale si fa deliberata, evidente ed estremamente pregiudizievole. Naturalmente, non c’è appello.
Questo è esattamente quel che successe a Helen Duncan:

• L’informatore che chiese alla polizia di procedere nei confronti di Helen Duncan venne identificato come un ufficiale della marina impiegato presso l’Ammiragliato.
• La polizia fece irruzione in casa di Helen Duncan durante una seduta, mentre questa si trovava in trance, sperando di trovarvi lenzuola bianche, barbe finte e altri camuffamenti per impersonare spiriti. Non venne trovato nulla. Non c’era assolutamente NESSUNA prova che si stesse perpetrando una frode.
• La polizia si servì illegittimamente e consapevolmente della presunzione di frode e fece ricorso ad atti di violenza fisica brutale e gratuita nei confronti di una donna spirituale indifesa che, in stato di trance, offriva un servizio alla comunità.
• L’Ammiragliato fu determinato nel rinchiuderla in prigione, assicurandosi che fosse accusata di un reato che prevedesse la reclusione.
• Dopo avere modificato l’accusa per alcune volte, la polizia escogitò un’accusa falsa contro Helen Duncan facendo ricorso all’antichissima legge statutaria dell’Atto sulla Stregoneria del 1735 emanato da Re Giorgio II – una legge approvata in un periodo in cui in Europa si bruciavano ancora le “streghe”. L’Inghilterra smise di assassinare le “streghe” nel 1722.
• La polizia presentò il caso all’Old Bailey dove, secondo i sostenitori di Helen Duncan, operava un giudice ossequioso ultraconservatore e una giuria faziosa espressamente selezionata i cui membri dovettero preventivamente sottostare all’accettazione della condizione che l’accusata venisse trovata colpevole del reato che le era stato ascritto.
• A Helen Duncan venne tecnicamente negato un giusto processo, venne negata la Giustizia Naturale, venne negato il diritto fondamentale a difendersi adeguatamente dimostrando che la materializzazione era una realtà – la Corona stessa l’aveva accusata penalmente di frode sostenendo che la materializzazione non poteva essere reale.
• Dal momento che ci si doveva liberare di Helen Duncan, non importava chi la difendesse, la situazione era un fatto compiuto – lei era già stata riconosciuta colpevole prima ancora che il processo cominciasse. Chiunque abbia esperienza nel campo delle congiure criminali d’alto livello, immediatamente riconoscerà che tutto ciò è vero.
• Le Società Legali Inglese e Scozzese, insieme e separatamente, hanno espresso sdegno per l’errore e per il “travisamento della giustizia” che ebbero luogo nella tragedia di Helen Duncan, voluti da vili e violenti colletti bianchi per arrecare ad una persona spirituale un pregiudizio che rimanesse impunito.
Dalle circostanze attinenti al processo di Helen Duncan:
• Helen Duncan sarebbe stata completamente ignorata se il Governo non avesse totalmente accettato la capacità di Helen di comunicare con l’Aldilà.
• Tecnicamente, per imputazione, il Governo Britannico aveva accettato che la materializzazione era reale e che Helen Duncan aveva provato in maniera oggettiva la materializzazione del marinaio e di altre persone.
• Con la sua condotta, il Governo aveva anche accettato la possibilità che esseri intelligenti dell’Aldilà fornissero informazioni a coloro che vivono sulla terra.
• Per le citate ragioni, il Governo NON concesse a Helen Duncan la libertà provvisoria per un’accusa così stupidamente falsa e arcaica. La libertà provvisoria è stata concessa perfino agli assassini, ma è stata negata a una persona che, in tempo di guerra, era dotata di autentici poteri medianici.
• In quanto “rischio per la sicurezza” ci si doveva sbarazzare di Helen Duncan.
Estremamente significativo:
• Al suo processo, tutti i 41 testimoni in favore di Helen Duncan attestarono che avevano incontrato i loro cari defunti in una seduta di materializzazione.
• Ciò significava che, sotto giuramento e a futura memoria, all’Old Bailey dei testimoni altamente accreditati attestarono con estrema chiarezza, e in base alla loro esperienza personale, la realtà della materializzazione, dell’incontro con i loro cari defunti.
• Nessuno dei testimoni della difesa si contraddisse durante gli interrogatori incrociati.
• Non si sa se i membri della giuria faziosa accettarono o meno le testimonianze. Il fatto è che numerose persone altamente credibili ebbero il coraggio di sfidare i poteri forti che commisero degli errori grossolani di giudizio. Si recarono davanti alla corte e dissero la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità sulla realtà della materializzazione e su come avevano incontrato i loro cari defunti grazie alla medianità materializzatrice di Helen Duncan.
• La pubblica accusa sosteneva che Helen Duncan o un complice impersonasse tutte queste “materializzazioni” travestendosi con un lenzuolo e servendosi di barbe finte, di parrucche, ecc. Ma quando la polizia fece irruzione durante la seduta, mentre la Duncan era in stato di trance e dava vita a delle materializzazioni, gli agenti non trovarono lenzuola, né barbe finte, né parrucche, né complici – ossia nessuna prova che si stesse perpetrando una truffa.
Soltanto 4 dei 41 testimoni della difesa – una testimonianza tipica
• L’infermiera Jane Rust, sotto giuramento, testimoniò all’Old Bailey, fra le altre cose, che, grazie a Helen Duncan, aveva incontrato uno dei suoi cari defunti – il marito che si era materializzato dall’Aldilà e l’aveva baciata. “Non sono mai stata più sicura nella mia vita”, disse. Affermò che per 25 anni aveva indagato da scettica, ma solo dopo avere incontrato Helen Duncan aveva potuto rivedere i suoi cari defunti, compresa la madre.
• Un alto ufficiale dell’Aviazione britannica, il Tenente Colonnello George Mackie, affermò sotto giuramento che grazie alle doti di materializzazione di Helen Duncan era riuscito a rivedere la madre, il padre e un fratello, tutti “defunti”.
• James Duncan (nessun legame di parentela), gioielliere, testimoniò che sia lui che la figlia avevano visto, in un ambiente bene illuminato, sua moglie materializzarsi in otto diverse occasioni. Duncan l’aveva vista a una distanza di circa 45 centimetri e i due avevano parlato di vicende familiari, compresa una possibile emigrazione in Canada che era stata loro proposta e che in precedenza avevano mantenuto segreta. Disse che non aveva alcuna ombra di dubbio che la voce fosse quella della moglie. Sostenne anche di avere visto delle materializzazioni del padre – alto più o meno come lui e con la barba – e della madre.
• Mary Blackwell, Presidentessa della Pathfinder Spiritualist Society di Baker Street, a Londra, testimoniò di aver partecipato a più di cento sedute di materializzazione tenute da Helen Duncan, in ciascuna delle quali si erano materializzate da quindici a sedici diverse entità dell’Aldilà. Sostenne di essere stata testimone di forme in spirito che conversavano con i loro parenti in francese, tedesco, olandese, gallese, scozzese e arabo. Affermò di avere assistito alla manifestazione di dieci suoi parenti stretti, compresi il marito, la madre e il padre, di averli visti da vicino e di averli toccati tutti.
Alcuni anni dopo, una squadra di prestigiatori diretta da William Goldston – il fondatore del Club dei Maghi – condusse una seduta sperimentale insieme a Helen Duncan. Goldston e i suoi colleghi rimasero sbalorditi quando il loro collega defunto, il prestigiatore Il Grande Lafayette, si materializzò e parlò con loro con la sua voce. Goldston scrisse una relazione sull’evento per lo Psychic News in cui confermò che la medianità di Helen Duncan era autentica e che nessun prestigiatore avrebbe potuto materialmente duplicare i fenomeni di cui lui e i suoi colleghi erano stati testimoni.
La morte di Helen Duncan
Nel 1956, la polizia di Nottingham fece irruzione durante una seduta tenuta da Helen Duncan. La polizia bussò alla porta di un’abitazione privata senza un mandato di perquisizione, a seguito della presunta denuncia di due agenti che precedentemente avevano assistito ad una delle sedute della medium. La polizia aveva le conoscenze tecniche riguardo al fatto che normalmente la materializzazione deve avvenire nella semioscurità e che se la luce viene improvvisamente accesa, il medium può andare incontro a danni molto seri o addirittura alla morte. Quando ai poliziotti venne consentito di entrare, questi entrarono nello studio della medium, la afferrarono e le scattarono fotografie con il flash.
L’irruzione premeditata provocò la morte di Helen Duncan (cinque settimane dopo il raid). Le circostanze in cui si verificò l’evento richiedono delle indagini giudiziarie, dal momento che:
• la polizia agì al di fuori della propria giurisdizione abusando dei propri poteri,
• la polizia era a conoscenza del fatto che stava avendo luogo una materializzazione,
• la polizia di Nottingham agì consapevolmente, intenzionalmente, deliberatamente e volontariamente in modo da cagionare a Helen Duncan uno shock, un danno fisico e, infine, la morte,
• la polizia agì con negligenza, estremo pregiudizio, e fece ricorso ad un uso della violenza eccessivo e non necessario contro un gruppo di persone che partecipavano ad una cerimonia religiosa perfettamente legale; dopo l’irruzione i partecipanti furono sottoposti a fermo e furono interrogati per più di novanta minuti,
• a seguito del raid la polizia NON trovò alcuna prova per incriminare Helen Duncan o alcuno dei presenti.
Senza dubbio, il dono metafisico di Helen Duncan – in grado di dimostrare la sopravvivenza alla morte – e il suo servizio a favore della comunità fanno di questa medium una delle donne più importanti della storia.
In considerazione degli abusi rilevanti su cui non è mai stata fatta giustizia, ci si chiede in che modo possa il Governo Britannico mostrare al mondo che la Gran Bretagna possiede un forte senso della giustizia, dell’equità e della correttezza – anche se ci sono voluti cinquant’anni per porre rimedio ad una ingiustizia macroscopica.

La Gran Bretagna deve mostrare che in ogni epoca il suo senso della giustizia è fondamentalmente differente da quello del regime nazista di Hitler e da quello del regime comunista di Stalin. Di conseguenza, la Gran Bretagna dovrebbe completamente riabilitare Helen Duncan e scusarsi per la persecuzione che portò alla sua morte. Ritengo che questo sia compito del Governo Britannico. Solo in ultima istanza si dovrebbe ricorrere ad una petizione mondiale in favore di Helen Duncan.
In alternativa, della faccenda dovrebbe occuparsi la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Nonostante alcuni problemi tecnici di scarso rilievo attinenti ai tempi e alla giurisdizione, una richiesta in tal senso sarebbe possibile. Esistono dei precedenti in cui la Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha ribaltato le decisioni delle Corti di giustizia inglesi. Ciò in quanto la Gran Bretagna ha formalmente accettato di subordinarsi, dal punto di vista giurisdizionale e dal punto di vista giurisprudenziale, alla Commissione Europea dell’ONU per i Diritti Umani.
Anche se il Governo e le Nazioni Unite non dovessero intervenire, ci potrebbe essere una riabilitazione simbolica da parte di un gruppo di persone di tutto il mondo, da apporsi nel luogo di nascita di Helen Duncan. Si potrebbe dedicare una targa o una statua a questa martire moderna e a tutte le mistiche e le medium autentiche che nel corso dei secoli hanno dimostrato la sopravvivenza alla morte e sono state perseguitate dalla forze dell’ignoranza e da quelle dell’oscurantismo.
Tutto questo perché la congiura architettata per riconoscere Helen Duncan colpevole in base all’arcaico Atto sulla Stregoneria e il suo brutale omicidio sono gravi al pari dell’ingiustizia subita da Giovanna D’Arco, processata per stregoneria. Se la Chiesa Cattolica Romana, profondamente conservatrice, ha scagionato da ogni colpa la mistica Giovanna D’Arco, allora il Governo Britannico può prendere in prestito una pagina della storia del Vaticano e riabilitare completamente Helen Duncan.
Oggi il Segretario Britannico agli Affari Interni e le Corti hanno il potere di rimediare alla situazione, sia pure in maniera postuma, e riabilitare pienamente una delle donne più importanti della storia.

( Victor Zammit)

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