IL DOLORE DOPO LA MORTE

IL DOLORE DOPO LA MORTE – Estratti medianici

In GLI SPIRITI COMUNICANO CON NOI by Daniela A.R. Comments

IL DOLORE DOPO LA MORTE – Estratti medianici

Gli estratti di messaggi medianici qui pubblicati, furono ricavati da una lunga relazione inviataci da un ministro anglicano della Nuova Scozia. Lo spirito comunicante risulterebbe un noto personaggio americano, il quale copriva in vita un’alta carica municipale. Il medium, di cui ci venne fornito il nome, è una distinta signora nota per la elevatezza del carattere e l’eccellenza delle sue facoltà medianiche…».
Lo spirito comunicante così comincia il suo messaggio:

«Desidero iniziare la mia narrazione dal giorno in cui esulai dal corpo nella mia camera in Blankville. Io ero consapevole del grande dolore che straziava l’anima dei miei figli, e mi rattristavo di non essere in grado di rivolgere loro la parola.
A un dato momento, mi accadde di avvertire in me un cambiamento mal compreso, e fui colto da una strana sensazione, che per quanto nuova, era in certo modo analoga al senso che si prova quando ci si risveglia repentinamente dopo un sonno profondo. A tutta prima non mi resi conto della situazione in cui mi trovavo; ma gradatamente divenni consapevole dell’ambiente che mi circondava, così come avviene al risveglio dal sonno, e vidi me stesso giacere quieto ed immobile nel letto; circostanza che mi riempì di stupore, giacché ero ben lungi dall’immaginare di essere morto. Dopo
qualche tempo, divenendo sempre più sveglio, mi accorsi che accanto a me stava mia moglie defunta, la quale mi sorrideva con espressione di raggiante felicità.

Quel nostro incontro avveniva dopo una lunga separazione, e fu lei
che mi partecipò la nuova stupefacente che io ero morto, e che mi trovavo con lei in ambiente spirituale. Mi disse che da parecchi giorni vegliava al mio
capezzale, in attesa di accogliere il mio spirito e di condurlo nella celeste dimora.

«Mi sentivo sempre più rinvigorito di una vitalità nuova, come se tutte le mie facoltà rientrassero in un periodo di grande attività, dopo il lungo torpore sofferto… Era un sentimento di beatitudine difficile a descrivere… Mi pareva di essere divenuto parte integrante dell’ambiente che mi circondava. Quindi mia moglie mi prese ambo le mani, e così uniti ci elevammo attraverso il soffitto, salendo in alto, sempre più in alto nello spazio; ma per quanto io mi fossi molto allontanato dall’ambiente terreno, continuavo ad essere consapevole di quanto avveniva a casa mia.

Vedevo mia figlia straziata da un immenso dolore, e tale suo stato d’animo pareva interporsi come una fosca nube tra me e lei, e s’insinuava nel mio essere provocando un sentimento penoso di torpore. Desidero si sappia che le crisi di dolore eccessivo al letto di morte, si convertono in una grande barriera che s’interpone fra i viventi che ne sono straziati e lo spirito del defunto per il quale essi piangono.

E si tratta di una barriera reale e insormontabile, attraverso la quale noi non possiamo entrare in rapporto con chi si dispera per la nostra morte. Non solo, ma le crisi di dolore esagerato vincolano gli spiriti disincarnati all’ambiente terreno, ritardandone l’ingresso nel mondo spirituale; giacché se con la morte cessa ogni rapporto tra gli spiriti dei defunti e l’organismo fisico dei viventi, per converso, gli spiriti dei defunti divengono estremamente sensibili alle vibrazioni del pensiero dei loro cari.

Consiglio pertanto i viventi che hanno perduto un loro congiunto – non importa quanto sia grande la loro perdita e legittimo il loro dolore – di dimostrarsi forti a qualunque costo, soffocando ogni espressione di cordoglio e mostrandosi con volto sereno ai suoi funerali.

Così comportandosi essi apporteranno un grande miglioramento
nell’atmosfera fluidica che li circonda, giacché la serenità nei cuori e sui volti dei nostri cari, irradia vibrazioni luminose che ci attraggono, come la farfalla è
attratta da un raggio di luce nella notte, mentre il dolore irradia vibrazioni fosche ed esiziali per noi, le quali assumono apparenza di una nube tenebrosa che avvolge i nostri cari.

Ricordatevi che noi siamo sensibilissimi alle impressioni vibratorie che arrivano fino a noi col dolore dei nostri congiunti; il che si realizza in quanto i nostri “corpi eterici” sono intonati a un’altissima scala vibratoria, che non ha nulla assolutamente di comune con la scala vibratoria dei “corpi carnali”…

«Qui non si adopera la parola per conversare. Noi percepiamo i pensieri negli occhi di chi conversa con noi; e questi, a sua volta percepisce nei nostri occhi i nostri pensieri. In tal guisa noi afferriamo il senso della conversazione altrui in guisa integrale e perfetta; ciò che non può realizzarsi in terra…

«Appena giunsi in ambiente spirituale, provai subito il senso di trovarmi a casa mia. Erano venuti ad accogliermi parenti amici e conoscenti; e tutti facevano a gara per congratularsi con me che finalmente ero giunto in porto.
Era pertanto naturale che mi trasfondessero il sentimento di trovarmi realmente a casa mia. Per adattarmi al nuovo ambiente mi occorse minor tempo di quel che mi sarebbe occorso in terra per adattarmi a un cambiamento di sede…

«Qui è molto facile procurarsi le cose che si desiderano: non abbiamo che da pensarle, per crearle. E così essendo, già si comprende che nessuno può
disobbedire al comandamento di Dio: “Non desiderare la roba del prossimo tuo”. Qui nulla si compra per denaro, e nulla può esservi che abbia valore per altri all’infuori di colui che si è creato per uso personale le cose che gli abbisognano. E tutti possono procurarsi ciò che il vicino possiede, se così vogliono. Bene inteso che con ciò io mi riferisco esclusivamente agli oggetti
materiali di ogni sorta. Dico “materiali” per farmi intendere, giacché tale espressione non si adatta alle creazioni eteriche…».

Questi i principali brani della relazione riportati.

Ernesto Bozzano -La crisi della morte

Nota : “La crisi della morte dalla quale ho estratto questo brano,raccoglie uno schedario di testimonianze pervenute dall’aldilà,tutte rigorosamente accertate da rivelazioni clamorose come testimonianza della veridicità dello spirito interpellato. La crisi della morte è, a ragione, il libro più famoso di Ernesto Bozzano, il grande erudito della ricerca psichica. Stampato e ristampato innumerevoli volte, è stato anche tradotto in parecchie lingue straniere suscitando sempre un lusinghiero interesse.
Il motivo di tanto favore è presto detto: nessuno prima e dopo di lui ha descritto con tanta chiarezza, attraverso testimonianze di prima mano, quello che succede nel momento della morte, il primo impatto con la dimensione post-mortale, le sensazioni e
gli incontri nell’aldilà, la nuova forma di vita che ci attende tutti una volta
compiuto il «grande passo».
Come arrivò Bozzano a raccogliere questo particolarissimo materiale? Studiando e confrontando la vastissima messaggistica medianica pubblicata sulle più qualificate
riviste del settore in tutto il mondo, in particolare quelle francesi, inglesi e
americane.

Quando si parla di messaggistica medianica, si intende ciò che i medium producono per iscritto o verbalmente nelle loro sedute, che sovente avvengono in stato di trance.
Tra i molti temi che vengono trattati, quello del «passaggio» è sempre stato uno dei più dibattuti; ed è interessante constatare come attraverso medium che non si conoscono, che non hanno contatti di alcun tipo tra loro e vivono in tempi e ambienti diversi, arrivino descrizioni fondamentalmente molto simili.
Il grande merito di Ernesto Bozzano, poliglotta e studioso attento di questi temi, è stato quello di raccogliere le testimonianze, tradurle e confrontarle, creando un corpus di informazioni che – comunque la si pensi – non può essere ignorato o liquidato con troppa facilità.

 

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