Apparizioni Degli Angeli

Apparizioni Degli Angeli : dalla Vita alla morte

In ANGELI E ANGELO CUSTODE by Daniela A.R. Comments

Apparizioni degli Angeli

Sono le più abbondanti e anche se generalmente capitano in momenti di forte emergenza, sia fisica sia psichiche, non sempre è così, poiché alcune volte avvengono in modo del tutto spontaneo, come successe nel caso seguente, che ci racconta la signora Patrizia de la Vega del Messico:

“Erano quasi le due di notte. Nel dormitorio eravamo io e mia sorella.

Avevamo chiacchierato fino a tardi e decidemmo di andare a dormire. Spegnemmo la luce e in quel momento lo vidi, ai piedi del letto. Era fermo, con le mani unite al petto gli occhi chiusi, con l’espressione concentrata, come se stesse pregando.

Indossava una tunica bianca, che lasciava vedere un altro indumento sotto di color rosso o rosato, che assomigliava a quelle che usano i monaci. Aveva l’aspetto di un bambino di dodici anni, con i capelli dorati leggermente ricci. Il suo corpo sembrava mandare una leggera luce, che illuminava la stanza e permetteva di vederlo nell’oscurità. Provai a chiamare mia sorella ma mi fu impossibile, perché persi completamente l’uso della parola-eppure, qualcosa nel suo intimo deve averla avvisata che stava succedendo qualcosa di straordinario, perché si coprì completamente la testa con il lenzuolo, presa dal panico.

Tuttavia, non ho mai avuto la minima paura né timore né alcuna sensazione spiacevole. Mi chinai in avanti per vederlo meglio e dopo un istante-non riesco a definire il tempo, ma riuscii a fissare perfettamente la vista e l’attenzione su di lui-sparì. Nel momento di coricarmi sentii una forte energia che penetrava nel mio corpo attraverso la pianta dei piedi e che mi inondava totalmente, fino alla punta delle dita. Una arrestabile sensazione di benessere felicità, che non ho mai provato, mi pervase in seguito, e poi mi addormentai. Devo chiarire che, ne prima dell’apparizione né tantomeno durante il giorno, avevo parlato o letto qualcosa su temi esoterici o spirituale, il che fa scartare l’ipotesi della suggestione, così come lo fa il fatto che ci fosse un’altra persona nella stanza, che, sebbene non vide nulla, a causa della paura, il suo corpo invece percepiti in un modo molto chiaro e drammatico la presenza di quel potente Essere”.

Il racconto seguente, della signora marina in Florida, è simile a quello precedente, anche se l’Essere Angelico che le fece visita non può essere classificato “eterico”, perché le diede la mano:

“Anche se non lo vidi mai  in viso, sono completamente sicura che si trattava di un Angelo. Vivevo ancora in casa di mia madre.

La porta della mia camera accedeva direttamente al giardino ed era di vetro traslucido, con solo la cornice di legno.

All’improvviso una notte-senza avvertire il benché minimo accenno di paura-vidi una figura umana entrare nella mia camera passando attraverso la porta; poi si sedette sul mio letto e mi tese la mano.

Gli porsi la mia e sentii la pressione delle sue dita. Anch’io strinsi le sue. Rimase di spalle per quasi tutto il tempo, per cui non riuscii a vedere il suo volto, ma la sua mano era maschile, forte e sicura.

Tutta l’angoscia che mi attanagliava se ne andò all’improvviso e seppi che non sarebbe successo niente. Indossava una specie di tunica di un colore scuro e dopo un momento se ne andò, lasciandomi pervasa da una pace e una felicità mai provata prima.

La sua visita si ripeté varie volte nei giorni seguenti e si verificò sempre in modo simile. Non vidi mai il suo volto e non scambiammo mai alcuna parola. Non ebbi mai paura e in ogni occasione sentii una pace, un benessere che non dimenticherò mai. Devo dire che in quei giorni stavo vivendo uno dei momenti più dolorosi  e difficili della mia vita, e che l’impulso che ricevetti da quel meraviglioso Essere mi aiutò enormemente ad andare avanti.”

Olga di Houston in Texas, vede Angeli con una certa frequenza anche se la sua visione in genere dura solo qualche istante, forse meno di un secondo. Normalmente l’avvisano di qualcosa o la confortano il momento di grande tensione.

Mi raccontava che l’ultima volta che le capitò era andato a trovare un’amica al lavoro-è ingegnere civile-  e allora lavorava alla costruzione di una pianta industriale. Stavano parlando tranquillamente quando all’improvviso richiesero la presenza della sua amica in un’altra stanza dell’edificio. Disse a Olga di aspettarla e quindi uscì dall’ufficio in cui si trovava. In quel preciso momento Olga vide un bambino di dodici anni che aveva un casco in mano. Chiamò in fretta la sua amica e la pregò di mettersi il casco. Fortunatamente gli diede retta, perché qualche attimo dopo un enorme sega cadeva dal suo veicolo e se non avesse indossato il casco sarebbe probabilmente morta.

Il racconto seguente di Ralph Harlow è già un classico nella angelologia. Fu pubblicato sul “Guidepost Magazine” è stato riprodotto in molti libri e pubblicazioni:

“Non era Natale, né inverno. Successe durante una splendida giornata di primavera. Io e mia moglie camminavamo fra gli Alarmi e gli Aceri che cominciavano a germogliare, vicino a Ballardvale, in Massachusetts.

Mi rendo conto che la validità di questo racconto, come di qualunque altro che riflette un’esperienza personale, dipende dal buon senso e dall’onestà della persona che lo racconta. Che posso dirle di me? Che sono un accademico che non crede nella divinazione quanto invece della ricerca scientifica? Che sono laureato ad Havard e che non ho mai sofferto di allucinazioni? Che più di una volta la mia testimonianza è stata richiesta in tribunale e che in tali occasioni sia il giudice sia il giurato mi hanno considerato un testo affidabile? Tutto ciò è vero, ma dubito che questi fatti influiscono sull’accettazione o meno del mio racconto.

In realtà ognuno di noi deve passare tutte le informazioni che riceve dagli altri al setaccio della propria esperienza, della comprensione e della visione del mondo. Così mi limiterò a raccontare quanto successo.

Quella mattina Marion  ed io passeggiavamo per un sentiero di terra sterrata, mano nella mano, godendoci la compagnia di un grazioso ruscello al nostro fianco. Eravamo nel mese di maggio e, dato che nel collegio dove io ero professore si stavano preparando gli esami, riuscimmo a prendere qualche giorno di vacanza per far visita ai genitori di Marion.

Passeggiavamo spesso per le praterie, godendoci la primavera dopo il freddo inverno poiché in quell’epoca dell’anno i boschi sono luminosi e tranquilli e allo stesso tempo la vita primaverile comincia a essere visibile nella terra. In quel giorno eravamo particolarmente felice sereni, conversavamo tranquillamente lasciando lunghi silenzi fra una frase e l’altra.

All’improvviso sentimmo un sussurro di voci alle nostre spalle. Dissi a mia moglie: “Sembra che ci sia qualcun altro nel bosco questa mattina”.

Marion assenti ed entrambi ci voltammo a guardare indietro, ma non c’era nessuno; tuttavia, le voci si avvicinavano ogni volta di più verso il luogo dove noi eravamo. Pensammo che quelle persone presto ci avrebbero raggiunto. Quindi, ci rendemmo conto che il suono non solo proveniva da dietro di noi, ma anche allo stesso tempo era sopra di noi, per cui alziamo lo sguardo. Come spiegare ciò che sentii? Non è possibile descrivere l’esaltazione che si impossessò di noi.

Come descrivere questo fenomeno con oggettività che risulti anche credibile? A circa 3 metri dal suolo, leggermente alla nostra sinistra, c’era un gruppo di graziose creature che fluttuavano, irradiando una gran bellezza spirituale. Ci fermammo e contemplavamo il modo in cui volteggiavano sopra di noi. Erano sei graziose giovani, vestite di fluttuanti tuniche bianche, che parlavano animatamente tra loro.

Non sembravano rendersi conto della nostra presenza. Riuscimmo a vedere i loro visi in tutta chiarezza; una delle donne, un po’ più grande delle altre, era particolarmente bella. Aveva i capelli scuri tirati indietro, raccolti sulla nuca. Parlava con uno “spirito” più giovane che ci dava le spalle e che la guardava attentamente.

Sebbene le loro voci si sentissero chiaramente, né io né Marion riuscimmo a comprendere le parole che pronunciavano. Era come ascoltare la conversazione di un gruppo di persone per strada, da dentro la casa con la porta le finestre chiuse.

Fluttuarono vicino a noi. I loro eleganti movimenti erano naturali, soavi e tranquilli. Quando passarono, il suono delle loro voci si fece via via sempre più tenue, fino a spegnersi completamente. Del tutto sorpresi, rimanemmo lì, mano nella mano a guardarci. Eravamo più che meravigliati! Ci guardavamo, desiderando che l’altro confermasse di aver visto lo stesso. Ci sedemmo su un tronco caduto e chiesi a mia moglie: “Marion cosa hai visto? Dimmelo con esattezza e anche quello che hai sentito”.

Lei si rese conto della mia intenzione: volevo sapere se i miei occhi e le mie orecchie mi avessero ingannato, se  fossi stato vittima della mia immaginazione o di un’allucinazione. Tuttavia, la sua risposta coincide esattamente con ciò che i miei sensi avevano captato.

Faccio questo racconto con la massima fedeltà possibile e rispetto per la verità, ma tuttavia mi sembra incredibile. Devo anche sottolineare  che questo fatto ebbe una profonda influenza sulle nostre vite, poiché, da quando si verificò, più di trent’anni fa, trasformò enormemente il nostro modo di pensare”.

Il dottor Harlow e sua moglie non sono gli unici ad aver visto Angeli mezzo alla natura.

La scrittrice Joan Wester Anderson cita il caso del reverendo John Weaber, durante una battuta di caccia con i suoi amici in Montana.

Mentre scalava una montagna, vede all’improvviso che una persona emerse dagli alberi della collina che aveva di fronte. Non era vestito come un cacciatore ne aveva il fucile e, nonostante sembrasse camminare normalmente, percorse la lunga distanza che lo separava da lui in qualche secondo. Inoltre non lasciò alcuna orma sulla neve.

All’arrivo, l’uomo li chiese: “Sai chi sono?”. Il pastore John lo riconobbe subito: era lo stesso che circa vent’anni prima lo aveva aiutato un giorno che la sua auto era rimasta in panne. In seguito si sedettero sopra una roccia e parlarono come due amici. Dopo un po’ lo sconosciuto lo salutò benedicendolo in nome di Dio.

L’alpinista F.S. Smythe, che scalò l’Everest nel 1933, narra che durante la sua salita fu accompagnato da una “amichevole Presenza”. Durante tutta la spedizione si sentì stranamente accompagnato, senza arrivare a sentirsi mai solo né a credere che potesse capitargli qualcosa di male, perché percepiva che quella presenza lo aiutava e lo proteggeva. La sensazione di compagnia erano tanto forte che Smythe commenta nel suo racconto che più di una volta divise in due le sue gallette, allungando istintivamente la mano con l’altra metà per offrirla al suo compagno invisibile.

Cecilia K. di Bronsville invece racconta che anche lei avvertì una presenza in modo innegabile:

“In genere leggo e medito sempre nella stessa stanza, dove in un angolo ho una specie di altare con qualche immagine, candele e anche una campana tibetana.

L’altro giorno stavo proprio leggendo un libro sugli Angeli quando sentii un ronzio. Pensai che venisse dall’acquario e andai a esaminarlo, ma tutto era in ordine. Tornai alla lettura e mi resi conto che il ronzio continuava e che stava anche aumentando.

Quindi vidi che proveniva dalla campana tibetana, che aveva cominciato a vibrare da solo in modo strano. All’improvviso e in modo molto chiaro, sentii che era il mio Angelo, che in qualche modo, e rispondendo a una mia richiesta, mi stava dimostrando la sua presenza”

Tutti, assolutamente tutti, possiamo comunicare con il nostro Angelo custode. Tutti, in un modo o nell’altro, siamo in grado di farlo. Qualcuno potrà vedere,  altri sentiranno la loro voce e altri li percepiranno grazie alla propria intuizione. Ma persino i meno intuitivi non potranno negare il loro convincenti fatti.

Questi esseri meravigliosi sono sempre disposti e desiderosi di aiutarci, ma non possono farlo se non li invitiamo a farlo. Dobbiamo chiederlo espressamente.

Ma attenzione, gli Angeli non sono nostri servitori, né le nostre mascotte, né tantomeno le marionette da mostrare durante gli eventi sociali. Sono esseri straordinari, molto superiori a noi in tutti i sensi e meritano un enorme rispetto da parte nostra.

Ma non dobbiamo nemmeno convertirli in idoli. Sono i nostri fratelli maggiori, la cui percezione supera le nostre tre dimensioni e la cui coscienza è molto più sveglia della nostra; sono molto più vicini di noi a Dio, il loro Padre, che è anche il nostro.

Chiediamo loro che ci avvicinino a Lui, che ci aiuti a essere coscienti di Lui e molto presto vedremo come il risultato del loro aiuto sia evidente nella nostra vita.

GLI ANGELI NEL MOMENTO DELLA MORTE

Per tutto  l’arco della nostra vita gli Angeli ci accompagnano aiutandoci e quando finalmente arriva il momento della morte, continuano a stare al nostro fianco, assistendoci e dandoci la forza in questo passaggio da una dimensione all’altra.

La presenza degli Angeli e dei familiari e amici, già defunti, di colui che sta morendo vicino al suo letto nel momento della morte sono state abbondantemente registrate nel corso della storia.

Ciò che viene definita “apparizione nel momento della morte” ha prodotto copioso materiale per numerosi libri scritti da diversi ricercatori e specialisti.

Forse l’inglese William Barret è stato pioniere in questo ambito: Fisico brillante e marito di un medico, raccolse le sue esperienze in un’opera intitolata “Visiones en lecho de la muerte” che pubblicò nel 1926. Qualche decennio più tardi i parapsicologi di tutto il mondo poterono riunire e classificare dozzine di migliaia di casi, dando così origine a numerose opere sopra questo interessante tema.

Joy Snell, infermiera inglese con facoltà di chiaroveggenza, testimoniò durante la sua lunga vita professionale molti casi nei quali gli Angeli aiutarono l’anima del defunto, guidandolo verso i piani superiori.

Non fece mai parola con nessuno di ciò, poiché temeva di perdere il proprio lavoro e che la prendessero per pazza. Tuttavia, una volta in pensione, mise le sue esperienze a disposizione in un libro nel quale racconta anche il caso di un Angelo che assunse l’aspetto di un’infermiera di media età. All’inizio pensò che si trattasse realmente di un essere umano. Durante i suoi turni notturni vide spesso quest’altra infermiera, mentre entrava nelle camere dei pazienti più gravi e soli, e li toccava mentre dormivano o erano incoscienti.

La mattina seguente tutti questi malati dimostravano grossi miglioramenti, dicendo che avevano avuto un sonno tranquillo e ristoratore, e in alcuni casi che avevano sentito in sogno una certa musica Celestiale. Quando Joi Snell decise di controllare l’identità di quell’infermiera capace di migliorare in modo così straordinario i propri pazienti, scoprì che fra tutto il personale dell’ospedale non esisteva nessuno a cui tratti coincidessero con i suoi.

Nessuno, nè l’essere più amato né l’amico più intimo potrà accompagnarci in questa straordinaria esperienza della morte del corpo fisico. Che gran fortuna poter contare su qualcuno che invece può! Perché non entrare in stretto contatto adesso con il nostro Angelo, con questo meraviglioso essere che sta solo aspettando un gesto di avvicinamento da parte nostra?

David G. Walker    –  Gli Angeli possono cambiare la tua vita

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