Karma:

Karma: LASCIARE ANDARE ANSIA ED INSICUREZZA

In KARMA E REINCARNAZIONE by Daniela A.R. Comments

Karma: LASCIARE ANDARE ANSIA ED INSICUREZZA

Uno dei nostri più grandi errori è la nostra opprimente preoccupazione delle conseguenze: ci angustiamo per i risultati e questo pensiero crea ansia, paura e infelicità inutili.

L’ansia riguarda la nostra performance: che cosa accadrebbe se non fossimo all’altezza delle aspettative? Se fallissimo? Che cosa penserebbero gli altri? Quanto duramente giudicheremmo noi stessi?

Abbiamo paura di non raggiungere la meta o l’obiettivo desiderato. Se sbagliamo, siamo convinti che non otterremo mai ciò che vogliamo: saremo dei falliti dei perdenti. Saremo respinti e odieremo noi stessi.

Invece di preoccuparvi di conseguenza i risultati specifici, fate semplicemente la cosa giusta: assumete un atteggiamento disinteressato e sperate per il meglio.

La speranza va bene, l’aspettativa no, perché quando c’è aspettativa, la delusione è sempre in agguato.

Un mattino mentre meditavo, all’improvviso apparve nella mia mente un messaggio estremamente chiaro:

“Amatevi l’un l’altro con tutto il vostro cuore e non temete, non trattenete, perché più date, più vi ritorna”.

Il denaro è neutro, né buono né cattivo: che cosa ne facciamo è la parte importante. Possiamo comprare cibo e vestiti per i poveri, o possiamo scegliere di usarlo in modo egoistico, sciupando l’opportunità. La scelta è nostra, e l’elezione alla fine saranno tutte imparate.

Il denaro e la sicurezza non sono la stessa cosa. La sicurezza può solo venire dall’interiorità: è una caratteristica spirituale, non terrena. Il denaro appartiene alla terra e non potrete portarlo con voi quando ve ne andrete.

Possiamo perdere tutto durante una notte, se quella è la nostra lezione o il nostro destino.

La sicurezza deriva dalla pace interiore e dalla conoscenza della nostra vera essenza, che è spirito. Non possiamo mai essere veramente danneggiati, perché siamo immortali ed eterni, perché siamo esseri spirituali, non corpi fisici, perché siamo sempre amati e protetti, perché non siamo mai soli, perché Dio e una schiera di spiriti amorevoli che proteggono sempre, perché siamo tutti parte della stessa essenza. Dunque non c’è bisogno di temere, anzi: questa verità è il segreto della nostra sicurezza e della nostra gioia.

La regressione ipnotica di Tom nell’Inghilterra del 19º secolo era stata molto ricca di dettagli. Persino quando descriveva se stesso, la sua casa e le sue condizioni con così grande dovizia di particolari, sapevo che era consapevole di molte più cose di quante riuscisse a verbalizzare.

Nella sua vita attuale, lo tormentava una paura irragionevole della perdita.

E anche nella sua vita precedente in Inghilterra aveva intravisto l’insicurezza. Descrisse una campagna lussureggiante con dolci colline ondeggianti e vecchi alberi.

“Sono un proprietario terriero sui 45 anni ma non appartengo all’aristocrazia… Sono proprietario della mia casa, una residenza di campagna. Ho una moglie e due figli…”

“Cosa ti ha spinto a tornare in questa epoca?” Chiesi.

“Sono agiato, sono benestante, mi sono affermato” rispose, “e tuttavia c’è un po’ di ansia perché non appartengo all’aristocrazia e sotto sotto temo che potrebbero portarmi via tutto o che potrai perderlo”.

Lo portai avanti nel tempo fino al successivo evento significativo di quella vita.

“C’è un incendio nel fienile” rispose con agitazione. “Sta infuriando e io sto cercando di salvare gli animali… Riesco a portare fuori una coppia di cavalli, ma altri rimangono intrappolati dentro… Penso che anche la casa sia in fiamme!”

“Che cosa succede?” Chiesi.

“I ragazzi non ci sono, ma credo che mia moglie muoia” rispose con dolore.

“Come ti senti?” Chiesi. “Ora puoi ricordare tutto.”

“Sono molto sconvolto” rispose.

“Sai com’è iniziato l’incendio?”.

“Penso sia stato appiccato da qualcuno.” Fece una pausa per alcuni secondi.

“Sai chi è stato?” ruppi il silenzio.

“C’erano persone al villaggio… Penso che sia perché ero ebreo”. Di nuovo, un profondo silenzio.

Dopo l’incendio nel quale aveva perso la vita sua moglie, egli lasciò l’Inghilterra e andò in America, ma la tristezza non l’abbandonò mai esiste una vita abbastanza solitaria.

Lo portai avanti all’ultimo giorno di quell’esistenza.

“Sono a letto… Sono vecchio, e i miei due figli sono lì con le loro famiglie… È ancora un po’ strano essere in una terra nuova, ma sono pronto ad andare.” Morì e lasciò il corpo.

“Sono consapevole di… C’è ancora questa sensazione di essere stato danneggiato per qualcosa che ero, non per qualcosa che ho fatto”.

Era diventato consapevole di come la rabbia, il pregiudizio dell’odio poterono provocare un danno terribile, ma c’era stata anche una lezione positiva.

“Sono i miei figli… Quell’amore… Quel senso della famiglia… Questa era una consolazione per me”.

Tom, che non era ebreo nella sua attuale vita, aveva capito molto meglio le radici delle sue insicurezze e della sua paura della perdita. Aveva imparato che l’odio e il pregiudizio possono portare una violenza e a un dolore incredibili, ma anche che l’amore è la consolazione a tutto il dolore.

In quella vita passata è il compito di Tom non era punire, o giudicare coloro che avevano bruciato la sua casa e ucciso sua moglie. Il karma, la legge divina, si occuperà di questo. Non deve capire e perdonare: ecco il compito dell’amore.

LA SICUREZZA DELLA CASA SPIRITUALE

Un messaggio mi risvegliò dal sonno:

“Tu sei un carpentiere che costruisce la sua casa spirituale. Quanti martelli sono necessari per fabbricarla? Mille sono migliori di uno perfetto? È la qualità della casa che conta, non quanti martelli possiede il carpentiere”.

Passiamo veramente troppo tempo cercando di accumulare martelli e non abbastanza costruire la nostra casa spirituale.

Qualche volta la vostra famiglia biologica non è quella vera per voi. È possibile che i vostri genitori, i vostri fratelli e altri parenti non vi capiscano, che non vi esprimano amore e affetto, che vi rifiutino e si comportino in modo crudele nei vostri confronti. Non siete obbligati a essere trattati in modo disumano. Nessun compito carnico vi impone di diventare il bersaglio del comportamento altrui, familiari o no. Abusare di qualcuno fargli del male è una scelta o un atto di libero arbitrio da parte di chi mette in pratica questo comportamento: l’abuso non è mai meritato.

Mentre crescete, è possibile che vi troviate circondati da amici, o altre persone che si prendono cura di voi in modo sincero, vi danno la sicurezza che deriva dall’essere amati e trattati con dignità e rispetto. Questi amici è cari diventano la vostra vera famiglia: potreste anche condividere i valori spirituali e aiutarsi reciprocamente a evolvervi in modo positivo. Costoro sono la vostra famiglia spirituale e, se siete rifiutati da quella biologica, allora saranno loro ad accogliervi, vi nutriranno e diventeranno la famiglia importante per voi.

Non sto dicendo di abbandonare quella di origine ne di rinunciare a una buona comunicazione e ha un cuore compassionevole, ma non dovete permettere a voi stessi di diventare l’oggetto di abuso, né psicologico nel fisico: non dovete tollerare una situazione che non è tollerabile solo perché è la sua fonte è la vostra famiglia, i vostri amici o la vostra comunità religiosa.

Un vecchio detto afferma che il sangue è più denso dell’acqua. Questo significa che quando i tempi sono duri ed è possibile che i vostri amici o conoscenti vi abbandonino, di solito potete ancora contare sui parenti di sangue. Io sostengo che il sangue è più denso dell’acqua, ma lo spirito è più denso del sangue: potete sempre fare affidamento sulla presenza costante della vostra famiglia spirituale, disponibile per voi in ogni momento.

Karma:  Messaggi dai Maestri – Brian Weiss

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