Segnali dall'aldilà

ANIMA ANIMALI: Segnali dall’aldilà

In GLI ANIMALI HANNO UN ANIMA by Daniela A.R. Comments

ANIMA ANIMALI: Segnali dall’aldilà

“Il legame che si è instaurato fra gli individui e gli animali trascende la morte, poiché queste creature ritornano in veste di Angeli per vegliare su di noi.”

Per diversi anni, i clienti del mio vivaio furono accolti da Jed, un Collie che apparteneva ad Antonia, una delle donne che lavoravano li. Jed era diventato una presenza costante, che aveva preso l’abitudine di gironzolare in mezzo alle piante e agli arbusti, per poi sdraiarsi vicino alla porta. Quando morì all’età di tredici anni, lasciò un grande vuoto in tutti noi. Benché, naturalmente, avesse sofferto molto in seguito alla sua scomparsa, Antonia prese quell’evento con filosofia, consapevole del fatto che il cane aveva avuto una vita lunga e che ormai era giunta alla sua ora. Dal giorno in cui si congedò da questa terra, erano accaduti vari episodi che confermarono a più riprese che Jed era ritornato dall’aldilà. Erano trascorsi alcuni giorni dalla sua morte quando Antonia, mentre era al volante della sua automobile, guardò nello specchietto retrovisore e notò una piuma infilata nella spazzola del tergicristallo posteriore. Non vide il cane seduto sui sedili posteriori, tuttavia non ebbe più alcun dubbio: era certa che quello era un segno mandatole da Jed, affinché sapesse che in quel momento stava viaggiando in sé ma lei com’era solito fare.
Le piume non smisero di apparire anche nei giorni che seguirono; se Antonia si chinava per un motivo qualunque, state pur certi che una piuma si sarebbe messa a fluttuare sopra di lei, per poi cadere ai suoi piedi. Altre volte, notava la presenza di una piuma quando era intenta a sollevare o ad appoggiare qualcosa. Le piume apparivano con una tale assiduità – un evento che non si era peraltro mai verificato prima di allora – al punto che tutte le volte Antonia aveva la certezza che fossero dei segni mandati dal suo cane. Jed aveva escogitato anche un altro stratagemma per far notare la sua presenza: Poche settimane dopo la sua scomparsa, mentre Antonia attraversava la serra, fu sul punto di calpestare uno dei biscotti preferiti del suo cane; la donna rimase a fissarlo sbalordita, anche perché tutto il cibo per i cani era stato buttato via da molto tempo. In quel preciso istante, udi Jed che diceva: “sono sempre io; sono passato a salutarti”.

Anche Benito, un signore che vive in Texas, ricevette conforto nel momento in cui più ne aveva bisogno. In lui è ancora ben vivo il ricordo di quando, osservando sua moglie intenta a dar da mangiare ai loro sei cani, scoppiò improvvisamente a piangere senza motivo apparente: l’uomo captò un messaggio in cui gli veniva comunicato che Flint, un golden retreiver, sarebbe morto, anche se il veterinario non gli aveva diagnosticato nessuna patologia incurabile. Quando l’uomo confidò questa predizione a sua moglie, lei la accolse con grande stupore, poiché Flint appariva in ottima forma. L’uomo lo portò comunque a visitare, ma furono confermate le sue eccellenti condizioni di salute. Nei diciotto mesi che seguirono, il cane sembrava stare bene; a quanto pare, solo Benito riusciva a cogliere alcune lievi alterazioni destinate a compromettere progressivamente il suo benessere. A un certo punto, anche altre persone cominciarono a notare un calo di energia, finché un chirurgo specializzato scoprì che un tumore al pancreas aveva dato metastasi negli strati più profondi dell’organismo del cane, e che ormai non si poteva fare più nulla per salvarlo. Il mattino dopo la morte del cane, Benito e sua moglie udirono degli schiamazzi fuori dalla loro abitazione: erano i loro cani che abbaiavano a causa di due cuccioli bianchi di otto settimane, intenti a giocare nel cortile sul retro della casa. In un secondo tempo, corse voce che i cuccioli erano scappati dalla tenuta di un loro vicino che distava circa mezzo miglio da lì; dopo aver vagabondato nella foresta, erano finiti nel cortile di Benito, il quale è convinto che sia stato un segno mandato da Flint. Scegliendo un espediente alquanto rocambolesco, Flint aveva mandato quelle creature dai suoi padroni affinché li consolassero comunicando loro e il seguente messaggio: “Va tutto bene, non preoccupatevi”.

Io stessa ho ricevuto un segno sorprendente qualche anno fa, mentre sedevo in giardino con i miei gatti Teddy e Lilly che all’epoca erano piccolissimi. Mentre posavo il bicchiere con la mia bibita sul prato, mi accorsi che sull’erba c’era un collarino con inciso il nome del gatto a cui apparteneva. Un brivido mi percorse la schiena, perché era appartenuto a Casey. Erano comunque trascorsi quasi dieci anni dalla sua morte, avvenuta quando abitavo in un’altra casa. Come se non bastasse, il collarino era stato smarrito nella boscaglia sul retro di quella casa. Eppure, adesso era su questo prato, e sembrava come nuovo. Come aveva fatto ad arrivare nel mio giardino? Era uno dei tanti miracoli che gli animali domestici sembrano capaci di fare, e che io sono riuscita ad accettare come eventi assolutamente normali.

Sadie, un gattone tigrato, era vissuto con Teresa. La donna avverte spesso la presenza del suo spirito, come pare la avverta anche l’altra sua gatta Maxine. La sera, prima di addormentarsi, a Maxine capita spesso di guardare fissamente davanti a sé, nello stesso identico modo in cui era solita guardare Sadie. Quando la donna ordina ad alta voce ad entrambe le gatte di sistemarsi l’una vicina all’altra, Maxine si sdraia come se si stesse accoccolando vicino a un altro gatto.

Nel corso di un’intervista che avevo concesso a un popolare periodico femminile per parlare del mio lavoro, Carmela, la giornalista, si mise a descrivere un’esperienza che aveva vissuto personalmente. Mario, il suo gatto birmano azzurro, aveva sviluppato una nefropatia degenerativa. Con il trascorrere del tempo, la situazione stava precipitando a vista d’occhio, e Carmela cominciò a riflettere sulla decisione migliore da prendere, per evitare che l’animale soffrisse inutilmente. A dire il vero, la donna non aveva il coraggio di prendere una decisione tanto drastica, anche perché non è facile comprendere se la scelta sia quella giusta. Per questo motivo, chiese agli Angeli di darle un segno. Due giorni dopo, scese al piano di sotto e, sul pavimento del soggiorno, vide lo scintillante collarino d’argento del suo gatto, accuratamente disposto in cerchio. Mario lo aveva indossato quasi costantemente per due anni. Carmela pensò “Ecco il segno di cui avevo bisogno.” L’animale si era sbarazzato del suo collarino, come se volesse dire: “Ormai non mi serve più”. Carmela mi confessò che ciò che accadde quel giorno fu una delle esperienze più spirituali che avesse mai vissuto. Quando portò il gatto dal veterinario per farlo sopprimere, ebbe la sensazione che quello fosse il momento giusto e, infatti, tutto avvenne all’insegna della massima serenità.

Talvolta, gli animali ci comunicano un messaggio dall’aldilà per metterci in guardia a proposito di un evento particolare. Fabiana aveva un cane di nome Twist, a cui la figlia della sua figlioccia era legatissima. Da quando Twist è morto, la bambina aveva asserito a più riprese di aver visto il cane, riferendo peraltro i messaggi che lui le aveva comunicato.
Tre settimane prima Yvonne e suo marito Roger avrebbero dovuto concedersi una breve quanto sospirata vacanza sull’isola di white, ma Ellie esclamò: “Twist ha detto che non dovete partire”. Non comprendendo il perché di quelle parole, i due le interpretarono come uno sciocco capriccio infantile, salvo poi scoprire ben presto di aver commesso un errore a ignorare il suo consiglio. Trentasei ore dopo aver raggiunto la meta della loro vacanza, la casa di Yvonne e Roger si allagò, costringendoli a rientrare in fretta e furia. Oltre al fatto che Ellie e era riuscita a captare l’avvertimento di Twist, occorre dire che, nella dimensione in cui si trova attualmente, quel cane è in grado di scrutare nel futuro, segno inequivocabile della sua natura angelica-

Margrit Coates – Piccoli Angeli

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